Comunicato Stampa: L’arte di Leigh Bowery e la London Club Culture

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L’arte di Leigh Bowery e la London Club Culture

a cura di Cristiana Perrella

6 aprile 6 giugno 2006 The British School at Rome

Via A. Gramsci 61 Roma

inaugurazione 6 aprile 2006 h 18.00

Giovedì 6 aprile alle ore 21 il Contemporary Arts Programme di The British School at Rome inaugura Taboo, la prima mostra italiana dedicata a Leigh Bowery (Sunshine, Australia 1961–Londra 1994), leggendario personaggio della cultura alternativa londinese tra gli anni Ottanta e Novanta. La mostra prende il titolo “Taboo” dal nome della serata - punto di riferimento per la scena creativa dell’epoca - animata da Bowery ogni giovedì tra il 1985 e il 1986 alla discoteca Maximus di Leicester Square. Il progetto, a cura di Cristiana Perrella, prosegue l'analisi delle intersezioni tra cultura musicale, scena underground e arte visiva nel Regno Unito che il Contemporary Arts Programme ha sviluppato nel corso degli anni.

Taboo. L’arte di Leigh Bowery e la London Club Culture vuole far conoscere meglio al pubblico italiano il personaggio Bowery, in tutte le sue molteplici sfaccettature. Artista, performer, disegnatore di moda, musicista e modello prediletto di Lucian Freud, Bowery ha attraversato infatti ogni possibile linguaggio espressivo con rara e visionaria libertà, spesso in anticipo sui tempi. Alla British School at Rome verrà esposta una selezione degli straordinari costumi e acconciature realizzati dall'artista. Accanto ad essi saranno presentati materiali video (tra cui la documentazione delle sue performance alla galleria Anthony d’Offay nel 1988) e i ritratti di grandi fotografi come Fergus Greer, Nick Night, Annie Leibovitz, che lo hanno immortalato nei suoi look sorprendenti. Una sezione d’archivio raccoglierà poi i flyers del Taboo, istantanee scattate durante le serate londinesi, lettere ed altro materiale in grado di restituire la speciale atmosfera creatasi intorno a Bowery nella Londra di quegli anni. Alla collaborazione tra Bowery e Lucian Freud è dedicata inoltre una sezione che include le foto di Bruce Bernard scattate durante le sedute di posa di Bowery nello studio del grande pittore, tre incisioni di Freud che lo ritraggono come modello e un mantello realizzato con gli stracci utilizzati da Freud per pulire i pennelli tagliati e cuciti insieme da Bowery come tessere di un mosaico a formare un grande ritratto di Hitler.

Dal suo arrivo a Londra dalla natia Australia nel 1981 – armato solo di una valigia e di una macchina da cucire – fino alla sua morte per AIDS la notte di Capodanno del 1994, Leigh Bowery ha personificato meglio di ogni altro lo spirito edonistico, trasgressivo e vorticosamente creativo della club culture di quegli anni, reazione sfavillante alla depressione e all’ultra-conservatorismo moralista dell’era Thatcheriana. Vera e propria musa e icona della scena underground londinese, Bowery ha collaborato con alcune delle menti creative più fervide della sua generazione, dal coreografo Michael Clark, al musicista Boy George, ai registi John Maybury e Charles Atlas, Dick Jewell. Un'arte, la sua, al di là della galleria e del museo, resa possibile dal punk e vicina al movimento New Romantic ma svincolata in realtà da ogni moda o tendenza particolare.
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