Vasco: debutto live a Perugia, tra high tech e lacrime

Vasco: debutto live a Perugia, tra high tech e lacrime
Grande rilievo è dato dai giornali nazionali all’esordio del tour di Vasco Rossi, avvenuto ieri sera allo stadio "Curi" di Perugia, a pochi giorni dalla scomparsa improvvisa del chitarrista e amico di Vasco, Massimo Riva. Mario Luzzatto Fegiz sul "Corriere" racconta l’attacco della serata, cominciata con un video sui megaschermi che proponeva "il duetto fra Vasco e lo stesso Riva in «Quanti anni hai», registrato lo scorso anno al festival di Imola. A metà video, l'ingresso della band dal vivo. E' stato, almeno sul palco, l'unico momento ufficiale dedicato allo scomparso". Più avanti Vasco avrebbe commemorato così Riva:
"Nessuno muore mai completamente. Qualche cosa di lui rimane sempre vivo dentro di noi. Viva Massimo Riva!".
Fegiz rimarca che si è trattato di "un concerto ripensato e riscritto all'ultimo minuto sopprimendo o modificando le parti troppo legate a Riva, sostituite da canzoni più vicine a Maurizio Solieri rientrato a dare manforte alla «Rewind band» a fianco dell'altro chitarrista Stef Burns e di Jonathan Moffet alla batteria, Claudio Golinelli al basso, Alberto Rocchetti al pianoforte, Frank Nemola al programmatore, tromba, Andrea Innesto al sax e Clara Moroni ai cori" ... "Rievocazioni a parte, lo show sembra una diretta continuazione di quello di Imola, caratterizzato da emozioni visive forti a base di luci e immagini, e dall'altissima tecnologia. Il palco è un gigantesco ponte. Ai lati due piloni d'acciaio i cui tiranti sono costituiti da 1500 metri di fibre ottiche che si colorano di rosso, azzurro, giallo e verde. Al centro un megaschermo ad altissima risoluzione diffonde le immagini di cinque microtelecamere. Una delle quali, detta «soggettiva», è sistemata negli occhiali di Vasco Rossi che, schiacciando un comando, manda in onda la sua visuale del concerto. Il palco non ha nessuna copertura o barriera verso la platea sia in alto sia ai lati. «Un tentativo - spiega la rockstar - di ridurre lo spazio fra artista e pubblico»". Marinella Venegoni, inviata de "La Stampa", racconta:
"Vasco ha preso le sue decisioni: niente retorica per carità, ma un ricordo certamente, che veleggiasse leggero e sincero. In realtà, gli è poi scappata una lacrima, durante «Stupendo», dopo che aveva urlato «Viva Massimo Riva» ... E’ stato un concerto tirato, e bello tosto, fra rabbie, malinconie, passioni e anche allusioni. Con subito gli «Sballi ravvicinati», il «Rewind», «Nessun pericolo per te», e la combriccola del Blasco che son tutta gente a posto, zigzagando fino a formare una serata in molti punti diversa dall’idea iniziale, che era quella di condurre il concerto di Imola per 130 mila, porta a porta ai fans in giro per l’Italia. Fra ballate magnifiche come «Sally», «Senza Parole», «Vivere», e furibonde tirate su «Mi si escludeva», «Gli spari sopra», «Io no», «C’è chi dice no». Quasi tutto è stato cantato anche dai fans, per i quali Vasco non è un musicista ma una religione"... "Intorno, fra il pubblico, erano stati collocati contenitori per versare contributi alla Missione Arcobaleno: Vasco ha aperto la sottoscrizione con 50 milioni".
Ernesto Assante, su "la Repubblica", rimarca l’evoluzione del Blasco, fotografata in concomitanza con la prima data di un tour strano, che non vedrà più "Massimino" accanto a lui:
"Qualche anno fa sarebbe stato impossibile fare ascoltare al pubblico di Vasco Rossi ... anche soltanto una nota di quelle emesse dai piatti e dall'impianto dei due disc jockey che hanno intrattenuto il pubblico dello Stadio Curi di Perugia. Dance music, pura e semplice musica da discoteca, che sarebbe stata accolta da fischi, urla e lancio di lattine. Oggi no, anzi, l'entusiasmo per i Negrita, per il Blasco e per i brani "semi-techno" che fanno ballare è lo stesso. Il pubblico di Vasco è cambiato, insomma, ma anche il cantautore di Zocca non è più lo stesso di quindici anni fa. Il rock, del resto, è solo una parte dell'universo musicale di Vasco Rossi oggi, e il concerto di apertura di questo nuovo e attesissimo tour lo conferma ... Certo, le chitarre elettriche fanno la parte del leone, ma la melodia, la voglia di far cantare tutti, il gusto nel mescolar ballate e tensioni, di mettere insieme cose diverse (persino la dance, suoni elettronici, ritmi nuovi e tecnologici) ed evitare le ripetizioni sono cose che ha scoperto anche il signor Rossi".
Il concerto era stato preceduto da un’esibizione dei Negrita, saliti sul palco alle 19.30 e accolti molto bene dal pubblico.
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