Yendry, un’ascesa da star: da Pinerolo al Tiny Desk
A un certo punto, nella seconda metà della performance, parla e canta in italiano, facendo sgranare gli occhi e sorprendendo chiunque non la conoscesse. Un live, il suo al Tiny Desk, uno dei format più famosi al mondo, che in poco tempo ha raggiunto le oltre 250mila views, accendendo ancora una volta i riflettori sul suo talento, esattamente come avvenuto nel 2020 quando partecipò a un altro format di livello internazionale, Colors, la cui esibizione ha raggiunto oltre 28milioni, tra ascolti e views, su Spotify. Yendry Cony Fiorentino, conosciuta semplicemente come Yendry, classe 1993, è una cantautrice italo-dominicana che, come abbiamo ricordato un paio di anni fa, quando nel 2021 i Maneskin cominciavano la loro scalata al successo mondiale, complice la vittoria all’Eurovision Song Contest con “Zitti e buoni”, per la critica internazionale era già una “next big thing” da tenere d’occhio.
Ma qui in Italia eravamo troppo distratti per accorgercene, o forse semplicemente ignoravamo che quel nome che ci suonava familiare inserito da Barack Obama nell’elenco delle sue canzoni preferite di quell’annata, con "Ya", accanto alle hit di Lizzo e Cardi B, Lil Nas X, Brandi Carlile e Courtney Barnett, familiare lo era davvero. Nel 2012 fu tra i concorrenti della sesta edizione della versione italiana di X Factor, la seconda dell’era Sky dopo l’acquisizione da parte della pay tv del format lanciato nel nostro Paese da Rai2. La sua esperienza all’interno del programma, nella squadra delle ragazze dai 16 ai 24 anni capitanata da Elio, durò troppo poco: venne eliminata dal televoto nella quinta puntata. Oggi la musica di Yendry vanta numeri molto importanti sulle piattaforme di streaming, per lo più grazie al successo che sta riscuotendo oltremanica e oltreoceano: solo su Spotify si aggira intorno al mezzo milione di ascoltatori mensili.
Il suo singolo più streammato è “Nena”, con 25milioni di ascolti complessivi, mentre il suo ultimo progetto è “Como agua”, uscito quest’anno, che viene presentato come il suo primo vero album. Nell’estate 2023 ha anche aperto il concerto di Rosalìa a Milano insieme a Tinashe e Clara. Ha vissuto i primi quattro anni di vita a Santo Domingo dove sono nati i suoi genitori. Ma il “padre vero”, un angelo di nome Mario, come lei stessa lo ha definito, l’ha incontrato a Torino dove è stata adottata e dov’è cresciuta insieme alla mamma biologica e ai due fratelli che la donna ha avuto, appunto, da Mario Fiorentino. "Non è stato semplice farsi accettare da Villafranca, il paese dell’hinterland torinese dove ho frequentato fino alla seconda media prima di essere costretta a trasferirmi in una classe di Pinerolo che, essendo una cittadina più grande, aveva meno pregiudizi verso il mio colore di pelle e i ricci dei miei capelli", ha raccontato a QN.
In un’altra intervista, questa volta concessa a Pitchfork, ha spiegato che X Factor le ha insegnato come stare sul palco, ma le ha anche mostrato i limiti di quel tipo di show dove l’assegnazione delle cover, a volte, è figlia di meccanismi che tengono più conto delle dinamiche televisive che della reale inclinazione dei giovani artisti sul palco. In “Como agua”, invece, ha fatto esattamente come voleva lei: un viaggio musicale da tredici tracce che esplora temi come la famiglia, la migrazione, la nostalgia, l’amore e la solitudine di chi costruisce la propria vita tra Paesi diversi. Tra ritmi dominicani, bolero e merengue, l’artista racconta le proprie radici miste e le sfide del futuro, riflettendo anche sul vivere tra due identità, tra l’Italia e l’America. Un progetto che intreccia tradizione e sonorità contemporanee e il cui racconto passa anche dal Tiny Desk, una vetrina dal grandissimo respiro.