Donella del Monaco, sacerdotessa del prog
Ho conosciuto Donella nel 1972. Con lei, col mio grande amico Giorgio Bisotto e con Alfredo Tisocco abbiamo fondato il movimento musicale Opus AvanTra; da questo sodalizio nasce nel 1974 “Introspezione”, il primo disco del gruppo, un lavoro assolutamente originale per quel tempo, realizzato in collabo- razione con i discografici della Trident, Maurizio Salvadori e Angelo Carrara.
In seguito ho collaborato alla realizzazione di un altro importante lavoro di Donella, introducendola nel 1978 alla Cramps di Gianni Sassi, produttore discografico del quale avevo cominciato a condividere la linea artistica e le avanguardistiche idee del situazionismo. Si intitolava “Schönberg Kabarett”, una raccolta di brani per pianoforte e voce, scritti dal compositore viennese quand’era giovanissimo per l’Überbrettl, il cabaret letterario di Berlino fondato nel 1901.
Poi, per diversi anni, ognuno di noi è stato impegnato in altri progetti, una lunga pausa durante la quale Donella si è dedicata alla sua carriera di cantante lirica e io mi sono mosso tra produzioni musicali, programmi Rai e settimanali specialisti-ci, di radio e TV.
Dopo alcuni lavori di Opus AvanTra di cui non sono stato produttore, nel 2018 ci siamo rincontrati per riprendere il nostro lavoro: una vera e propria ‘reunion’ che porterà alla realizzazione del CD “Rosa rosae” con una nuova formazione musicale, sempre nel solco dei principi ispiratori del gruppo.
In questi anni molte cose sono cambiate nella vita di Donella: la più dolorosa è stata la perdita del suo Giorgio nel 2011, e poi il lungo distacco di Alfredo che per motivi di lavoro si era trasferito a Bucarest. Così Donella ricrea il gruppo avviando una nuova collaborazione con Paolo Troncon, versatile compositore di formazione classica che accetta la sfida di coniugare gli studi accademici con le aperture multiformi che caratterizzavano il progetto Opus. Oltre a lui, ci sono Mauro Martello ai flauti, Laura Balbinot al violoncello, Andrea De Nardi alle tastiere e Giorgio Cedolin alla batteria.
Pensiamo di coinvolgere in questo nuovo ensemble anche altri artisti per creare delle fruttuose sinergie. Chiamo nel gruppo Tony Esposito, che aveva già partecipato alla realizzazione del primo storico album, “Introspezione”. E, sempre dalla mia Napoli, porto in Veneto una voce maschile strepitosa, quella di Lino Vairetti, leader e storico fondatore degli Osanna, già interessato alla musica degli Opus e alle interpretazioni di Donella con la quale interpreta il brano “Sceleratus”. E ancora un’altra voce, stavolta femminile, diversissima da quella della Del Monaco, Jenny Sorrenti, che per musicalità, timbro e colore si intreccia splendidamente con quella di Donella in “Vento del nord”. E poi invito un altro grande amico, purtroppo oggi scomparso, Alberto Radius, a suo tempo il chitarrista preferito di Lucio Battisti: Alberto è stato uno dei musicisti più originali e virtuosi del nostro rock, artista attento alle esperienze diverse, attratto e pronto a dare a questa nuova avventura prog di Donella il suo incisivo contributo nel brano “Cyrcles”.
Ma i miei rapporti con Donella non sono collegati solo alla produzione musicale: sostengo da sempre, e con entusiasmo, l’originale iniziativa avviata nel 2015, Chez Donella, un salotto culturale dove vengono ospitati, con cadenza mensile, personaggi del mondo intellettuale che affrontano tematiche inerenti alla musica, collegate ad altre forme artistiche e comunicative. Attualmente Chez Donella è giunto a un’ottantina di appuntamenti. A quest’iniziativa ho dato il mio contributo portando artisti di fama internazionale come il regista Italo Moscati che ha presentato in anteprima il suo docufilm “1200 km di bellezza”, o i prestigiosi musicisti che hanno collaborato al CD “Rosa rosae”, gli Osanna, Jenny Sorrenti, Alberto Radius.
Abbiamo ideato inoltre una grandiosa serata con i musicisti della Nuova Compagnia di Canto Popolare, occasione nella quale Donella si è esibita insieme a loro. Ho infine invitato il mio amico Guido Bellachioma, direttore di «Prog», la più prestigiosa rivista italiana di progressive. “Rosa rosae” rimane un vero e proprio gioiello sonoro. E Donella Del Monaco con questo album, ristampato oggi, nel 2026, in vinile bianco numerato per i collezionisti e con una ‘bonus track’ (“L’angelo caduto”), si conferma grande sacerdotessa del prog. Il disco, già uscito in CD nel 2019, conta quindi su ‘guest star’ d’eccezione e ha una grande storia alle spalle: la storia di un incontro avvenuto ormai più di cinquant’anni fa, ma che oggi merita proprio di essere raccontato.
Il testo è tratto dal libro di Renzo Cresti “Donella del Monaco”, 448 pagine, Diastema Editrice (nell’immagine dell’articolo).