Le canzoni di Stranger Things trasformano Milano in Hawkins

I brani iconici della serie riletti da Manuel Agnelli, Francesca Michielin, Rose Villain e Mahmood
Le canzoni di Stranger Things trasformano Milano in Hawkins

Un grande Vecna troneggia nella periferia est milanese. Entrando al Fabrique, un Demogorgone accoglie il pubblico, con il locale addobbato con riferimento agli anni '80 - televisori catodici, e un dj set a base di canzoni di 40 anni fa. A meno che non abbiate vissuto nel sottosopra negli ultimi anni, impossibile che non riconosciate i mostri e i riferimenti di "Stranger things". Netflix sta facendo le cose in grande per il lancio del finale di una delle sue serie-simbolo: dopo le luminarie a tema in centro, ha organizzato uno show (ad inviti o su registrazione gratuita) nel locale milanese - un po' concerto con le canzoni della colonna sonora, un po' "instagram opportunity", come lo definisce l'MC della serata Federico Russo. Quando la band- una versione "power 50" dei Rockin' 1000 - attacca una delle prime canzoni, Manuel Agnelli compare in alto in una nicchia che rappresenta il passaggio al sottosopra, e canta "Should I stay or should I go", dei Clash: la prima di una lunga serie di classici, interpretati da Francesca Michielin, Rose Villain, Mahmood.

Stranger sounds e le canzoni nelle serie tv

"Stranger sounds" - questo il titolo della serata - è una giusta celebrazione di una serie che fin dalla sua prima apparizione su Netflix ha affidato alla musica un ruolo che va oltre la semplice colonna sonora, trasformando le canzoni in strumenti narrativi, segnali emotivi, coordinate temporali capaci di legare personaggi, epoche e dimensioni parallele. Il rapporto tra serie, canzoni, e riscoperte di classici dimenticati è una costante da un paio di decenni, ormai (sì, un paio di decenni - diciamo da "CSI" e "The O.C"), ma "Stranger things" è diventato un caso scuola, soprattutto con la quarta stagione che ha riportato in classifica "Running up that hill" di Kate Bush, dopo 35 anni. In vista del finale della serie, atteso nella notte tra il 31 dicembre e l'1 gennaio, questo legame tra musica e narrazione è diventato un evento la serata il 29 dicembre al Fabrique di Milano, pensato come un attraversamento sonoro dell’universo di Hawkins e del Sottosopra.

Un concerto-installazione

Netflix conferma la propria capacità di costruzione dell’esperienza e non del solo evento, trasformando lo spazio del locale meneghino di via Fantoli in una scenografia immersiva che richiama l’immaginario della serie. Oltre al modellino di Vecna ad accogliere il pubblico all'ingresso, all'interno dei megaschermi scandiscono il racconto visivo. Un Demogorgone gigante regala l'occasione perfetta per delle foto di gruppo e una radio monumentale richiama l’estetica degli anni Ottanta, mentre luci e installazioni accompagnano gli ospiti dentro un mondo saturo e riconoscibile, pensato anche per la condivisione social. Come nella serie, anche lo spazio fisico si divide in due poli, Hawkins e Sottosopra, tradotti in due palchi tra cui si muovono musicisti e corpo di ballo, secondo una logica di alternanza che riproduce il dualismo centrale di "Stranger things". Intorno, gadget e drink a tema testimoniano la dimensione di franchising ormai raggiunta dalla serie, un sistema che per diffusione e riconoscibilità si avvicina ai grandi universi pop contemporanei.

A condurre la serata “Stranger sounds” è appunto Federico Russo, mentre la struttura musicale è affidata alla formazione ridotta “Power 50” dei Rockin’ 1000, guidata da Daniel Plentz dei Selton, che apre l’evento accendendo il primo palcoscenico con “Separate ways” dei Journey. È però con l’ingresso di Manuel Agnelli che la serata trova subito un centro simbolico: il frontman degli Afterhours canta dall’interno della voragine che rappresenta il passaggio verso l’altra dimensione, riportando il pubblico ai primi episodi della serie attraverso “Should I stay or should I go” dei Clash e “Atmosphere” dei Joy Division, due brani che nella prima stagione diventano strumenti importanti di comunicazione.

"Running up that hill"

Il secondo palco, quello tradizionalmente deputato ai concerti del Fabrique, entra nel vivo con Francesca Michielin e “Twist of fate” di Olivia Newton-John, mentre Rose Villain riporta l’attenzione verso l’altro lato con “Time after time” di Cyndi Lauper, in un continuo gioco di rimandi spaziali che accompagna l’intera serata - in un effetto karaoke dichiaratamente cercato. “The never ending story”, affidata ancora a Michielin, diventa momento di partecipazione collettiva, seguita da “Material girl” di Madonna nella versione di Rose Villain, prima di un nuovo ritorno di Michielin con “California dreamin’” dei Mamas & The Papas e con uno dei brani più emblematici della quarta stagione, “Running up that hill” di Kate Bush, diventato negli ultimi anni simbolo di una rinascita culturale e generazionale. Michielin lo inizia campionando la sua voce e usandola come base ritmica, poi accompagnata dalla band si lancia nella versione più tradizionale.

Uno dei momenti più attesi arriva con “Master of puppets” dei Metallica, eseguita da Manuel Agnelli insieme ad alcuni musicisti dei Rockin’ 1000, mentre dal soffitto del Fabrique scendono frammenti di cotone bianco a ricreare l’atmosfera sospesa del Sottosopra, citazione diretta della scena in cui Eddie Munson usa la chitarra per salvare gli amici. Rose Villain torna poi sul palco con “Psycho killer” dei Talking Heads, prima di lasciare spazio al gran finale affidato a Mahmood, che interpreta “Who wants to live forever” dei Queen, brano scelto anche per il trailer della quinta stagione e qui assunto a sintesi del percorso emotivo della serie.

Un finale (ancora) aperto?

La serata del Fabrique conferma come la canzone resta uno degli strumenti più potenti per attraversare mondi, per raccontare storie e rendere più potenti serie e film. E anche sui social - con una buona parte del pubblico impegnata a creare contenuti, e a mostrare "io c'ero".
Il conto alla rovescia verso l’ultimo episodio è ormai iniziato e chissà quale sarà la canzone che accompagnerà il finale: le scommesse sono aperte.

La scaletta

  • Rockin’1000 power 50 -“Separate Ways” - Journey - (Stagione 4) 
  • Manuel Agnelli & Rockin’1000 power 50 - "Should I Stay or Should I Go” - The Clash (Stagione 1)
  • Manuel Agnelli & Rockin’1000 power 50 - “Atmosphere” - Joy Division(Stagione 1)
  • Rockin’1000 power 50 - “Africa” - Toto
  • Francesca Michielin - “Twist of Fate” - Olivia Newton-John (Stagione 2)
  • Rose Villain & Rockin’1000 power 50 “Time After Time” - Cindy Lauper (Stagione 2)
  • Rockin’1000 power 50  “Every Breath You Take” - The Police (Stagione 2)
  • Francesca Michielin & Rockin’1000 power 50 - “The Never Ending Story” - Limahl (Stagione 3)
  • Rose Villain & Rockin’1000 power 50 - “Material Girl” - Madonna (Stagione 3)
  • Francesca Michielin - “California Dreamin’” - The Mamas & The Papas (Stagione 4)
  • Francesca Michielin - “Running Up That Hill” - Kate Bus (Stagione 4)
  • Rockin’1000 power 50 - “You Spin Me Round” - Dead or Alive (Stagione 4)
  • Manuel Agnelli & Rockin’1000 Gurus - “Master of Puppets” - Metallica  (Stagione 4)
  • Rose Villain - “Psycho Killer” - Talking Heads (Stagione 4)
  • Rockin’1000 power 50 - “Upside Down” - Diana Ross (Stagione 5)
  • Rockin’1000 power 50 “I Think We’re Alone Now” - Tiffany (Stagione 5)
  • Mahmood -  “Who Wants to Live Forever” - Queen (Stagione 5)

 

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