Buon compleanno, "Bringing It All Back Home" compie oggi 60 anni
Nella prima metà degli anni ’60 s’iniziò a sperimentale il “mondo veloce”, quella stagione in cui le cose, in sostanza il mondo, cambiavano velocemente in ogni campo e quindi anche in quello della musica.
Se l’avvento del rock’n’roll aveva dato centralità alla musica stelle e strisce, nei primi sessanta il focus si spostava nella Vecchia Europa dove i Beatles e altri musicisti britannici stavano ridisegnando il futuro.
Erano anche anni in cui dall’altra parte dell’Oceano un tal Bob Dylan, che aveva suonato il rock’n’roll da giovane e ne era un grande fan, stava costruendo la sua fama attraverso il folk e la poesia.
Ma l’obiettivo di Mr Zimmerman non era quello di omologarsi ad altri artisti; sin dal suo arrivo a New York dal Minnesota, Dylan aveva lavorato per trasformarsi nel nuovo volto della musica folk acustica, diventando il prototipo del troubadour, del moderno menestrello, che racconta il mondo solo con una chitarra acustica.
Con il passare del tempo, però, Dylan iniziò a sentirsi inquieto, limitato in questo ruolo e figura e in cerca di una nuova modalità espressiva, che arrivava dalle sue vecchie radici. Mettendo insieme diverse pulsioni, ispirazioni e ricerca cominciò a scrivere nuove canzoni, più personali e, in alcuni casi, piuttosto astratte e surreali, prive di contenuti politici.
Quando si preparava a registrare il suo quinto album, Dylan sapeva che alcune delle sue nuove canzoni avrebbero dovuto essere registrate con una band rock. Durante i mesi trascorsi a Woodstock, New York, presso la casa del suo manager Albert Grossman, scrisse intensamente.
Alcuni brani, come "Mr. Tambourine Man" e "Gates of Eden", erano stati creati mentre preparava il precedente album, "Another Side of Bob Dylan". Tuttavia, mentre continuava a scrivere canzoni da eseguire da solo con la chitarra acustica, come "It's All Over Now (Baby Blue)" e "It's Alright, Ma (I'm Only Bleeding)",
stava però anche componendo brani che richiedevano un supporto più potente, come "Maggie's Farm", "She Belongs to Me", "Subterranean Homesick Blues", "Bob Dylan's 115th Dream" e "Love Minus Zero/No Limit".
Il 13 gennaio 1965, Dylan entrò negli Columbia Recording Studios di New York, inizialmente lavorando da solo, registrando alcune delle sue nuove canzoni con solo chitarra o pianoforte. In breve tempo, insieme al produttore Tom Wilson, decise di coinvolgere una band di musicisti per fornire un accompagnamento rock (furono chiamati i chitarristi Al Gorgoni, Kenneth Rankin e Bruce Langhorne, il pianista Paul Griffin, i bassisti Joseph Macho Jr. e William E. Lee e il batterista Bobby Gregg). Al termine di quelle registrazioni, il 22 marzo 1965, Columbia Records pubblicò "Bringing It All Back Home", un album diviso in due lati: uno con canzoni prevalentemente acustiche e l'altro con la band.
Nonostante la nuova direzione musicale del disco non fosse gradita a molti dei suoi fan folk, l'album ebbe un grande successo, diventando il più venduto di Dylan fino a quel momento, raggiungendo il sesto posto nella classifica di Billboard.
La foto iconica di copertina, scattata a casa di Grossman, ritrae il giovane musicista di 23 anni con la moglie del suo manager, Sally, sullo sfondo.
Le canzoni di Dylan divennero anche oggetto di interesse per altre band rock; nel maggio dello stesso anno, i Byrds, un gruppo di Los Angeles, reinterpretarono "Mr. Tambourine Man", portandola al primo posto della classifica.
Tuttavia Bob Dylan decise di andare oltre e ciò che nessuno si aspettava sarebbe accaduto solo pochi mesi dopo. Il 20 luglio, Dylan pubblicò un nuovo singolo, un brano esplosivo che molti considerano la più grande rock song di sempre: "Like a Rolling Stone" (incluso poi nel successivo album “Highway 61 Revisited” pubblicato il 30 agosto 1965).
Cinque giorni dopo, il 25 luglio, l’apoteosi: Bob Dylan tornò a esibirsi al Newport Folk Festival, questa volta però accompagnato da una band rock elettrica, la Paul Butterfield Blues Band. Da quel momento in poi, nulla sarebbe stato più come prima.
Bringing It All Back Home: le tracce
Lato A
- Subterranean Homesick Blues
- She Belongs to Me
- Maggie's Farm
- Love Minus Zero/No Limit
- Outlaw Blues
- On the Road Again
- Bob Dylan's 115th Dream
Lato B
- Mr. Tambourine Man
- Gates of Eden
- It's Alright, Ma (I'm Only Bleeding)
- It's All Over Now, Baby Blue