Comunicato Stampa: Rassegna cinematografica sulle donne del blues

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RED HOT MAMAS & DEEP BLUE LADIES
Rassegna cinematografica sulle donne del blues

Inizia martedì 25 ottobre al cinema Fratelli Marx di Torino (corso Belgio 53) – per concludersi giovedì 27 – la rassegna cinematografica RED HOT MAMAS & DEEP BLUE LADIES: VOCI IN BIANCO E NERO, curata da Luciano Federighi, evento che anticipa la 15° edizione di Blues al Femminile.
Il Blues è inteso nella sua accezione più vasta, in tutte le sue sfumature e ramificazioni, nei nove programmi in cui si divide questa panoramica cinematografica-televisiva di grandi voci al femminile. In filmati compresi tra gli anni del New Deal e l’alba del ventunesimo secolo, si ascoltano e osservano cantanti nere e bianche attive in diverse aree stilistiche - dal vaudeville blues allo swing, dal rhythm&blues al soul, dal country&western al rock’n’roll – ma accomunate da un senso palpabile del blues come racconto, come testimonianza esistenziale, come tratto espressivo fondamentale della grande esperienza musicale nordamericana.
Alberta Hunter, Sippie Wallace, Victoria Spivey, documentate in una fase avanzata delle rispettive carriere, rappresentano il punto di partenza di una complessa tradizione blues nera che passando per il rauco shouting di Big Mama Thornton e la tornita eloquenza di Ruth Brown (e per il formidabile magnetismo scenico di una Lena Horne e di una Della Reese, per la swingante, visionaria grazia di Ella Fitzgerald), giunge al vibrante e variegato soul di Esther Phillips, Aretha Franklin o Shirley Brown, con le loro solide radici gospel (ma anche al jazz raffinato e innervato di colori blue di Carmen McRae e Shirley Horn).
“The Last of the Red Hot Mamas”, Sophie Tucker, è invece la prima figura emblematica di una lunga stirpe di cantanti bianche affascinate dal blues e capaci di integrarlo in immagini vocali personalissime – cantanti urbane o rurali, sudiste o Midwestern, East o West Coast, da Anita O’Day a Kay Starr, da Peggy Lee a Phoebe Snow, da Patsy Cline a Bonnie Raitt.
Tra un programma e l’altro, come intermission artist, si esibirà nella sala del Cinema Fratelli Marx la versatile cantante-pianista Anne Farnsworth, bostoniana come la Tucker, losangelena di adozione come Anita O’Day o Esther Phillips. Profonda conoscitrice della storia del jazz e della canzone americana, Anne affronta standard antichi e moderni con arguta eleganza e schietta comunicativa, combinando gusto dell’improvvisazione e immaginazione lirica ed evocando - nelle sue interpretazioni asprigne e bizzosamente contrastate – il modello di maestre di humor e swing come Blossom Dearie, Annie Ross e Judy Roberts.


Biglietti a 5 €, ridotti 3 €.
Informazioni: Associazione Culturale Centro Jazz Torino Via Pomba 4 10123 Torino
Tel. 011 884477 fax 011 8126644 www.centrojazztorino.it centrojazz@centrojazztorino.it

PROGRAMMA

MARTEDÌ 25 OTTOBRE 2005
Ore 16.00
ALBERTA HUNTER: Jazz at the Smithsonian, USA 1981, 57’
IVIE ANDERSON & The Marx Brothers: “All God’s Children Got Rhythm” in A Day at the Races, USA 1937, 8’
RUTH BROWN, RUBY WILSON e JOYCE COBB in Memphis, USA 1990, 15’

Sul finire degli anni ’70, una delle maestre del blues classico, Alberta Hunter, conobbe un dorato crepuscolo.

Accompagnata dal duo piano-contrabbasso di Gerald Cook e Jimmy Lewis nell’auditorium dello Smithsonian, la ultraottantenne Alberta distilla con gusto e humor canzoni blues piccanti o tormentate (tra cui le sue celebri composizioni “My Castle’s Rockin’” e “Down Hearted Blues”), ma anche grandi standard come “Without a Song”, riflettendo sul quale ripete malinconicamente al microfono, “Nessuno scrive più canzoni così…”. Alla generazione successiva, quella dello Swing, appartiene la californiana Ivie Anderson, che nel vivo del suo splendido decennio con l’orchestra di Ellington appare in una scena di giubilante e surreale animazione dell’ultimo grande film dei Fratelli Marx, A Day at the Races, diretto nel 1937 da Sam Wood. La “Miss Rhythm” dell’era del R&B, Ruth Brown, e due pregevoli sciantose della Memphis di fine Novecento, l’imponente Ruby Wilson e l’arguta Joyce Cobb, recuperano infine salaci episodi del vaudeville blues (e Ruth anche l’ellingtoniano “Just a Lucky So-and-So”) in occasione degli undicesimi W.C. Handy Awards. .



Ore 18.00 Dal vivo : ANNE FARNSWORTH, piano e voce

Ore 19.15
BARBARA LYNN, MAMIE GALORE, CARLA THOMAS in The Beat!!!, USA 1966, ca 20’
SHIRLEY BROWN e DENISE LASALLE: Divas in the Delta, USA 1998, ca 40’
JEAN KNIGHT, CARLA THOMAS, MAVIS STAPLES: Soul Comes Home, USA 2003, 21’

Prodotto a Dallas da Hoss Allen, noto dee-jay di Nashville, The Beat!!! portò sugli schermi televisivi americani – nel corso del 1966 – un gran numero di star e di personaggi minori, ma spesso intriganti, del soul e del R&B.

Nella frettolosa quanto vivace cornice del programma le performances erano dal vivo (con le ruspanti band guidate da Gatemouth Brown o da Johnny Jones) e talora, un po’ goffamente, in playback. Tra le presenze femminili sudiste spiccavano la texana Barbara Lynn di “You’ll Lose a Good Thing”, con la sua malinconia bluesy, e la Carla Thomas di “Comfort Me”, regina del Memphis Soul. Trent’anni più tardi, da un palcoscenico di Greenwood, Mississippi, la formidabile Shirley Brown, scintillante epigona di Aretha, e la terragna e spiritosa raconteuse Denise LaSalle affrontano il loro pubblico con robuste versioni di “Woman to Woman”, “Trapped By a Thing Called Love” e altri successi soul-blues; mentre a Memphis si celebra l’apertura del Museo della Stax Records con alcune popolari veterane della storica etichetta, dalla Jean Knight di “Mr. Big Stuff” alla Mavis Staples di “Respect Yourself”. .



Ore 21.00 Dal vivo : ANNE FARNSWORTH, piano e voce

Ore 22.00
Red Hot Mamas: SOPHIE TUCKER, FRANCES FAYE, KAY STARR, ANITA O’DAY, PEGGY LEE, USA-GB 1945-1982, ca 15’
PEGGY LEE: Something Special, USA 1967, 51’
Country Mamas: PATSY CLINE, CONNIE SMITH, DOLLY PARTON, LORETTA LYNN, USA 1959-69, ca 20’

La red hot mama per eccellenza, Sophie Tucker, apre questo programma con una eloquente performance nel musical Sensations of 1945.

La seguono alcune ben più jazzistiche red hot mamas del dopoguerra: tra le altre, la sanguigna Frances Faye in un “I Ain’t Got Nobody” sapidamente sceneggiato, Anita in una eccentrica e gustosa lettura di “Is You Is Or Is You Ain’t My Baby” di Louis Jordan e la sessantenne Peggy Lee che rende omaggio alla star degli Anni Ruggenti, Ruth Etting, in una versione aggiornata in samba di “Love Me Or Leave Me”. Una matura ma più giovane Peggy appare anche in un pregevole special televisivo in compagnia dell’orchestra di Ralph Carmichael. Canta diversi suoi hit, tra cui i bluesy “All Right Okay You Win” e “Fever”, e si incontra con l’armonica di Toots Thielemans in un memorabile “Makin’ Whoopee”. La Patsy Cline di “Walkin’ After Midnight” (bizzarramente ambientato in una merceria) e altre notevoli songbirds meridionali rivelano infine l’emozionalità e la qualità soulful del canto country&western. .



MERCOLEDÌ 26 OTTOBRE 2005
Ore 16.00
Jazz Ladies: CARMEN McRAE e SHIRLEY HORN, Italia-Svizzera 1984-1990, ca 50’
NINA SIMONE Live, USA 1961-1962, 30’

Due interpreti che lasciano trasparire il blues come umore sottile, gentilmente abrasivo, dalle rispettive e sofisticate stilizzazioni jazz, appaiono qui in mature performances europee: Carmen McRae, accompagnata dal trio di Pat Coil in un bel programma di standard personalizzati con pathos e agrodolce relax (e occasionali errori sui testi, superati con disinvoltura), sul palcoscenico di uno storico locale romano, il Music Inn (1984), e Shirley Horn, balladeuse washingtoniana dalla grana finissima e dalla sommessa intensità, durante l’edizione del 1990 del festival jazz di Berna.

Shirley appartiene a quella importante famiglia di cantanti-pianiste del Sud-Est americano la cui visione è fortemente eclettica, basata su una fusione di jazz, blues, classica, soul: come Nina Simone, dal North Carolina, il cui ombroso contralto si apprezza in sacrali, suggestivi bozzetti (da “Sunday in Savannah” alla sua celebre versione di “I Loves You Porgy”) realizzati in uno studio newyorkese nei primi anni ’60. .



Ore 18.00 Dal vivo : ANNE FARNSWORTH, piano e voce

Ore 19.15
VICTORIA SPIVEY, SIPPIE WALLACE, HELEN HUMES, BIG MAMA THORNTON, KOKO TAYLOR: American Folk Blues Festival, Germania 1962-1967, 24’
BIG MAMA THORNTON in Gunsmoke Blues, USA 1971, 29’
BONNIE RAITT: Road Tested (featuring Ruth Brown), USA 1995, 35’
Diverse generazioni e stili di blues al femminile. Da più edizioni dell’American Folk Blues Festival, che negli anni ’60 familiarizzò il pubblico tedesco ed europeo con il linguaggio blues, emergono memorabili performances delle texane prebelliche Victoria Spivey (“Black Snake Blues”, con Lonnie Johnson e Sonny Boy Williamson) e Sippie Wallace (“Women Be Wise”, con Little Brother Montgomery), delle moderne shouters Big Mama Thornton (“Hound Dog”, con Buddy Guy) e Koko Taylor (“Wang Dang Doodle”, con Little Walter), e della cordiale Helen Humes, impagabile alunna della band di Basie (“The Blues Ain’t Nothin’”, in suprema compagnia vocale-strumentale: T-Bone Walker, Terry McGhee, Willie Dixon, Memphis Slim). Ritroviamo Big Mama pochi anni più tardi, già segnata dall’alcoolismo, durante un festival nel Nord-Ovest degli Stati Uniti: al suo fianco, nella jam conclusiva, Muddy Waters e Big Joe Turner. Grande star del rock-blues di fine secolo (e figlia di uno dei maggiori divi del musical di Brodway, il baritono John Raitt), la cantante e chitarrista Bonnie Raitt appare nel 1995 sul palcoscenico del vecchio Paramount di Oakland: la sua sonora voce castana, dai margini riarsi, rende omaggio alla musica di Mississippi Fred McDowell in “The Kokomo Medley” e si combina eloquentemente a quelle di Ruth Brown e Charles Brown (ed all’armonica di Kim Wilson) in un brillante “Never Make Your Move Too Soon”.

Ore 21.00
ARETHA FRANKLIN: Through the Years, USA-Italia-Francia 1968-2002, ca 45’
DIANA ROSS: The Lady Sings Jazz & Blues, USA 1992, ca 40’
Lady Soul in una carrellata di prove in concerto filmate nel corso di quattro decenni della sua gloriosa seppur discontinua carriera. L’apertura è con un fervido, impetuoso “Respect” nel vivo della stagione dorata di Aretha Franklin in casa Atlantic; seguono dinamiche apparizioni alla Bussola di Focette (’71), a Parigi (’77), a Detroit (’86, un concerto in equilibrio tra profano e sacro, tra il blues di “It Won’t Be Long” e il gospel di “The Old Landmark”, con l’intervento della sorella Erma). Chiude la recente performance di una giunonica Aretha in un teatro di Pittsburgh, culminante in un sontuoso duetto con il baritono Lou Rawls, su “At Last”, la grande ballad romantica di Harry Warren. Diana Ross rappresenta l’altro volto (più gentile e di orientamento pop) del soul di Detroit. Accompagnata da una big band comprendente grandi nomi del jazz (Roy Hargrove, Slide Hampton, Grady Tate), l’ex-solista delle Supremes rende omaggio al repertorio di Billie Holiday, nella cui parte si era calata con passione e tormentata delicatezza nel film di Sidney J. Furie Lady Sings the Blues, salvandolo dall’anonimato.

Ore 22.30 Dal vivo : ANNE FARNSWORTH, piano e voce

GIOVEDÌ 27 OTTOBRE 2005
Ore 16.00
TINA TURNER: “River Deep Mountain High”, USA 1969, 3’
WHAT’S LOVE GOT TO DO WITH IT, USA 1991, 117’
Tina Turner, la frenetica e aggressiva show woman di Nutbush, Tennessee, ha saputo imporre la sua aspra vocalità bluesy prima sullo scenario del soul, sotto la ferrea (ma spesso musicalmente ispirata) guida del marito Ike, poi, attraverso una serie di compromessi stilistici, su quello del pop-rock. Gli anni formativi di Annie Mae Bullock (il suo nome anagrafico) e quelli della sua affermazione come icona del soul sono stati rivisitati nel film di Brian Gibson ispirato all’autobiografia della popolare cantante. Interessante per la ricostruzione ambientale, la pellicola si regge in particolare sulla straordinaria tensione fisica e psicologica creata dalle performances dei due protagonisti, Angela Bassett nel ruolo di Tina e Lawrence Fishburne in quello di Ike, entrambi candidati all’Oscar.

Ore 18.00 Dal vivo : ANNE FARNSWORTH, piano e voce

Ore 19.15
ESTHER PHILLIPS, MITTY COLLIER, ETTA JAMES in The Beat!!!, USA 1966, ca 25’
ETTA JAMES: Burning Down the House, USA 2001, ca 30’
NANCY WILSON: “Face It Girl, It’s Over”, GB 1968, 3’
DELLA REESE e Redd Foxx in Della, Della, Della, USA 1974, 23’
Altre grandi ospiti nel programma The Beat!!!: Esther Phillips porta la scrittura dei Beatles nella più creativa area soul con “And I Love Him” (e affronta anche il mirabile “Just Say Goodbye”), mentre Etta James e una vibrante creatura soul-blues giunta da Chicago, Mitty Collier, offrono esplosive traduzioni profane di temi gospel, rispettivamente con “Something’s Gotta Hold On Me” e “I Had a Talk With My Man”. Etta la rivediamo 35 anni più tardi in alcune torride performances dal vivo a Los Angeles, accompagnata dalla sua poderosa Roots Band: la sua soulfulness magnetica e ruspante contrasta con quella sofisticata (e altrettanto drammatica) di NancyWilson, in una breve ma luminosa apparizione dei tardi anni ‘60. Un’altra gloriosa presenza vocale tra soul e jazz, Della Reese, domina un esilarante episodio da Sanford & Son, la serie televisiva degli anni ’70 del comico Redd Foxx: irresistibilmente funky è la sua versione di “Ease On Down the Road”, con il vecchio Redd che le danza accanto.

Ore 21.00 Dal vivo : ANNE FARNSWORTH, piano e voce

Ore 22.15
THE INCOMPARABLE LENA HORNE, USA 2004, 38’
Rock-Blues Mama: PHOEBE SNOW, USA 1977, 25’
BRENDA LEE e TERESA BREWER sing Hank Williams, USA 1980, 10’
ELLA FITZGERALD con Frank Sinatra, USA 1967, 14’
KOKO TAYLOR: “Wang Dang Doodle”, USA 2002, 3’
Un breve documentario ripercorre la luminosa e contrastata carriera – dal Cotton Club a Hollywood e a Broadway - di una delle più magnetiche dive afroamericane, Lena Horne (classe 1917), newyorkese come Phoebe Snow (classe 1952), creatura dei locali del Greenwich Village che negli anni ’70, con il suo agro e fluido contralto, seppe fondere soul, rock, folk e blues in una chiave personalissima. Due veraci stelline pop degli anni ’50, la georgiana Brenda Lee e Teresa Brewer, originaria dell’Ohio, riemergono nella loro maturità per rendere omaggio al repertorio country di Hank Williams, da “Jambalaya” a “Your Cheatin’ Heart”; mentre Ella Fitzgerald si unisce a Sinatra e all’orchestra di Nelson Riddle (un incontro di giganti, tutti in forma smagliante) in un lungo e prezioso medley di standard gershwiniani, porteriani e rodgersiani, da uno dei grandi special televisivi di Frank, A Man and His Music. Chiude in chiave di Chicago blues la terragna Koko Taylor, riproponendo il clima acre e le immagini grottesche di “Wang Dang Doodle”, quasi quarant’anni dopo la versione realizzata in Germania con l’American Folk Blues Festival.
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