I Marlene Kuntz, gli anni '90 e il rock cantato in italiano
C’era una volta il rock italiano. E c’è ancora, anche se in forme diverse: “Realizzato adesso, 'Catartica' non avrebbe quasi sicuramente lo stesso risultato”, spiegano i Marlene Kuntz: l’album di debutto della band compie 30 anni e viene celebrato da una ristampa e da un tour, presentati oggi in Universal da Cristiano Godano e Riccardo Tesio - i due membri fondatori della band, assieme a Luca Bergia, scomparso l’anno scorso.
"Catartica", un disco "seminale"
"Catartica" uscì nel maggio 1994 ed era già diverso al tempo: erano gli anni del successo del grunge e della musica di Seattle, ma i Marlene - che cantavano in italiano, contro l’idea che il rock si potesse fare solo in inglese - si ispiravano più al suono di New York, venendo paragonati con insistenza ai Sonic Youth: “Non conoscevamo un approccio malizioso alle cose, ero io stesso a citarli come riferimento, Riccardo peraltro non li conosceva neanche, era un metallaro. Ho mutuato la forma da loro più che il suono: noi facciamo canzoni con strofa, ritornello, bridge, poi la canzone va da un’altra parte - un po’ prog, in un certo senso”. I Marlene arrivavano da una lunga gavetta, anche per gli standard del tempo: “Quando è uscito il disco avevo già 28 anni”, ricorda Godano, “Lo vedevamo come la realizzazione di un sogno dopo 5-6-7 anni di cantina, dove le cose sembravano non accadere, eravamo abbastanza al limite dell'energia. Era semplicemente il traguardo raggiunto. Poi abbiamo cominciato a darci dentro per far sì che il sogno rimanesse una realtà quanto più possibile”.
Tutte condizioni uniche e non ripetibili nel panorama attuale, come la lenta crescita della fama del disco: “Seminale, come si usa dire in questi contesti”: l’aggettivo non è casuale, ed è uno dei più usati ed abusati (e anche criticati) nel giornalismo e nella critica musicale: ma effettivamente l’album, prodotto da Marco Lega dopo che la band era stata presa sotto l’ala protettiva di Gianni Maroccolo e del Consorzio suonatori Indipendenti - piantò un seme nel rock italiano da cui sono germogliati altri frutti, oltre la carriera degli stessi Marlene - che sono pure stati citati dai Maneskin come punto di riferimento assieme ad Afterhours e Verdena.
“Sono passati 30 anni, siamo qua, ma non c'è mai stata un momento topico al di là del quale ci siamo resi conto dell'importanza di ‘Catartica’. Non ho mai percepito l'influenza della band”, ricorda, “ma sono anche consapevole che quel periodo fu anche molto inebriante per molti ragazzi che volevano fare musica”.
I Demosonici e il tour in ricordo di Luca Bergoa
La band si formò in quel di Cuneo: Riccardo Tesio e Luca Bergia coinvolsero Cristiano Godano, proveniente da Jack On Fire, altra band locale. Inizialmente Godano non cantava neanche: come si sente nei “Demosonici”, le prime incisioni diffuse su cassetta al tempo e recuperate nel box pubblicato da Universal, la voce era di Alex Astegiano (ora fotografo che collabora ancora con la band): “Quando accettai di entrare mi misi in testa di voler fare bene solo una cosa, o suonare la chitarra o cantare”. “I testi erano di Cristiano fin dall’inizio”, ricorda Riccardo Tesio. “Alex era un interprete e ci piaceva molto, con una gran presenza sul palco. Però le parole non erano sue. Cristiano si prese la responsabilità di interpretarle”. “Anche se all’inizio non eravate molto convinti”, gli fa eco scherzando Godano…
Il primo estratto è “La fine della danza”, già disponibile sulle piattaforme. “Catartica” esce venerdì 8 marzo in formato CD e doppio LP entrambi con libretto con foto inedite. Il box, oltre alla cassetta con i “Demosonici” (nome che deriva da un bootleg che circola tra i fan da anni, che raccoglieva le prime cassettone della band”), anche un “Fan pass” per incontrare la band in una delle date del tour che parte il 12 da Livorno.
Le date, spiegano, saranno dedicate a Luca Bergia: “È una presenza costante, il tour sarà dedicato a lui, troveremo il modo di ricordarlo ogni sera”, spiegano, rammentando che fu proprio il batterista ad insistere per l’ingresso di Godano bella band. Nella scaletta 10 o 11 dei 12 brani di “Catartica” più brani da “ll vile” e “Ho ucciso paranoia”, gli altri album degli anni ’90 del gruppo. “Con il nostro pudore ci siamo chiesti: ma siamo sicuri di volerli fare?”, spiegano - ricordando anche che “Catartica” venne celebrato già 10 anni fa (con l‘uscita di “Pansonica”, ovvero le prime canzoni, ma reinicise”. Ma il fatto che i concerti siano tutti sold out dimostra che c’era fame di questa musica. Ci aspettiamo gente della nostra generazione, ma anche un po’ dei loro figli”.
Il passato che ritorna, con rischio nostalgia? “A noi conviene che il passato non passi”, dice Godano quando gli si chiede della recente reunion dei CCCP - uno dei punti di svolta della carriera della band fu quando Giovanni Lindo Ferretti scelse di interpretare la loro “Lieve” per un album dei CSI, l’incarnazione successiva della band. “Se siamo qui oggi a parlare è per la musica di quel periodo: era destinata a rimanere”.