Robbie Robertson, se ne va uno dei giganti del rock

Aveva 80 anni: dalle collaborazioni con Dylan a The Band, la carriera solista e con il cinema
Robbie Robertson, se ne va uno dei giganti del rock

Robbie Robertson, uno dei giganti del rock, è mancato all'età di 80 anni.

Lo ha confermato il suo manager Jared Levine: “era circondato dalla sua famiglia al momento della sua morte, tra cui sua moglie Janet, la sua ex moglie, Dominique e la sua compagna Nicholas, i suoi figli Alexandra, Sebastian, Delphine.  Al posto dei fiori, la famiglia ha chiesto donazioni per la Six Nations of the Grand River, per sostenere la costruzione del loro nuovo centro culturale."

Canadese di nascita, attivo come musicista fin da ragazzo, la sua carriera ebbe una svolta quando entrò negli Hawks, la band di Ronnie Hakwins.  Lavorò con Bob Dylan nella metà degli anni '60, durante la svolta elettrica: gli Hawks avevano già da tempo lasciato Hawkins e sarebbero poi diventati The Band, nel '67. Robertson ne fu leader, chitarrista e principale autore: nei loro anni di attività cambiarono la faccia del rock con album come "Music from Big Pink", che riscoprì le radici del suono americano nel periodo della psichedelia.

Il gruppo si sciolse in grande stile con l'ultimo valzer nel 1976, "The last waltz", un film-concerto con la regia di Martin Scorsese con ospiti come lo stesso Dylan, Neil Young, Van Morrison, Joni Mitchell. The Band si sarebbe riformata qualche anno dopo ma senza Robertson: lui nel frattempo aveva iniziato una carriera come compositore di colonne sonore lavorando proprio con Scorsese, a partire da "Toro scatenato" nel 1980. Debuttò da solista, qualche anno più tardi, con il disco eponimo del 1987 (con collaborazioni con U2 e Peter Gabriel): una carriera segnata anche da un ritorno alle sue origini con "Music for the Native Americans" (1994). Il suo ultimo album è stato pubblicato nel 2019, "Sinematic" (qui la recensione), mentre a fine anno uscirà "Killers of the Flower Moon", il nuovo film di Scorsese di cui Robertson ha curato la colonna sonora: il suo ultimo lavoro.

Nel 2016 pubbliicò "Testimony", autobiografia in cui raccontò la stupenda carriera, mentre nel 2019 uscì il documentario "Once were brothers", dedicato alla storia della Band.

Tra le tante e meravigliose canzoni  che ha firmato c'è "The weight", una delle più belle e amate della storia del rock: fu  al centro di una diatriba con Levon Helm, batterista e voce della Band, che accusò Roberston di non avere riconosciuto diritti d'autore sulla composizione e sul testo al resto del gruppo.
I diritti della canzone erano di proprietà di Bob Dylan, che li ha venduti a Universal assieme al suo catalogo nel 2020.

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