Billie Eilish e Post Malone cantano i lati oscuri del successo

Le recensioni dei nuovi singoli usciti oggi, italiani e internazionali: da Billie e Malone a Cali.
Billie Eilish e Post Malone cantano i lati oscuri del successo

Entrambi si sono ritrovati catapultati in testa alle classifiche mondiali prematuramente, bruciando le tappe. Quando è così, è facile rimanere scottati. Con i lati oscuri del successo Post Malone e Billie EIlish hanno imparato presto a fare i conti: oggi fanno parte delle loro quotidianità da popstar planetarie che sfornano singoli a ripetizione, scalano le classifiche, vanno in tour, vivono una vita frenetica. I turbamenti del 28enne rapper newyorkese e della 21enne cantautrice losangelina si incrociano in un venerdì di metà luglio attraverso i rispettivi nuovi singoli, nei quali i due alludono al prezzo del successo e cantano quella voglia di normalità che li accomuna. “What was I made for?” e “Overdrive”, questi I titioli dei nuovi brani di Billie Eilish e Post Malone, guidano il New Music Friday di questa settimana: abbiamo raccolto le uscite più rilevanti che ne fanno parte e le abbiamo recensite.

Billie Eilish - “What was I made for?”

Che ci fa un pezzo come “What was I made for?”, nell’universo coloratissimo e fumettistico di “Barbie”? Nel brano che ha composto specificatamente per il film sulla bambola più celebre del mondo, Billie Eilish mentre canta i dubbi esistenziali della protagonista canta in realtà lo spaesamento che ha vissuto e continua a vivere da giovane popstar che si è lasciata strappare via l’adolescenza da un successo travolgente. Il testo è pesantissimo: “Think I forgot how to be happy / somethin’ I’m not, but somethin’ I can be”, “Penso di aver dimenticato come essere felice / qualcosa che non sono, ma qualcosa che posso essere”, canta Billie nella ballatona, prodotta, oltre che dal fratello Finneas, anche da Andrew Wyatt e Mark Ronson (praticamente ha al suo servizio un all-star team di pluripremiati producer che hanno lavorato con le più grosse star del pop e del rock mondiale, da Paul McCartney e Lady Gaga a Amy Winehouse). (M.M.)

Post Malone – “Overdrive”

La voce di  Syracuse pubblica un nuovo singolo tratto dal prossimo disco “Austin”, il suo nome di battesimo, in uscita il 28 luglio. Dopo la scatenata e malinconica “Chemical” e la più riflessiva “Mourning”, arriva una ballata dal sapore quasi nostalgico. Un folk delicato, con una dolce, ma importante impostazione strumentale, una canzone che dimostra ancora una volta tutta la bravura e l’eterogeneità sonora di Posty. (C.C.).

Troye Sivan - “Rush”

L’hook del ritornello sembra uscire fuori da qualche hit iconica degli Anni ’80: “I feel the rush / addicted to your touch”. Poi però la produzione si sposta subito verso la dancehall contemporanea. “Rush”, il singolo che segna il ritorno del cantautore australiano e che rappresenta una delle prime anticipazioni del suo terzo album “Something to give each other”, è un pezzo tutto da ballare, come sintetizza anche il videoclip: un manifesto di fluidità che ha per protagonista lo stesso Troye Sivan, che si sbottona i pantaloni nel bagno di una discoteca davanti a un altro ragazzo appoggiato al muro ma poi si fa coccolare da una ragazza, mentre in un’altra scena si ritrova nel bel mezzo di un’orgia in cui tutti si strusciano, si baciano, si toccano (il cantautore ha fatto coming out da tempo e oggi è un’icona della comunità lgbtq+, che celebra anche nella sua musica). (M.M.).

Jungkook - “Seven”

Oltre i BTS c’è di più. Jungkook prova a dimostrarlo con questo suo nuovo singolo solista, “Seven”, con il quale ambisce a consolidare il suo successo negli Usa per conquistare le classifiche di tutto il mondo. Nel sound, tra soul e r&b, guarda tanto a Bruno Mars quanto a Sam Smith: la produzione è di Andrew Watt, tra gli hitmaker più cercati e richiesti del circuito pop-rock mondiale, già dietro a hit come “Chemical” di Post Malone, “2Step” di Ed Sheeran, “Peaches” di Justin Bieber, “Break my heart” di Dua Lipa, “Kids again” dello stesso Sam Smith, “Midnight Sky” di Miley Cyrus. Il k-pop ha da tempo l’ambizione di suonare come il pop d’alta classifica internazionale e “Seven” di Jungkook alza ancora di più l’asticella, in questo senso. (M.M.).

Skrillex & Boys Noize – “Fine Day Anthem”

Uno Skrillex iper produttivo, aiutato da un altro genietto, ovvero Fred Again, sforna un brano elettronico che riporta nel passato, agli anni ’90, con il supporto del produttore tedesco Boys Noize. Con questa canzone non è la prima volta che i due producer di musica elettronica collaborano: Skrillex e Boys Noize hanno pubblicato un ep congiunto nel 2019 chiamato “Turn Off The Lights”. Il pezzo è martellante, notturno, sinuoso, con una voce femminile mistica. Non ci sono elementi di novità, ma è un ottimo brano. (C.C.).

Cali – “Stupida vita”

“Stupida vita” è il secondo singolo di Cali. Dopo la pubblicazione nell’aprile scorso di “Bella maleducata”, il nuovo volto della generazione Z presenta un brano dal sound pop-punk. “‘Stupida vita’ è libertà, spensieratezza, un profondo grido di sollievo e speranza nei confronti di un’esistenza fatta di alti e bassi, dove l’amore ci tiene a galla come un salvagente”, afferma Cali. La canzone è piacevole, costruita bene, non spicca per originalità, ma continua a tenere accese le luci su un nuovo e interessante nome del panorama italiano. (C.C.). 

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