Rinascere dal dolore con i Foo Fighters (e non solo) a Wembley

Da Londra, il racconto del primo show tributo a Taylor Hawkins: una maratona di grande musica
Rinascere dal dolore con i Foo Fighters (e non solo) a Wembley
Credits: Sebastiano Tomà / Concessione in uso a Rockol

Uno sguardo fraterno, di intesa, fra Dave Grohl e il suo compagno di avventure e di vita, oltre che di band, Taylor Hawkins: tra i fan dei Foo Fighters l’esecuzione di “Best of you” durante uno dei loro concerti al Wembley Stadium di Londra nel 2008 è ricordata ancora come un momento significativo di una delle tappe più importanti della loro carriera. Quattordici anni dopo, la sera del 3 settembre 2022, proprio lo storico stadio londinese diventa teatro del primo dei due show tributo al batterista scomparso a soli cinquant’anni lo scorso 25 marzo.

La grande festa per Taylor Hawkins a Wembley

“Oggi siamo qui per celebrare la vita, la musica e l’amore del nostro caro amico, compagno di band e fratello Taylor Hawkins. Ci uniamo alla sua famiglia, ai suoi amici più cari e ai suoi idoli musicali per regalare a tutti voi una serata grandiosa in onore di una persona grandiosa”: sono queste le parole che Dave Grohl, con la voce rotta dall’emozione, sceglie di rivolgere al pubblico di Wembley una volta messo piede in scena insieme agli altri suoi compagni di gruppo, Nate Mendel, Chris Shiflett, Pat Smear e Rami Jaffee. A Londra sono le 16:30 puntuali quando i Foo Fighters salgono sul palco dopo un dj set nientemeno che di Mark Ronson e gli spettatori, vedendo i quattro musicisti della band tutti al centro della scena e non nelle postazioni dei loro strumenti, fremono per scoprire cosa hanno messo in piedi, questa volta per riemergere dal silenzio in cui si sono avvolti dopo la morte di Taylor.

“Che cosa hanno in mente per omaggiare Hawkins? Hanno delle altre sorprese in serbo? Canteranno le canzoni dei Foo Fighters?”, sono alcune delle possibili domande che hanno accompagnato i fan fino all’inizio dello show londinese dopo l’annuncio dei due concerti tributo, con il secondo in programma il 27 settembre al Kia Forum di Los Angeles, e dei rispettivi ospiti. Anche perché, guidati da uno come Dave Grohl, che cento ne pensa e mille ne fa, e che è ormai riconosciuto da tutti come il “nicest guy in rock”, le line up degli show includono grandi nomi della musica e una sfilata di batteristi.

“Quando abbiamo iniziato a pensare di organizzare qualcosa per Taylor, ci siamo subito detti che anche se ci sono i suoi più cari amici, sono comunque 100 musicisti micidiali”, racconta a un certo punto Grohl sull’idea dietro agli eventi tributo: “Taylor amava suonare, lavorare e registrare con tutti e con chiunque. Questo insieme di amici, familiari e musicisti, è tutto opera sua. E tutti noi, oggi, siamo uniti da quel ragazzo che permette a musicisti che non si sono mai incontrati o che non hanno mai suonato insieme di ritrovarsi tutti insieme nello stesso posto, con un pubblico bellissimo come voi”.

Le carte vengono svelate piano piano lungo le sei ore di evento a Wembley, reso memorabile anche dall'impeccabile organizzazione dello stadio, soprattutto per i fan in coda dalla sera prima o dalla mattina presto. Ciò che è chiaro fin da subito è che si tratta di una grande festa a cui partecipano non solo il pubblico, composto da fan di ogni età, e i protagonisti, ma anche le famiglie e gli amici dei musicisti seduti ai lati del palco o tra le quinte. Dalle prime file del parterre, infatti, è quasi entusiasmante vedere gli artisti o i loro ospiti fuori dal palco assistere attivamente a questa maratona di grande musica che si rivela essere il concerto di Londra.

Una maratona di grande musica

Ad aprire ufficialmente le danze sono i Foo Fighters che, con il loro frontman alla batteria, insieme a Liam Gallagher propongono due classici degli Oasis, “Rock ‘n’ roll star” e “Live forever”. Il singalong del pubblico si scatena immediatamente, pronto a vedere andare in scena grandi artisti, uno dietro l’altro o nello stesso istante. Si assiste così alle presentazioni e ai ricordi del comico Dave Chappelle o dell’attore Jason Sudeikis, a videomessaggi per Hawkins di - tra gli altri - Elton John o Billie Eilish, fino a un momento dedicato a David Bowie con Chris Chaney, Omar Hakim, Nile Rodgers e Josh Homme, il quale interpreta “Let’s dance”, prima dell'esecuzione di “Modern love” di Gaz Combs dei Supergrass. Dopo aver visto in azione due delle band di Taylor Hawkins, Chevy Metal e The Coattail Riders, prima con Kesha e poi con Justin Hawkins dei Darkness, Dave Grohl non perde occasione di invitare sul palco Wolfgang Van Halen per un tributo ai Van Halen o per regalare uno degli attimi più emozionanti dell’evento. La figlia del frontman dei Foo Fighers Violet, supportata da suo padre, oltre che da Greg Kurstin, Alain Johannes, Chris Chaney e Jason Falkner, regala infatti una toccante interpretazione di “Last goodbye” e “Grace” di Jeff Buckley. Segue quindi il set dei Supergrass e una delle grandi sorprese dello show di Wembley: dopo dodici anni Josh Homme, John Paul Jones e Grohl, insieme ad Alain Johannes, riportano in scena il loro supergruppo Them Crooked Vultures e si lanciano pure in una cover di “Goodbye Yellow Brick Road” di Elton John.

Sul palco si susseguono poi i Pretenders, la reunion di Joe Walsh e James Gang, fino a una parentesi in onore di Amy Winehouse che vede Violet Grohl cantare “Valerie” con il supporto di Mark Ronson, Chris Chaney e Jason Falkner. Si raggiunge ora l’epicità con l’ingresso sul palco del cantante Brian Johnson degli AC/DC e del batterista dei Metallica Lars Ulrich che con Dave Grohl fanno esplodere il pubblico con “Back in black” e “Let there be rock”. “Per qualsiasi altro concerto rock questo momento sarebbe potuto essere un finale epico. Ma non siamo ancora alla fine di questo evento”, dice poi il frontman dei Foo Fighters, che chiama allora il batterista Stewart Copeland dei Police, prima di suonare con Geddy Lee e Alex Lifeson dei Rush, una delle band preferite in assoluto da Taylor Hawkins.

Quando il cielo sopra Wembley inizia a scurirsi, sono già passate quattro ore dall’inizio del concerto ma la musica sembra non potersi fermare. Ecco che allora arrivano Brian May e Roger Taylor dei Queen. I due già sodali di Freddie Mercury uniscono le loro forze con i Foo Fighters, il batterista Rufus Taylor (figlio di Roger e membro dei Darkness) e il cantante Luke Spiller degli Struts per scuotere lo stadio con “We will rock you”. L’addetto ai tamburi della band di “Bohemian rhapsody” abbandona anche la sua postazione per interpretare vocalmente “I’m in love with my car”, prima di lasciare il microfono a Justin Hawkins per “Under pressure” e a Sam Ryder per “Somebody to love”. Brian May, invece, è protagonista di un attimo tutto suo al centro della breve passerella del palco e alla chitarra acustica fa cantare tutto lo stadio sulle note di “Love of my life”. A questo punto le torce dei telefoni che si accendono creano l’atmosfera ideale per lasciare spazio al momento chiave della serata.

Rinascere dal dolore con i Foo Fighters

Dopo i Queen, è infatti giunta l’ora del set dei Foo Fighters: per la prima volta dopo la morte di Hawkins a Bogotà, in Colombia, e il conseguente annullamento dell'intero tour del gruppo, Dave Grohl, Nate Mendel, Chris Shiflett, Pat Smear e Rami Jaffee sono pronti per tornare a suonare le loro canzoni, senza Taylor. “It's times like these you learn to live again / It’s times like these you give and give again”, sono le parole della prima canzone in scaletta, una delle più famose e amate del gruppo, che per intensità e significato portano il già sodale di Kurt Cobain alle lacrime. È come un ringhio quello che si sente allora uscire da Grohl mentre trova la forza per riprendere e non fermarsi più. Viene così rivelata la profondità più vera dello show tributo a Taylor Hawkins a Wembley Stadium, capace di unire tutti fino a che l’espiazione del dolore non è più solo una ricerca di liberazione personale, a volte lunga e tediosa, ma diventa un momento collettivo.

I brani scelti per il ritorno sui palchi dei Foo Fighters dopo l’addio al loro batterista, come il primo “Times like these” e il successivo “All my life” con Josh Freese ai tamburi, oltre che per la loro popolarità, si accomunano per l’energia della loro musica e per la visceralità e l’importanza dei loro testi. Questa rinascita dalla tristezza, che cerca di togliere un macigno dal petto di tutti e di ognuno che ha dentro di sé ancora un vuoto per la perdita di una persona importante, trova poi vigore nei violenti colpi di batteria di Travis Barker, invitato a suonare con Dave Grohl e soci su “The pretender” e “Monkey wrench”.

La piccola batterista Nandi Bushell, invece, è la protagonista indiscussa in “Learn to fly”, e con la sua energia e il suo sorriso contagioso riesce a vincere l’emozione. Il figlio di Roger Taylor, Rufus, torna poi a suonare la batteria su “One of these days” e l’immancabile “Best of you”, prima di lasciare la scena all’ospite speciale e a sorpresa della serata. Arriva infatti Paul McCartney, che esegue in duetto “Oh, Darling!” con Chrissie Hynde dei Pretenders, e il batterista Omar Hakim. L’ex Beatle si ferma sul palco anche per suonare con la band di Grohl un altro classico del quartetto di Liverpool, “Helter skelter”. Il grande show tributo a Taylor Hawkins di Wembley è così prossimo alla fine e gli atti finali sono affidati a due momenti di grande impatto. Dopo l’esecuzione di “Aurora”, uno dei pezzi dei Foo Fighters preferiti dal loro compianto batterista, si arriva infatti a “My hero”, che vede il figlio 16enne di Taylor, Shane, onorare il padre e dare prova di grande talento. La conclusione, però, è affidata a un’interpretazione acustica del solo Dave Grohl del toccante e commovente singolo “Everlong”.

Mentre l’assenza di Taylor Hawkins si è fatta sentire per tutta la giornata, specialmente alla fine con il set della band di “In your honor”, la musica è riuscita ancora una volta a guarire gli animi. La domanda cruciale dei fan però è rimasta, e la paura e le speranze legate al futuro dei Foo Fighters hanno accompagnato gli spettatori verso l’uscita, vinti dalla stranezza di ascoltare le canzoni del gruppo suonate da diversi batteristi.

La scaletta:

  • Liam Gallagher con i Foo Fighters – Rock ‘N’ Roll Star
  • Liam Gallagher con i Foo Fighters – Live Forever
  • Josh Homme, Chris Chaney, Omar Hakim e Nile Rodgers – Let’s Dance (David Bowie)
  • Gaz Coombes, Chris Chaney, Omar Hakim e Nile Rodgers – Modern Love (David Bowie)
  • Chevy Metal e The Coattail Riders – Psycho Killer (Talking Heads)
  • Kesha, Chevy Metal e The Coattail Riders – Children of the Revolution” (T-Rex)
  • The Coattail Riders con Justin Hawkins – Louise
  • The Coattail Riders con Justin Hawkins – Range Rover Bitch
  • The Coattail Riders con Justin Hawkins – It’s Over
  • Dave Grohl, Wolfgang Van Halen, Justin Hawkins e Josh Freese – On Fire (Van Halen)
  • Dave Grohl, Wolfgang Van Halen, Justin Hawkins e Josh Freese – Hot for Teacher (Van Halen)
  • Violet Grohl, Greg Kurstin, Alain Johannes, Chris Chaney, Jason Falkner e Dave Grohl – Last Goodbye (Jeff Buckley)
  • Violet Grohl, Greg Kurstin, Alain Johannes, Chris Chaney, Jason Falkner e Dave Grohl – Grace (Jeff Buckley)
  • Supergrass – Going Out
  • Supergrass – Alright
  • Supergrass – Caught by the Fuzz
  • Them Crooked Vultures – Goodbye Yellow Brick Road (Elton John)
  • Them Crooked Vultures – Gunman
  • Them Crooked Vultures – Long Slow Goodbye (Queens of the Stone Age)
  • Pretenders con  Dave Grohl – Precious
  • Pretenders con Dave Grohl – Tattooed Love Boys
  • Pretenders con Dave Grohl – Brass in Pocket
  • James Gang – Walk Away
  • James Gang – The Bomber: Closet Queen / Bolero / Cast Your Fate to the Wind
  • James Gang con Dave Grohl – Funk #49
  • Violet Grohl, Mark Ronson, Chris Chaney e Jason Falkner – Valerie (Amy Winehouse)
  • Brian Johnson, Lars Ulrich e Foo Fighters – Back in Black (AC/DC)
  • Brian Johnson, Lars Ulrich e Foo Fighters – Let There Be Rock (AC/DC)
  • Stewart Copeland con i Foo Fighters – Next to You (The Police)
  • Stewart Copeland, Gaz Coombes e Foo Fighters – Every Little Thing She Does is Magic (The Police)
  • Geddy Lee, Alex Lifeson e Dave Grohl – 2112 Part I: Overture (RUSH)
  • Geddy Lee, Alex Lifeson e Dave Grohl – Working Man (RUSH)
  • Geddy Lee, Alex Lifeson e Omar Hakim – YYZ (RUSH)
  • Brian May, Roger Taylor, Foo Fighters, Rufus Taylor e Luke Spiller – We Will Rock You (Queen)
  • Brian May, Roger Taylor, Foo Fighters e Rufus Taylor – I’m in Love with My Car (Queen)
  • Brian May, Roger Taylor, Foo Fighters, Justin Hawkins e Rufus Taylor – Under Pressure (Queen)
  • Brian May, Roger Taylor, Foo Fighters, Sam Ryder e Rufus Taylor – Somebody to Love (Queen)
  • Brian May – Love of My Life (Queen)
  • Foo Fighters con Josh Freese – Times Like These
  • Foo Fighters con Josh Freese – All My Life
  • Foo Fighters con Travis Barker – The Pretender
  • Foo Fighters con Travis Barker – Monkey Wrench
  • Foo Fighters con Nandi Bushell – Learn to Fly
  • Foo Fighters con Rufus Taylor – These Days
  • Foo Fighters con Rufus Taylor – Best of You
  • Paul McCartney, Chrissie Hynde, Foo Fighters e Omar Hakim – Oh! Darling (The Beatles)
  • Paul McCartney, Foo Fighters e Omar Hakim – Helter Skelter (The Beatles)
  • Foo Fighters con Omar Hakim – Aurora
  • Foo Fighters con Shane Hawkins – My Hero
  • Dave Grohl – Everlong
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