Il nuovo pezzo di Massimo Pericolo e Gué è una manata
C’è chi sforna canzoni e tormentoni estivi per ballare in spiaggia e chi, in un luglio dal caldo asfissiante, realizza brani rap di sfogo, che brutalizzano qualunque pensiero dolce o sentimento sdolcinato. Abbiamo ascoltato in anteprima “Sarabamba”, il titolo dice già tantissimo, se non tutto: si tratta del nuovo singolo di Massimo Pericolo in uscita il 22 luglio, per la prima volta insieme a Gué su una produzione di Crookers. Il risultato finale è una manata in faccia, un flusso di punchline senza filtro, e soprattutto senza censura, fondato su una base che cita un classico del rap, "Where I'm from" di Jay-Z, con cui condivide il campione portante.
È un brano crudo, fortemente ironico e sfacciato, che evoca per davvero, come suggeriscono alcune immagini spoiler di quello che sarà il video, una pioggia di pugni e combinazioni come se si fosse su un ring da boxe. Bare, citazioni della Luftwaffe (l'aviazione militare tedesca durante il nazismo), ego-trip, madri e padri raccontati con la delicatezza di un T-rex in cristalleria, autocelebrazione, rapper usati come sacchi da allenamento, richiami alla droga, tutto frullato e portato all’ennesima potenza. Un passaggio per farsi un’idea? “La vita è un dito in culo, ma c’ho l’orgasmo prostatico”, rappa Massimo Pericolo. Il sound della produzione è ipnotico: Crookers è un collaboratore abituale del rapper di Brebbia, che si riunisce dopo qualche anno anche con Guè. I due hanno firmato insieme brani come “R.E.B” e “Barbie Vs Marley”. Il pezzo è anticipato da un teaser, ispirato al film culto “The Snatch”, e diretto da Davide Vicari e vede la partecipazione di Ivan Zucco, l'imbattuto campione italiano di boxe dei pesi supermedi e vincitore del titolo internazionale WBC.
L’ultimo album di Massimo Pericolo, che in questo momento è in tour, è "Solo tutto”: ogni canzone fotografa un momento diverso della sua vita e racconta la realtà di un ragazzo di provincia. Ironia, rabbia, dolcezza sono le armi che usa per parlare di relazioni, successo, soldi e riscatto sociale. Fra il suo secondo album e “Sarabamba” è uscito anche “Signore del bosco”. Un pezzo, la cui produzione è affidata a Dardust, che si contraddistingue per la presenza di sonorità che si allontanano dalla sua zona di comfort: il rap c’è, scalpita nelle parti d'intermezzo, ma a sorprendere è il ritornello cantato e il suono quasi cinematografico che lo accompagna. La canzone, che parla di radici e luoghi a cui si rimane indissolubilmente legati, sembra la colonna sonora di un cartone animato. Le anime di Massimo Pericolo sono tante, ormai lo sappiamo: c’è quella più sensibile e profonda, ma anche quella pulp e senza filtri. Chi ama in particolare la seconda, apprezzerà “Sarabamba”.