Quando Chris Cornell suonò gli U2, ma cantò i Metallica
Chris Cornell aveva davvero una delle voci più belle del rock e, oltre a essere ricordato e amato come frontman di due importanti gruppi come Soundgarden e Audioslave, con i suoi progetti solisti aveva rivelato lati di sé più fantasiosi e giocosi non solo attraverso le proprie canzoni ma anche con diverse cover.
L’artista, scomparso il 18 maggio 2017 e in questi giorni ricordato da fan e media per il quinto anniversario della morte, dopo un terzo disco solista realizzato con Timbaland, “Scream”, e aver riunito la formazione di “Black hole sun”, nel 2011 intraprese un tour nel Nord America da solo, con una chitarra acustica. Nel corso degli show della tournée, battezzata “Songbook” e testimoniato da un album dal vivo eponimo uscito nello stesso anno, Cornell propose versioni acustiche di brani solisti, così come di Soundgarden e Audioslave. Per arricchire le scalette dei live, il musicista di Seattle decise di includere anche cover di canzoni di altri artisti. Ecco che, nel pensare al suo tour acustico solista, per caso Chris Cornell finì per realizzare un insolito mash-up di "One" dei Metallica e dell’omonimo singolo degli U2 che poi eseguì dal vivo in più di un’occasione.
A margine di un’intervista rilasciata nel 2016 a IndyStar e ripresa anche da Far Out Magazine, il compianto frontman della band di “Rusty cage” spiegò come nacque il mix tra il brano di James Hetfield e soci e quello della formazione irlandese, oltre a come riuscì a far funzionare i due pezzi insieme. “Alcuni anni fa volevo rifare ‘One’ degli U2 e cercando su Google il testo mi sono però imbattuto in quello di ‘One’ dei Metallica”, raccontò Cornell: “Così ho pensato: ‘Sai cosa, aggiungerò quelle parole. E l’idea sembrava funzionare senza problemi. Queste sono cose che a volte vanno oltre le aspettative quando realizzo una cover. Ed è proprio così che mi diverto”.
Oltre a proporre live il suo mash-up in numerosi show, nel corso dei suoi concerti Chris Cornell ha anche più volte narrato la storia dietro questa sua versione che lo vedeva suonare la melodia di “One” degli U2 alla chitarra acustica e cantare sopra le parole di quella dei Four Horsemen. Durante uno spettacolo nel novembre del 2013 al Santander Performing Arts Center di Reading, in Pennsylvania, l’artista spiegò per esempio al pubblico la genesi del suo mix. Due anni più tardi, a margine di un concerto a York per il tour legato all’album “Higher truth”, nel svelare altri dettagli Cornell ricordò di aver cercato il testo di "One" su Google e di non essersi inizialmente reso conto di essersi imbattuto nelle parole di un pezzo più cupo di quello di Bono e compagni. “Ho pensato che fosse un brano molto cupo", disse il musicista: "che i testi delle canzoni più cercati su Google intitolati "One" in realtà non erano degli U2, erano dei Metallica. Così ho pensato ‘Fanculo, la farò in questo modo’, perché anche quella era una grande canzone”.
Dopo la sua morte prematura, Chris Cornell è stato omaggiato in più di una situazione sia dagli U2 che dai Metallica. Tra le altre cose, durante un concerto al Rose Bowl di Pasadena pochi giorni dopo la scomparsa di Cornell, la formazione irlandese ha dedicato al compianto artista una versione live dell'intensa canzone “Running to stand still" dall'album "The Joshua Tree".
Hetfield e compagni, invece, hanno reso onore allo scomparso frontman di Soundgarden e Audioslave esibendosi all’evento "I am the highway”, tenuto in memoria di Cornell presso il Forum di Los Angeles il 16 gennaio 2019. Alcuni brani proposti live durante l'iniziativa dal gruppo heavy metal sono poi stati inclusi in una pubblicazione del “Vinyl Club” nel 2021 dedicata a Chris.