Il momento in cui si sciolsero i Dire Straits

Quando venne il giorno in cui Mark Knopfler e John lllsley capirono che era davvero finita
Il momento in cui si sciolsero i Dire Straits
Credits: Sebastiano Tomà / Concessione in uso a Rockol

Il bassista dei Dire Straits John Illsley è stato intervistato per il podcast di Apple 'The Mitch Lafon and Jeremy White Show' e ha parlato, tra le altre cose, del momento in cui la band decise di sciogliersi.

Nel 1978 i Dire Straits pubblicarono il loro primo eponimo album ed ebbero un immediato successo, trascinati dal singolo “Sultans of swing”. Da quel momento in poi la fama della band inglese crebbe costantemente, fino a raggiungere il culmine con "Brothers in Arms", il loro quinto album pubblicato nel 1985 che aveva quali pezzi forti "Money for Nothing", "So Far Away" e "Walk of Life". Il tour a supporto del disco staccò al botteghino 2 milioni e mezzo di biglietti. Una enormità.



Mentre i Dire Straits erano all'apice della loro carriera, Mark Knopfler decise di prendersi una pausa dalla per concentrarsi su altri progetti fino a quando, nel 1988, non si riunì nuovamente. Nell'intervista Illsley ha affermato che, sebbene la band fosse sinceramente felice del grande successo avuto con "Brothers in Arms", aveva davvero bisogno di una pausa. Quando Knopfler mise in un angolo la band per pensare ai suoi impegni solisti, Illsley ha detto che trovò la cosa del tutto normale, una pausa era ciò di cui avevano bisogno in quel momento. Anche il bassista si impegnò nella carriera solista e pubblicò il suo secondo album, "Glass".


Queste le parole spese da Illsley per illustrare la situazione che si venne a creare nei Dire Straits dopo il tour a supporto dell'album “Brothers in arms”: “Beh, penso che dopo avere avuto un album di quella portata, per un po' si deve fare un passo indietro. Penso che sia saggio fare un passo indietro. Come ho detto nel libro ('La mia vita nei Dire Straits', ndr), penso per davvero che in quel particolare momento avessimo raggiunto l'apice. C'era stato un grande tour e l'album sembrava essere ovunque. Inoltre, come ho detto nel libro, e non fraintendetemi, io e Mark abbiamo apprezzato molto quel lato del successo. Voglio dire, non c'è niente di sbagliato nel successo, specialmente quando mi sembra sia giusto, mi sono sentito bene, davvero bene. Ma onestamente, dopo quello, non volevo fare molto altro. Mark aveva in corso altri progetti. Voleva andare e fare altre cose. Quindi, in un certo senso, disse, 'Goodbye' e io ho pensato: 'Va bene, ok'. Avrei vissuto per un po' come un ragazzo normale, e fu fantastico. Feci un altro album solista, nel 1987 ho fatto "Glass". Ho fatto qualche concerto. Poi abbiamo fatto il Mandela Show, alla festa per il 70esimo compleanno di Nelson Mandela".


John Illsley ha inoltre parlato di quando, dopo quel periodo di pausa, lui e Mark decisero di mettere in cantiere "On Every Street", album che sarebbe stato il sesto e ultimo dei Dire Straits e che avrebbe visto la luce nel settembre 1991. La gente lo paragonava continuamente a "Brothers in Arms" pensando che fosse peggiore. Pur non dando peso a quel pensiero comune, quello fu il momento in cui decisero di porre fine alla storia dei Dire Straits. “Tutto era tranquillo, poi un giorno pranzai con Mark, lui mi disse: 'Ho alcune canzoni che penso che gli Straits dovrebbero fare'. Io gli risposi, 'Davvero? Pensavo che io e te ci fossimo incontrati solo per pranzare e bere tanto vino.' Così finimmo per fare "On Every Street". La gente diceva che non era buono come "Brothers in Arms". Questo è solo il modo in cui lo pensa la gente. Voglio dire, ci sono delle belle canzoni in quel disco. E in effetti, abbiamo suonato per il doppio o il triplo delle persone nel tour di "On Every Street" rispetto a quello di "Brothers in Arms". Era completamente da fuori di testa. Penso che il tour di "On Every Street" a me e a Mark ci dicesse, 'Okay, è decisamente abbastanza. Questo è tutto, altrimenti ci faremo del male.'”
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