Rolling Stones, la storia di "2000 Light Years from Home"

"Their Satanic Majesties Request" compie 55 anni: lo raccontiamo canzone per canzone
Rolling Stones, la storia di "2000 Light Years from Home"

"Their Satanic Majesties Request", l'album dei Rolling Stones, è uscito l'8 dicembre del 1967; all'avvicinarsi del cinquantacinquesimo compleanno lo raccontiamo canzone per canzone, in ordine di tracklist.

2000 Light Years From Home (Jagger-Richards)

Jagger: voce, cori • Jones: mellotron • Richards: chitarra, cori • Wyman: basso • Watts: batteria ••• Nicky Hopkins: piano • Eddie Kramer: clave
Registrazione luglio, agosto 1967; Olympic Studios, Londra
Produttore Rolling Stones - Fonico Glyn Johns


Secondo Glyn Johns, "2000 Light Years From Home" segna la migliore performance di Jones in "Satanic Majesties": “Credo che sia nata nelle loro menti in modo completamente diverso e che sia cambiata quando Brian ha detto che voleva suonare il registro di archi del mellotron. Era un buon pezzo con cui si poteva fare di tutto ma quello che ha suonato Brian ne ha rivoluzionato completamente l’atmosfera e l’ha reso quello che considero un brano fantastico”.

Jagger è d’accordo nel considerare la canzone uno dei pochi momenti alti di "Satanic Majesties", nonché uno dei testi più chiari di tutto l’album. Letteralmente la canzone parla di un viaggio nello spazio ma è considerata molto plausibile l’ipotesi che il verso principale, ripetuto più volte aumentando la misura della distanza da casa, sia stato ispirato dalla breve permanenza in carcere di Jagger per possesso di stupefacenti.

Il tema spaziale è uno degli argomenti frequenti nel rock psichedelico, e spesso il primo album dei Pink Floyd "The Piper At The Gates Of Dawn", che si apre con "Astronomy Domine", è indicato come un possibile riferimento per gli Stones durante la gestazione del brano. L’album dei Floyd esce il 5 agosto, e a quel punto "2000 Light Years" dovrebbe già essere in uno stadio piuttosto avanzato, ma l’ipotesi non è da escludere, visto che i Pink Floyd sono uno dei gruppi più in voga nel giro psichedelico londinese. Se anche così fosse, il viaggio spaziale degli Stones ha comunque un’atmosfera molto più cupa e inquietante rispetto alle canzoni di Syd Barrett: la combinazione fra il mellotron, il riff di chitarra di Richards e la desolazione del testo evocano una sgradevole allucinazione più che una fantastica visione cosmica.

Oltre agli Stones e al solito Nicky Hopkins, al pezzo partecipa anche Eddie Kramer, suonando la clave. Kramer lavora come fonico agli studi Olympic e la sua reputazione è decisamente in ascesa, anche perché ha lavorato all’album di debutto della Jimi Hendrix Experience, "Are You Experienced", uscito a maggio del 1967. Ha fatto da assistente a Johns in "Between The Buttons" e partecipa anche alle registrazioni di "Satanic Majesties". Il suo contributo in studio diventerà ancora più importante quando gli Stones decideranno di chiamare Jimmy Miller a produrre i loro dischi.

"2000 Light Years From Home" viene pubblicata negli Stati uniti sul lato B di "She’s A Rainbow", accorciata di un minuto rispetto alla versione pubblicata sull’album. Anche il dimissionario Oldham ha riconosciuto il potenziale del brano: “'2000 Light Years From Home' e 'She’s A Rainbow' sono tutto ciò che è emerso da questo sforzo psichedelico nel tentativo di superare i Beatles. Gli Stones avranno anche avuto gli abiti giusti per quel tipo di materiale ma non avevano il materiale”.

Gli Stones hanno inserito il pezzo nel repertorio dei concerti del 1989-1990, e una versione registrata a Barcellona il 13 giugno del 1990 è stata pubblicata nel 1991 come lato B del singolo "Highwire". La canzone è riaffiorata di nuovo durante i concerti del 2013. Negli acetati di "Satanic Majesties" stampati a settembre del 1967 è indicata con un titolo alternativo molto familiare agli Stones: "Aftermath".


Questo testo è tratto, per gentile concessione dell'editore, da “Il libro nero dei Rolling Stones” di Paolo Giovanazzi, Giunti.

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