La musica degli Who è per combattere, quella dei Rolling Stones per scopare

Roger Daltrey sostiene che la musica della sua band è ancora più che mai vitale

Storicamente il rapporto tra il cantante degli Who Roger Daltrey e il suo compagno di band, il chitarrista Pete Townshend, ha sempre vissuto di alti e bassi che, evidentemente, volgendo lo sguardo alla inimitabile carriera degli Who, hanno giovato, almeno dal punto di vista artistico, alla qualità del gruppo inglese considerando la fila di capolavori pubblicati da oltre cinquanta anni a questa parte. Una tensione più o meno continua che, come dichiarato in passato da Daltrey – che nella giornata di oggi compie 78 anni – ha mantenuto viva la band.

E' accaduto, per esempio, che negli ultimi giorni del 2018 il quotidiano britannico Daily Mirror abbia pubblicato una intervista a Roger Daltrey in cui diceva che era un anno che non rivolgeva parola a Pete Townshend, motivando questo genere di condotta con queste parole: "Voleva un anno di pausa, quindi non gli ho parlato per un anno. Ecco come siamo. Aveva bisogno di prendersi quel tempo."

Sempre in quella intervista, parlando degli Who disse che il gruppo – ormai nella mani dei due, orfani del batterista Keith Moon fin dal settembre 1978 e del bassista John Entwistle dal giugno 2002 - ora si concede più pause dopo avere imparato la lezione nel lontano 1982 quando Pete Townshend dovette combattere aspramente con i suoi problemi legati alla droga. Raccontò Daltrey di quel triste periodo: “Sapevo in quale stato si trovava Pete. Aveva avuto una brutta botta con le droghe pesanti, molto aveva a che fare con la pressione della band e aveva problemi con la scrittura delle canzoni. Aveva bisogno di una pausa. Se avessimo continuato, l'avrei ucciso. E non volevo che ciò accadesse".

L'intervista al Daily Mirror Roger Daltrey la rilasciò durante la promozione del suo libro di memorie ‘Thanks A Lot Mr Kibblewhite’ che venne pubblicato, per l'appunto, nel 2018. Riflettendo sulle canzoni degli Who affermò che, nonostante lo scorrere inesorabile del tempo, la musica della band è ancora più che mai vitale.

E aggiunse a conforto di questa condivisibile tesi quanto segue: "Guarda, compio 75 anni l'anno prossimo, posso ancora cantare questa merda e Pete può ancora suonarla. Non penso che ci si possa mai ritirare da questo business. Penso che ci si ritiri, quando sei in una band come gli Who, perché la nostra musica deve avere energia al suo interno. Siamo una rock band, non siamo una band di rock and roll come Rod Stewart, i Faces, i Rolling Stones. Non è musica per scopare. La nostra è musica per combattere e se mai dovesse perdersi quel livello di combattimento - che esiste ancora tra Pete e me - allora mi fermerò. Perché ingannerei il mio pubblico."

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