Festival di Sanremo 2022: tutti in cerca di musica leggerissima

Abbiamo ascoltato in anteprima i 25 brani in gara: molti ritornelli furbetti e costante ricerca del ritmo. Nessuna canzone di protesta o riferimenti all’attualità. L’amore è il filo conduttore.
Festival di Sanremo 2022: tutti in cerca di musica leggerissima

È un Festival che, fra grandi ritorni e prime volte, punta sulla leggerezza e sul ritmo. Il direttore artistico e presentatore Amadeus strizza l’occhio al suo primo amore: “C’è tanta voglia di ballare, sono parecchie le canzoni dalla struttura radiofonica. L’ho sempre detto: ogni anno sogno un Festival capace di sfornare brani adatti per andare forte nelle radio. Non ci sono pezzi di protesta, che parlano della pandemia o mettono al centro temi politici. Anche nella scorsa edizione, a livello generale, fu così, tranne qualche eccezione”. I ritornelli ammiccanti, basati sulla ripetizione di alcune frasi o parole chiave, sono parecchi e in alcuni casi sfondano nella banalità. In molti sono in cerca di musica leggerissima, rievocando il successo, in quel caso nel segno della qualità, della coppia Colapesce-Dimartino.

L’amore rimane il sentimento centrale nella maggior parte delle 25 proposte musicali. Fra i migliori, in questa prima staffetta di ascolti, ci sono Rkomi, Michele Bravi, Dargen D’Amico, La Rappresentante di Lista, Elisa, Giovanni Truppi, Ditonellapiaga e Donatella Rettore, Gianni Morandi, Highsnob e Hu, Emma, Mahmood e Blanco. Rispetto all’anno scorso è più difficile capire chi possa partire un passo avanti rispetto agli altri. La premessa è la stessa che facciamo alle porte di ogni nuova edizione e, in questo Sanremo dai tanti ritmi elettronici scalpitanti, mai semplici da riprodurre live in un organico orchestrale, la sottolineiamo con ancora più vigore: le canzoni del Festival si comprendono, nella loro completezza, sul palco dell’Ariston, messe in scena e calate all’interno dello show televisivo.

Achille Lauro feat. Harlem Gospel Choir - "Domenica"
Testo di Lauro De Marinis, Simon Pietro Manzari, Davide Petrella. Musica di Matteo Ciceroni, Mattia Cutolo, Gregorio Calculli, Simon Pietro Manzari.

Una canzone pop-rock che prova a inseguire con astuzia il successo di “Rolls Royce”. Oggi quell’effetto sorpresa non c’è più. “L’amore è un’overdose, 150 dosi, oh sì, sì, fanculo è Rolling Stone”, canta Lauro su un brano ricco, come al solito, di citazioni e immagini che viaggiano fra passato e presente. Non più dal 1969, ma direttamente dal 2019: Lauro coverizza se stesso.

Aka 7even - "Perfetta così"
Testo di Aka 7even e Vincenzo Colella. Musica di Aka 7even, Max Elias Kleinschmidt, Gianvito Vizzi, Renato Luis Patriarca.

Il finalista di Amici confeziona un brano pop dalle tinte rock. Una dichiarazione d’amore sincera che termina con dei cori finali alla Coldplay, tutti da cantare: “Sei bella così così così, nei tuoi difetti, nelle imperfezioni, baby giuro che tu sei perfetta così”. Il testo non spicca per originalità, ma al primo ascolto la struttura sonora regge.

Ana Mena - "Duecentomila ore"
Testo di Rocco Hunt. Musica di Federica Abbate, Rocco Hunt e Stefano Tognini.

Benedetta da Rocco Hunt, con cui ha scritto diverse hit estive, la cantante spagnola, fra ritmi latini ed elettronica, porta l’ascoltatore a bere un “cuba libre” che profuma d’amore “quando la notte arriva”. Brano facilone da TikTok, al primo ascolto un po’ debole.

Dargen D'Amico - "Dove si balla"
Testo di Dargen D’Amico, Edwyn Roberts e Gianluigi Fazio. Musica di Dargen D’Amico, Edwyn Roberts e Gianluigi Fazio e Andrea Bonomo.

Allegro e liberatorio, con un pizzico di critica sociale e una cassa dritta che vibra. In un mix fra Stato Sociale e Rino Gaetano, il cantautore-rapper si diverte e promette di far divertire trasformando l’Ariston in una pista. Preparatevi a cantare: “Dove si balla, fottitene e balla tra i rottami. Balla per restare a galla, negli incubi mediterranei che brutta fine le mascherine”. Fra i migliori.

Ditonellapiaga con Rettore - "Chimica"
Testo di Ditonellapiaga e Donatella Rettore. Musica di Ditonellapiaga, Alessandro Casagni, Benjamin Ventura, Edoardo Castroni e Valerio Smordoni.

Una costruzione sonora standard, ma ammiccante e tutta incentrata sul ritornello in cui si ripete la parola “chimica” fino allo sfinimento. Fra corpi che si intrecciano e mani sulle cosce, il pubblico dell’Ariston e soprattutto quello da casa, c’è da scommetterci, batterà le mani. Gli anni ’80 e l’urban, proprio come le due artiste figlie di diverse generazioni, si abbracciano e trovano un equilibrio. Mette di buon umore.

Elisa - "O forse sei tu"
Testo di Elisa e Davide Petrella. Musica di Elisa.

Uno degli artisti più attesi. Da quando vinse con “Luce (Tramonti a nord est)” nel 2001, non era mai tornata a Sanremo. Calcherà il palco dell’Ariston con un brano sospeso nel tempo fra passato e presente. Etereo, fa volare la mente, ma è anche concreto nella sua schiettezza testuale: “Forse sei tu, tra le luci di mille città, tra la solita pubblicità quella scusa per farmi un po’ ridere”.

Emma - “Ogni volta è così”
Testo di Davide Petrella, Emma Marrone. Musica di Davide Petrella e Dario Faini.

Arriva in gara a dieci anni dal trionfo di “Non è l’inferno” con una canzone costruita ad hoc per le sue corde. Si sente subito il tocco di Faini. Il sound sembra provenire dagli abissi del mare, poi la musica si alza generando un’onda perfetta per la voce di Emma: “Io per appartenere alle tue mani non c’ho messo niente e ti credevo quando mi giuravi che eri pazzo di me”. È il suo campo da gioco e da quello non si allontana. L’orchestra la dirigerà Francesca Michielin.

Fabrizio Moro - "Sei tu"
Testo di Fabrizio Moro. Musica di Fabrizio Moro e Roberto Cardelli.

Dopo la vittoria con Ermal Meta nel 2018 grazie a “Non mi avete fatto niente”, il cantautore romano torna con una ballata sentimentale con il pianoforte al centro. Moro corre incontro al futuro: “Oggi è un giorno per credere in te, oggi lasciami senza parole voglio vivere i sogni che ho fatto anche se hai deciso di essere altrove”.  

Gianni Morandi - "Apri tutte le porte"
Testo di Lorenzo Jovanotti. Musica di Lorenzo Jovanotti e Riccardo Onori.

Torna a competere al Festival dopo oltre vent’anni e lo fa con l'anima di un ventenne. Una canzone allegra e spensierata, da estate italiana anni ’60. Il Peter Pan della musica nostrana è scatenato, lo spirito di Jovanotti si è impossessato del suo corpo: “Stai andando forte, apri tutte le porte, gioca tutte le carte. Fai entrare il sole”.

Giovanni Truppi - "Tuo padre, mia madre, Lucia"
Testo di Giovanni Truppi, Pacifico, Niccolò Contessa e Marco Buccelli. Musica di Marco Buccelli, Giovanni Truppi e Giovanni Pallotti.

Raffinato, fuori dalle mode, lontanissimo dal mondo del Festival. Un richiamo a De André, un altro a Battisti e, piano piano, l’artista napoletano svela un racconto personale e famigliare in cui “amarti è credere che…che quello che sarò, sarà con te”. Una canzone d’amore non convenzionale da ascoltare a occhi chiusi. Alieno e fiero di esserlo.

Giusy Ferreri - "Miele"
Testo di Giusy Ferreri. Musica di Federica Abbate, Fabio Clemente, Alessandro Merli.

Su suoni che sembrano arrivare da un tempo lontano e che sottopelle celano un cuore black dai ritmi in levare, Ferreri canta “ti ho lasciato nel vento una musica”. Un pezzo suadente. Induce a pensare che possa scoppiare da un momento all’altro, ma il fragore non arriva e non è scritto nelle stelle che questo sia un punto a sfavore.

Highsnob e Hu - "Abbi cura di te"
Testo di Highsnob e Hu. Musica di Highsnob, Hu, Andrea Moroni, Fazio De Marco.

Il rapper spezzino e l’artista marchigiana mettono in scena un dialogo sofferto. Lui: “dimmi come ti senti ora che baci un verme”. Lei: “la mia condanna, camera a gas”. Le sfumature urban si intersecano, nel finale, con il suono più onirico degli archi. Un bell’arrangiamento per un pezzo che, con una performance live all’altezza, potrebbe crescere serata dopo serata. 

Irama - "Ovunque sarai"
Testo di Irama. Musica di Irama, Giulio Nenna, Pablo Miguel Lombroni Capalbo, Vincenzo Luca Faraone.

Un testo semplice, un po’ troppo, per una ballad che dal vivo richiederà un’importante interpretazione vocale e un arrangiamento orchestrale non scontato. Un azzardo? Vedremo. “Ovunque sarai, ovunque sarò, in ogni gesto io ti cercherò”, canta Irama, che volta a pagina rispetto al ritmo elettronico con cui si è presentato alla scorsa edizione.

Iva Zanicchi - "Voglio amarti"
Testo di Emilio Di Stefano. Musica di Vito Mercurio, Italo Ianne e Celso Valli.

Una delle grandi signore della musica, con dieci Festival alle spalle, non si ingarbuglia in tanti giri e rigiri di parole e, come un messaggio in una bottiglia, arriva diretta a parlare d’amore. Canzone nel solco della tradizione italiana con cui sembra di salire sulla macchina del tempo: “Voglio amarti nei pensieri, nelle mani, voglio amarti con l’anima e di più”. La sorpresa: una chitarra rock a impreziosire il brano.

La Rappresentante di Lista - "Ciao ciao"
Testo di Veronica Lucchesi e Dario Mangiaracina. Musica di Veronica Lucchesi, Dario Mangiaracina, Roberto Calabrese, Roberto Cammarata, Carmelo Drago, Simone Privitera.

Disco music, sound tribale, funk. Veronica Lucchesi e Dario Mangiarcina, al loro secondo Sanremo consecutivo, fanno saltare dalle sedie con semplicità, ma con grande determinazione: “Con le mani, con le mani, ciao ciao”. Non amano prendersi sul serio: “mentre mangio cioccolata in un locale mi travolge una vertigine sociale”. Non sfigurerebbero all’Eurovision.

Mahmood e Blanco - "Brividi"
Testo di Mahmood e Blanco. Musica di Mahmood, Blanco e Michele Zocca.

No, non è un brano elettrizzante e selvaggio come in molti si sarebbero aspettati. Dal cilindro esce una ballata dal suono contemporaneo, un duetto profondo con il pianoforte e gli archi a fare da guida. Non è un pezzo semplice e immediato. Le voci, molto caratteristiche, di Mahmood e Blanco dialogano con precisione: “Nudo con i brividi a volte non so esprimermi e ti vorrei solo amare”.

Massimo Ranieri - "Lettera al di là del mare"
Testo e musica di Fabio Ilacqua.

Canzone d’altri tempi che rievoca il bel canto all'italiana, ma non in modo macchiettistico o anacronistico. Ranieri torna in gara dopo venticinque anni e non lo fa per “partecipare”, ma per lasciare il segno: “Amore vedi così buio, è questo mare, troppo grande per non tremare”.

Matteo Romano - "Virale"
Testo di Matteo Romano, Alessandro La Cava, Federico Rossi. Musica di Dario Faini, Alessandro La Cava, Federico Rossi.

Direttamente da Sanremo Giovani, l’artista piemontese presenta un brano che tenta di unire, sul fronte testuale, la tradizione del cantautorato italiano a suoni invece urban più contemporanei, scolpiti da Dario Faini. Gioca con il sali-scendi della voce quasi a rievocare lo stile di Mahmood e, in modo molto più soft e senza modificare il timbro, quello di tha Supreme.

Michele Bravi - "Inverno dei fiori"
Testo di Alex Andrea Vella, Michele Bravi, Alfredo Rapetti. Musica di Francesco Catitti, Federica Abbate, Michele Bravi.

Un inizio sussurrato per un brano che cresce parola dopo parola. L’artista si mette a nudo, raccontando il difficile cammino per raggiungere la felicità: “Ti nascondi nei miei occhi. Ma ti lascio andare via quando piango”. Gli archi sono venature che accrescono l’emotività e contribuiscono alla magia del viaggio. Intenso.

Noemi - "Ti amo non lo so dire"
Testo di Alessandro La Cava, Mahmood. Musica di Dario Faini, Alessandro La Cava, Mahmood.

Un pezzo di Mahmood, cantato da Noemi. Si sente che il vestito indossato è stato cucito da altri. Un crescendo che non arriva a lasciare mai del tutto libero un ritornello, più rabbioso, in cui spiccano i cambi di ritmo. Le parole dell’interprete lo solcano: “Non ho paura di sentirmi vuota dentro un mare di parole perse sul fondale”.

Rkomi - "Insuperabile"
Testo di Rkomi, Alessandro La Cava. Musica di Rkomi, Alessandro La Cava, Francesco Catitti.

La chitarra fa da scheletro a un pezzo notturno e potente che dimostra ancora una volta come l’artista di Calvairate, dopo un inizio di carriera nel mondo rap, abbia un nuovo sangue rock che gli scorre nelle vene. “Il messaggio sulle tue labbra era come un semaforo. Taxi driver”: cita il celebre film, ma anche il suo album di successo. A questo primo giro di corsa è fra i migliori.

Sangiovanni - "Farfalle"
Testo di Sangiovanni, Alessandro La Cava. Musica di Alessandro La Cava e Stefano Tognini.

La libertà nei rapporti quotidiani non è una materia banale: l’ex concorrente di Amici è alla ricerca di ossigeno e sentimenti. Lo fa con il suo stile, adolescenziale. Tanto ritmo e un ritornello che si appiccica in testa alla “Malibù”: “Non volano farfalle, non sto più nella pelle. Ho perso le emozioni, me le ritrovi tu?”.

Tananai - "Sesso occasionale"
Testo e musica di Tananai, Davide Simonetta, Paolo Antonacci e Alessandro Raina.

Un brano urban che si contamina con la musica leggera di stampo italiano con qualche richiamo vintage. Il pezzo scorre senza particolari colpi di scena: “tranquilli noi, tranquilli mai, tranquilla lei, non mi è mai paicuta”

Yuman - “Ora e qui”
Testo di Tommaso di Giulio. Musica di Francesco Cataldo, Yuman.

Un salto nella black music con il vincitore di Sanremo Giovani che spinge la voce in alto, ripartendo da se stesso e dalle sue emozioni: “Ora e qui, finalmente io. Riesco a dire che sto bene, se trema un po’ la voce mi fermo e mi godo la luce”.

Le Vibrazioni – “Tantissimo”
Testo di Roberto Casalino. Musica di Roberto Casalino, Francesco Sarcina, Niccolò Verrienti.

Chitarre che ruggiscono alla Ac/Dc, un pizzico di sound alla Matia Bazar e piccoli cori che accompagnano il ritornello: “Chiamiamo amore, per quante volte facciamo finta di non ricordarci il nome che sottovoce ci sente eccome”. Brano piacevole che dal vivo, con la grande esperienza live della band di Sarcina, potrebbe crescere ulteriormente.

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