Nirvana: chiesta l’archiviazione della causa per la copertina di ‘Nevermind’

Secondo i legali della band il querelante ‘ha passato trent’anni a beneficiare della celebrità’ generata dalla foto che oggi vorrebbe censurare
Nirvana: chiesta l’archiviazione della causa per la copertina di ‘Nevermind’

Il team di avvocati che sta difendendo gli interessi dei Nirvana - oggi rappresentati da Dave Grohl, Krist Novoselic e della vedova di Kurt Cobain Courtney Love - nella causa intentata da Spencer Elden per presunte violazioni alle leggi vigenti in materia di pornografia infantile nello scatto di copertina di “Nevermind”, il secondo e più famoso album pubblicato dalla band simbolo del grunge nel 1991, ha chiesto formalmente l’archiviazione del procedimento: secondo gli avvocati che assistono il gruppo la causa non solo non avrebbe i presupposti per essere presentata, ma - anche se li avesse - sarebbe stata presentata con almeno trent’anni di ritardo.

L’istanza dei legali dei Nirvana è stata depositata ieri, 22 dicembre, e rappresenta la prima risposta ufficiale al procedimento avviato da Elden lo scorso mese di agosto: “Elden ha trascorso trent’anni a trarre profitto dalla sua celebrità come l’auto-nominato 'Nirvana Baby'", si legge nel documento, “Spesso ha parlato della fotografia in cambio di un compenso; si è fatto tatuare sul petto il titolo dell'album 'Nevermind'; è apparso in un talk show indossando una tutina color carne per un’auto-parodia; ha autografato copie della copertina dell'album in vendita su eBay; e ha usato il suo legame con la storia del gruppo per cercare di rimorchiare le donne".

“La tesi di Elden secondo la quale la fotografia sulla copertina dell'album ‘Nevermind’ sia ‘pornografia infantile’ non è credibile. Un breve esame dell’immagine, o della condotta stessa di Elden - per non parlare della presenza della fotografia nelle case di milioni di americani che, sempre secondo la teoria di Elden, sarebbero colpevoli di possesso di materiale pedopornografico - lo chiarisce”, prosegue la note dei legali, che hanno anche preso in considerazione la prescrizione di 10 anni - prevista dalla legge americana - a partire dal momento in cui ci si scopra vittima di un reato a sfondo pedopornografico (e che, nel caso specifico, farebbe risalire al 2011 il momento in cui Elden avrebbe dovuto “accorgersi” della fotografia): “La foto è stata scattata nel 1991”, prosegue la nota dei legali, “Nel 1992 era già celebre in tutto il mondo. Molto prima del 2011, Elden sapeva di essere lui il bambino nella foto. Da decenni è pienamento consapevole tanto dei fatti quanto delle presunte violazioni e dei presunti danni”.

“Elden ha anche sostenuto di essere stato, da bambino, oggetto di commercio sessuale a causa della fotografia”, conclude il documento: “A parte l’assurdità di questa affermazione, la legge che cita Elden in relazione a questa vicenda è entrata in vigore nel dicembre del 2003, e non ha applicazione retroattiva”.

“Non solo penso che questa causa non reggerà in tribunale, ma credo anche che gli avvocati che la stanno promuovendo saranno messi sotto inchiesta anche per aver depositato questa istanza", aveva spiegato al New York Post all'indomani della presentazione della causa Larry Nassar, avvocato esperto in cause di reati sessuali ai danni di minori: "L'idea che l'album dei Nirvana fosse a scopo di gratificazione sessuale è un oltraggio talmente ridicolo... Questo è un tentativo di estorsione, per giunta frivolo e davvero offensivo per ciò che tutti noi abbiamo fatto nel tentativo di proteggere i bambini dai danni provocati dai reati che si menzionano nel procedimento”.

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