Guns N’ Roses, è polemica in Australia per gli aiuti statali al tour rimandato

Agli antipodi ha fatto scalpore la decisione del governo di Canberra di aiutare i promoter locali della band di Axl Rose con 1 milione e 350mila dollari
Guns N’ Roses, è polemica in Australia per gli aiuti statali al tour rimandato

Alle polemiche per la mancata erogazione di ristori statali al settore della musica dal vivo, dopo quasi due anni di pandemia, siamo ormai abituati. Molto più raro, viceversa, è vedere sollevare un polverone per un cospicuo sostegno da parte di un governo a un promoter per la riprogrammazione di un tour rimandato due volte a causa dell’emergenza sanitaria d Covid-19.

In Australia sta facendo discutere la decisione del governo guidato dal premier di centro-destra Scott Morrison di finanziare - attraverso il fondo RISE - la società di live promoting TEG Dainty per la riorganizzazione delle date nazionali dei Guns N’ Roses.

La band di Axl Rose era attesa per una serie di eventi nella terra dei canguri all’inizio del passato novembre: a causa dell’emergenza sanitaria da SarS-Cov-2, il tour è stato rimandato al prossimo autunno. Il programma RISE, varato dal governo di Canberra per sostenere le attività artistiche e culturali, aveva già assegnato alla società guidata da Paul Dainty 750mila dollari lo scorso mese di luglio in occasione di un primo round di finanziamento: solo pochi giorni fa la commissione del fondo ha erogato a favore del promoter altri 600mila dollari, per un totale di un milione e 350mila dollari.

L’importo, in realtà, non è il più ingente allocato dal programma di sostegno - solo gli organizzatori del Bluesfest, a luglio, hanno ricevuto un sostegno da poco meno di due milioni e mezzo di dollari: a far gridare allo scandalo la comunità musicale locale è che il ristoro sia stato assegnato per le attività di una band straniera, e per giunta famosa a livello mondiale (nonché titolare del terzo tour più redditizio di sempre, il Not in This Lifetime... Tour, che al botteghino ha staccato biglietti per 584 milioni di dollari).

“Ricordate gli ultimi due anni, durante i quali l’industria musicale è stata messa in ginocchio e annichilita centimetro dopo centimetro?”, scrive ai suoi oltre 100mila followers il rapper Illy: “E sapete quanti lavoratori del settore si sono dovute riqualificare per ottenere un supporto o sono state costrette a cambiare lavoro? Bene, ho buone notizie: i Guns N’ Roses hanno appena ricevuto tre quarti di milione in sovvenzioni dal governo. Sono contento che questi soldi siano andati a delle persone che ne hanno veramente bisogno: spero che i Guns N’ Roses stiano bene”.

All’attacco sono partiti anche gli avversari politici: Tony Burke, parlamentare laburista, ha ricordato, sul proprio account Twitter, come l’esecutivo “non abbia speso ancora un solo dollaro per il programma assicurativo Covid dedicato agli artisti australiani”.

“L'obiettivo del governo Morrison, nel fornire questo livello record di finanziamenti ai settori delle arti e dell'intrattenimento, è - mentre la campagna vaccinale prosegue a ritmo sostenuto e i territori tornano ad aprirsi - che le società del comparto, i promotor e i festival siano pronti alla partenza”, ha dichiarato all’NME il ministro della Cultura Paul Fletcher: “Lo scopo del programma RISE è quello di far tornare i nostri artisti sui palchi e riportare al lavoro i lavoratori dello spettacolo”.

Al di là dell’innegabile impatto della cifra stanziata, va precisato come il doppio sostegno sia stato erogato a un’azienda australiana, che opera da oltre quarant’anni nel paese producendo, oltre che concerti, anche spettacoli teatrali, programmi televisivi ed eventi sportivi. E che, per le proprie attività nel paese, impiega manodopera locale - dai rigger agli addetti alla logistica, passando per il personale di sicurezza e gli addetti ai servizi - benché i protagonisti dello show siano stranieri.

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