Jovanotti: le sue nuove canzoni sono cinque pianeti diversi

Abbiamo ascoltato i brani prodotti da Rick Rubin, tutti con un sound ben distinto: fanno parte del “Disco del sole”, il nuovo progetto “non identificato” dell’artista.
Jovanotti: le sue nuove canzoni sono cinque pianeti diversi
Credits: Makid

La primavera di Jovanotti inizia in pieno inverno. L’artista, con cinque raggi, illumina dicembre e svela l’ossatura del “Disco del sole”, il suo nuovo progetto anticipato dal singolo “Il Boom” di cui sono stati realizzati oltre venti remix. Oggi escono cinque nuove tracce prodotte da Rick Rubin, tutte molto diverse fra loro: “La primavera”, “I love you baby”, “Un amore come il nostro”, “Tra me e te”, “Border jam”. Il super produttore statunitense aveva già lavorato con Jova a “Oh, vita!”, l’album registrato negli Shangri La Studios di Malibù.

Durante la presentazione dei nuovi Jova Beach party, in programma il prossimo anno, Lorenzo Cherubini, questo il suo vero nome, aveva disseminato alcuni indizi sull’eterogeneità dei pezzi: “Non ascolto più dischi, canzoni sì, ma ormai la musica è liquida e libera – aveva spiegato il cantautore – proprio per questo il ‘Disco del sole’ è un oggetto volante non identificato, è uno streaming, una filosofia, ma soprattutto è il flusso di brani scritti a due anni e mezzo di distanza dall’ep per i Jova Beach party di oltre due anni fa. Abbiamo lavorato a più di venti pezzi, prima da solo, poi con qualche mio compagno musicista, poi per due mesi con Rick Rubin, in una selva tra l’Appennino e il mare. L’idea è quella di farli uscire piano piano, senza una scaletta precisa proprio per seguire l’energia senza barriere della musica di oggi”.

I nuovi cinque brani sono stati finalizzati la scorsa settimana a Milano con Pino Pinaxa Pischetola, che ha lavorato a lungo anche con Franco Battiato: “Disco del sole” sta seguendo, sia sul profilo strutturale che musicale, le caratteristiche di una vera playlist giocando molto sull’effetto sorpresa. “La primavera” è una canzone synth pop dai suoni anni ’80, Jova la interpreta ricordando Francesco Bianconi dei Baustelle e il testo ha diversi echi di quel Battiato capace di suscitare immagini provenienti da mondi distanti. È un invito a incamerare le energie giuste, le esperienze positive. “È un pezzo nato da un demo strumentale che ho ricevuto da Noochie Rigano e Riccardo Onori, miei collaboratori di tanti anni”, svela Jova.  Qui sotto il video, girato nel foyer del Teatro Grande di Brescia.

Con arrangiamenti più asciutti “I love you baby” mantiene il ritmo, ma va verso un’altra direzione musicale, più imprevedibile e non uniforme. "Il pezzo è nato con Riccardo Onori alla chitarra, ed era un rock’n’roll un po’ troppo tradizionale per me, così ci ho registrato sopra una linea di moog”, svela l’artista.

Il processo di sottrazione dei suoni continua con “Un amore come il nostro” e “Tra me e te”. La prima è una ballata nata da un semplice chitarra e voce, un brano più cantautorale e tradizionale con una citazione dei Green Day. Nel secondo ci sono più profondità e pathos anche grazie al violoncello di Davide Rossi, che fa strada alla voce di Jovanotti che sembra cantare una ninnananna essenziale, scarna e riflessiva. I motori del ritmo si riaccendono improvvisamente e fuoriesce nuovo calore con “Border Jam”, un puzzle di immagini scandito dal suono delle sei corde. Un brano, soprattutto nella prima parte, in pieno stile Jovanotti. “Questa canzone parla di un sogno, anzi balla di un sogno, è una festa per sognatori, non è un manifesto politico, è una jam”, scrive nelle note l’artista. I cinque brani sono cinque pianeti diversi che evocano momenti party, ma anche di intimo raccoglimento, il mix giusto per le feste che Jova vuole portare in giro per lo Stivale il prossimo anno.

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