Simon Le Bon non è diventato uno stronzo grazie ai Duran Duran

Il cantante ammette candidamente: ‘Gli artisti solisti non hanno nessuno, intorno, ad avvisarli che lo stanno diventando. Io, invece…’
Simon Le Bon non è diventato uno stronzo grazie ai Duran Duran

Tra i tanti vantaggi di essere parte di una band non c’è solo quello di condividere con persone fidate esperienze importanti, ma anche quello di poter mantenere un certo equilibrio negli atteggiamenti - artistici e personali - grazie al “controllo” degli altri elementi del gruppo: questo, in sostanza, è quanto espresso dal frontman dei Duran Duran Simon Le Bon nel corso di una recente intervista rilasciata all’edizione britannica di The Big Issue, il periodico distribuito in otto paesi da senza fissa dimora.

Il cantante di Bushey, classe 1958, ha spiegato di non essere stato legato da rapporti di amicizia, all’inizio della propria carriera, agli altri membri del gruppo. “Non abbiamo iniziato da amici”, ha spiegato Le Bon: “L’amicizia si è sviluppata nel corso degli anni. Abbiamo attraversato diverse fasi: quella della rivalità, all’inizio, quando eravamo in competizione per l'attenzione del pubblico o delle ragazze. Poi c’è stata la fase in cui le asperità degli altri ti infastidivano davvero. Alla fine, però, raggiungi lo stadio in cui ti rendi conto che siete amici perché siete rimasti insieme, e avete condiviso tutte le esperienze che avete vissuto. Così tutte le asperità che prima ti infastidivano, ora le vedi come delle risorse per la band. Sono le cose che hanno fatto funzionare il nostro progetto, creando quella scintilla e quella tensione che hanno reso la nostra musica interessante”.

“Se potessi tornare indietro, avviserei la versione più giovane di me stesso che la fama logora, e crea dipendenza”, ha proseguito il frontman: “Le persone tendono a perdersi. Sono molto fortunato a far parte di una band. Gli artisti solisti non hanno nessuno intorno a dire loro che sono degli stronzi. Vengono sempre assecondati, e questo è logorante oltre che corrompente. Bisogna imparare a chiedere scusa, a essere tolleranti e ad accettare le differenze”.

Gestire le attività del gruppo in modo democratico ed equo, secondo Le Bon, è stato fondamentale per permettere alla band di concentrarsi “sulla cosa importante, che è la musica. Quando dividi tutto in parti uguali non importa chi scrive le canzoni: in ogni caso, veniamo pagati tutti allo stesso modo”: “Abbiamo avuto momenti difficili nella band a causa dell'abuso di stupefacenti”, ha concluso Le Bon, “Ma, nonostante tutto, siamo rimasti uniti avendo compassione l'uno dell'altro. Perché, a volte, ci vuole uno sforzo di fantasia per entrare nella testa di qualcun altro e vedere come si sente”.

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