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AirPods 3: il test dei nuovi auricolari wireless di Apple

Abbiamo provato la terza generazione delle cuffiette bianche: un salto in avanti rispetto al modello precedente: nuovo design, migliore qualità di suono, soprattutto con l'audio Spaziale.
AirPods 3: il test dei nuovi auricolari wireless di Apple
Credits: Rockol

Nel 2016 le AirPods hanno letteralmente cambiato il mondo delle cuffie e degli auricolari. Scacco matto in poche mosse a tutti i modelli bluetooth precedenti: auricolari completamente senza fili, che si collegano facilmente, custoditi in una scatoletta che funge da batteria e ricarica eliminando il problema della scarsa durata dei concorrenti. Sono diventate un modello di riferimento: lo si capisce, banalmente, da come le AirPods sono stato replicate, quando non brutalmente imitate, da altri produttori.

Ora, 5 anni dopo, le AirPods vedono il primo vero grande aggiornamento: tecnicamente quella che va in vendita domani 26 ottobre è la terza generazione, si tratta di un sostanziale redesign della 2°, datata primavera 2019 e che aggiunse un paio di miglioramenti (assistente vocale, carica wireless), ma mantenendo lo stesso stile.
Le nuove AirPods apparentemente assomigliano un po' di più alle AirPods Pro, lanciate sul mercato esattamente due anni fa - ma è solo un'impressione. Sono, a tutti gli effetti, delle cuffie auricolari nuove e molto interessanti: le abbiamo provate in anteprima per qualche giorno.

Il design 

La custodia bianca, marchio di fabbrica delle AirPods, è tornata: è sempre un piccolo parallelepipedo do arrotondato ma la forma, a differenza di quello delle prime AirPods, è più allungata orizzontalmente che verticalmente. Il case è più piccolo di quello delle Pro, come vedete dalla foto, e un po' più grosso delle precedenti. Per il resto, le funzioni della custodia sono uguali: un tasto sul retro per il primo pairing (velocissimo per i device Apple, dove sono perfettamente integrati nel sistema), una lucina davanti per stato della batteria e di carica attraverso più colori.

Anche gli auricolari in sé sono diversi, un po' più simili ai Pro: la gambetta è più corta, la testa è inclinata verso il basso per maggiore ergonomia e migliore diffusione del suono nelle orecchie;  manca il gommino finale delle Pro, perché le nuove AirPods non hanno cancellazione del rumore. Ma sono stabili come le precedenti: non ho mai avuto la sensazione di perderle, anche facendo sport di movimento (sono resistenti ad acqua e sudore).

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La batteria è migliorata da 5 a 6 ore di uso continuativo e 30 complessive con il case: la differenza c'è, ma si nota poco come già poco si notava prima. È raro rimanere con gli auricolari scarichi, basta lasciarli ogni tanto per pochi minuti nella scatola e sono sempre pronti. Si possono ricaricare wireless: questa versione aggiunge il Mag Safe, il magnete introdotto per iPhone 12 che permette di agganciare facilmente alla base per essere sicuri che l'alimentatore senza fili stia funzionando.

Uso e controlli

Le somiglianze esterne si fermano qua, perché i componenti sono del tutto nuovi, a partire dal driver audio per arrivare ai sensori di movimento che permettono di attivare la pausa/ripartenza automatica quando vengono tolti o reinseriti nell'orecchio: Apple li chiama "Skin-detector", sono le parti nere sull'interno dell'auricolare: permettono di distinguere il contatto la pelle del padiglione dell'orecchio da quello con altri materiali, come la stoffa delle tasche.

In questo modo, spiega Apple, viene migliorata la precisione nella disattivazione e riattivazione e quindi la batteria. Sono effettivamente velocissime, più delle precedenti e delle Pro, in questi passaggi: le si usa e le si controlla in maniera molto fluida. .
Il vero dettaglio che migliora l'uso delle AirPods, già presente nelle Pro, è l'arrivo del "force sensor":  pausa, riproduzione e controllo delle telefonate si gesticono toccando la gambetta, e sentendo un clic. Decisamente più comodo che dover picchiettare sull'auricolare, come nelle AirPods originali: non è una novità assoluta, ma è molto comodo. 

Tutta questa semplicità nell'uso vale ovviamente per chi è dentro l'ecosistema Apple: le AirPods si abbinano in un attimo all'iPhone, poco dopo le ritrovate disponibili anche su Mac e iPad tramite l'account iCloud,  passano in maniera veloce da un device all'altro, automaticamente. Per chi ha altri hardware/sistemi operativi diversi le AirPods possono risultare scomode e tendono a perdere molti dei pregi fin qui descritti, inevitabilmente. Non ci sarà per esempio l'audio spaziale e la possibità di controllare le cuffie attraverso il centro di controllo del device. Una nota: le AirPods 3, per funzionare correttamente, richiedono la versione 15.1 di iOS e di iPadOs, diffuse oggi, il giorno prima della commercializzazione.

Il suono

Un salto deciso in avanti rispetto alle prime AirPods, per due motivi. Il primo è l'hardware: i driver completamente rinnovati. Poi il sofwtare, integrato con l'hardware: con l'Adaptive EQ e con i sensori interni, il suono si adatta automaticamente alle condizioni esterne: il tutto in realtà avviene dietro le quinte e dà vita ad una risposta equilibrata e più precisa rispetto alle prime generazioni.
Il vero salto è la compatibilità con lo spatial audio già sperimentato su Pro e MaX: la musica viene appunto spazializzata, con un effetto notevole di diffusione delle fonti nel panorama uditivo Richiede un abbonamento ad Apple Music e l'ascolto di musica mixata appositamente, ma da quando Apple ha lanciato il sistema il catalogo si sta velocemente ampliando, sia verso il repertorio (sono arrivati diversi titoli della Sony, assente al debutto), sia verso le novità (ormai ci sono anche molti italiani, diffusi in questo formato già il giorno della pubblicazione).

È presente anche. la possibilità di simulare il suono spaziale su qualsiasi fonte sonora: interessante, ma ovviamente meno efficace. Ed è presente, grazie agli accelerometri, il tracking dinamico della testa, che sposta il suono a seconda di come vi muovete: una funzione già presente per i video, che per la musica alla lunga può essere fastidiosa. Per fortuna in iOS 15.1 è disattivabile dal centro di controllo. 

Le AirPods 3 non suonano bene come le Pro, va detto: sia per motivi fisici (la presenza di gommini in queste ultime isola il suono nell'orecchio e rende il suono più profondo), sia per l'assenza della cancellazione del rumore. In sostanza AirPods 3 non sono auricolari professionali o ad alta fedeltà, ma sicuramente di alta qualità sonora e riducono il gap tra le vecchie AirPods e le top di gamma di Apple. La vera differenza si sente soprattutto con lo spatial audio: come dicevamo nella nostra prova, non è alta risoluzione, ma per l'ascoltatore medio è una innovazione che cambia la qualità di ascolto della musica.
Decisamente migliorato l'audio nel comparto telefonico: la voce si sente in maniera più chiara, sia in entrata che in uscita.

Il verdetto: ne vale la pena?

La risposta è, come sempre, "dipende": se avete le AirPods classiche sì, queste sono un bel salto in avanti. Le AirPods 3 costano 199€ (80€ in meno delle Pro) e si sentono bene, presentando molte delle funzioni più avanzate di queste ultime. Se avete le Pro, potete tranquillamente rimanere dove siete. 
Le AirPods sono rivolte ad un mercato largo, pur con un prezzo comunque impegnativo, mentre "vecchie" AirPods di seconda generazione rimangono in commercio a 149€, ma sono a questo punto sconsigliabili.

Le nuove AirPods sono un deciso miglioramento di un paio di auricolari che rimangono tra i migliori e tra i più innovativi sul mercato, a 5 anni dal lancio.

VOTO: 4/5

PRO:  Suono di buon livello, che fa un gran salto con l'audio spaziale da solo. In generale sono un deciso miglioramento rispetto alla versione precedente, anche per la presenza di controlli più efficaci

CONTRO: Prezzo comunque importante; sono perfettamente integrate nel sistema Apple, ma molto eno comode per chi è su Android, dove perdono molte funzionalità.

PROVATE ASCOLTANDO:  "Music of the Spheres" (Coldplay), "Migration" (Bonobo), "Flop" (Salmo).

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