Trenta anni fa il migliore album dei Soundgarden

"Badmotorfinger" è il terzo disco della storia della band che fu di Chris Cornell
Trenta anni fa il migliore album dei Soundgarden

Esattamente trenta anni fa i Soundgarden pubblicarono il loro terzo album intitolato "Badmotorfinger", disco che giungeva sul mercato dopo avere dato in precedenza alle stampe "Ultramega OK" nel 1988 e "Louder than Love" nel 1989. "Badmotorfinger" è forse (de gustibus) il miglior disco pubblicato dal gruppo che fu dello scomparso Chris Cornell. Fu il primo album della band di Seattle con il bassista Ben Shepherd, entrato in formazione nell'aprile 1990 in sostituzione di Jason Everman, un fatto questo che spinse Chris Cornell a dichiarare che il suo arrivo portò una "ventata di aria fresca e di creatività" e il suo talento aumentò il potenziale dei Soundgarden.

Nelle righe che trovate più sotto celebriamo il suo trentesimo anniversario invitandovi a leggere la recensione da noi pubblicata cinque anni fa in occasione dell'uscita della ristampa in edizione deluxe di "Badmotorfinger" per i suoi venticinque anni.

L'8 ottobre del 1991 usciva una pietra miliare del rock del decennio: "Badmotorfinger" dei Soundgarden. Il terzo album della band era il primo per una major (la A&M). Giungeva nei negozi solamente due settimane dopo "Nevermind" dei Nirvana. Per molti versi, rimane un disco sottovalutato, sia rispetto al disco che ha reso il grunge un fenomeno di massa ("Nevermind" all'inizio del '92 era in cima alle classifiche), sia al disco che due anni e mezzo dopo avrebbe reso anche i Soundgarden delle star, "Superunknown".

Nel 1994 band sarebbe finalmente riuscita a cavalcare quell'onda di cui di fatto, aveva creato, ma su cui erano salite prima altre band. Non è un caso che, nel periodo seguito alla reunion del 2010 dei Soundgarden, "Badmotorfinger" arrivi solo ora come ristampa. Prima una raccolta, "Telephantasm" (peraltro anticipata dalla rielaborazione di una outtake di questo disco, "Black rain"), poi un live (tratto dal tour di "Down on the upside"), poi il disco di inediti "King animal", poi la ristampa per i 20 anni di "Superunkown". Eppure, per molti versi, "Badmotorfinger" è il disco più rappresentativo sia dei Soundgarden, sia del rock di Seattle degli anni '90. Al tempo si fermò al 39° posto delle classifiche di vendita. Ottenne una nomination ai Grammy come "Best Metal Performance", e si fece fatica a definirlo, a incasellarlo in un genere.

"Badmotorfinger" è un disco di hard rock, semplicemente: i Soundgarden rimasticano tanto i Led Zeppelin ("Rusty cage") quanto i Black Sabbath (di cui incideranno in questo periodo una cover di "Into the void", usata come b-side). Ma la personalità della voce di Chris Cornell e della chitarra di Kim Thayil è tale da produrre un album stupendo, che segna la rinascita definitiva di un genere che in quel periodo sembrava delegato a band con un altro atteggiamento, più glam e cazzone, come i Guns N' Roses (con cui peraltro i Soundgarden andranno in tour).

E' la faccia più dura del suono di Seattle, appunto, e i Soundgarden e gli Alice in Chains ne sono i migliori interpreti. Un disco che conserva la cattiveria del precedente "Louder than love", ma con una scrittura migliore e già matura, sia sui pezzi più violenti che su canzoni dall'incedere più lento ma non meno duro ("Searchin with my good eye closed")

A parte questo, la "Super Deluxe edition" è il giusto tributo ad un album stupendo, dal grande valore storico, e insuperato nella carriera dei Soungarden: sarebbero diventati più accessibili, avrebbero continuato a scrivere grandi canzoni, ma ciò che ha definito la loro identità musicale e di una buona parte del rock americano di quel periodo è in "Badmotorfinger".

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