Ligabue su De André: “Le sue parole ancora oggi sono bisturi”

Il rocker di Correggio, in un incontro pubblico in Liguria, ha raccontato la difficile serata in cui presentò a Sanremo la cover di “Crêuza de mä” nel 2014 e quello che rappresenta per lui Faber.
Ligabue su De André: “Le sue parole ancora oggi sono bisturi”
Credits: Vittorio Santi

Tra palco e realtà. Tra serate memorabili e momenti di palpitante tensione dove la sicurezza, maturata in anni, sembra scivolare via. Questo perché quando si accetta un sfida, non si sa mai come andrà a finire. E a Ligabue piace rischiare. Ospite del Festival della Parola di Chiavari, in Liguria, partendo dalla pubblicazione del libro “È andata così”, l’artista ha raccontato diversi aneddoti legati alla sua carriera. Ha inoltre ricevuto il premio “Ambasciatore della parola”.

Il concerto perfetto e il possibile ritiro

“Il concerto perfetto? Campovolo del 2015 è stato quello che più si avvicina alla mia idea di perfezione – ricorda Liga – il mio senso di appagamento dopo un live dura poche ore. Quel Campovolo mi lasciò addosso una sensazione di positività per quasi una settimana, segnale che quasi mai ho ritrovato. Dai picchi ai primi passi: non dimentico neppure il mio primissimo concerto, a inizio carriera, nelle mie zone. Era una domenica pomeriggio, c’erano cento persone. Lo organizzammo all’ora della tombolata e proprio nei secondi tempi delle partite di calcio. Mi ricordo tanti in fondo al locale con la radiolina. Una situazione un po’ surreale da cui però è partito tutto. Quello che è successo dopo è figlio di quel momento”. Da lì in poi Liga avrebbe collezionato 800 concerti. “È un terzo di quello che mi immagino – sorride – quindi per essere davvero contento e soddisfatto me ne mancano altri 1600”. In carriera non sono mancate le crepe: “Ci fu un momento in cui il successo distorse la mia vita, le persone non parlavano con me, ma con la proiezione che avevano di me. Pensai di ritirarmi – ammette – poi mi dissi: ma tu riesci a stare senza concerti? La risposta fu no. E così scrissi ‘Miss Mondo’, un album in cui raccontavo il disagio che avevo provato, un argomento molto difficile da inserire nelle canzoni”.

Ligabue, accompagnato dal fedele manager Claudio Maioli (durante la serata c’è stato anche un momento in cui si è ricordato il loro trentennale rapporto) ha poi spostato i riflettori su alcuni momenti di vita legati alla Liguria, suscitati dall’intervista a cura di Massimo Poggini, poi affiancato dal regista Duccio Forzano e dall’autore del libro presentato Massimo Cotto. Sull’onda del successo del libro, proprio sotto la regia del genovese Forzano, Liga ha anche anticipato l’uscita di una serie di 21 puntate di 15 minuti ciascuna dal titolo "È andata così", nel palinsesto della prossima stagione di RaiPlay.

Sanremo 2014 e Fabrizio De André

“Alla Liguria sono molto legato, ho tanti ricordi positivi, ma anche altri legati a situazioni di tensione molto alta – sottolinea a denti stretti – mi riferisco a quando andai a Sanremo nel 2014. Non ho mai voluto andare al Festival come concorrente perché l’ansia della gara, nel mio caso, non può generare buone performance. Fabio Fazio, conoscendomi, mi propose una sfida, quella di aprire la manifestazione cantando ‘Crêuza de mä’. Sapeva perfettamente che a me piace mettermi in discussione. E così accettai. La sera dell’esibizione, già di mio, non ero tranquillo perché dì lì a poco mi sarei confrontato con una canzone difficile, in genovese. Un genovese particolare su cui allo stesso De André fecero le pulci, figuratevi a me. Il tutto improvvisamente si complicò ancora di più: poco prima dell’inizio del Festival due disoccupati minacciarono di buttarsi giù da un balcone e il sipario non si apriva. Fabio Fazio dovette entrare lateralmente. Ancora prima di incominciare, nel backstage erano già tutti sfiniti. Dopo tutto ciò, salii sul palco da solo con Mauro Pagani. Fu molto difficile…”.

Poi una riflessione proprio sulla “parola”, tema del Festival: “Le parole di De André, ancora oggi, sono bisturi – conclude Ligabue – sono frutto di ricerca, di studio. Nel suo caso, bisogna dirlo, quando una sua canzone viene cantata da altri arriva in modo diverso, perché la sua voce era unica e si legava indissolubilmente al testo. Non ho mai capito chi prende le parole di una canzone e le toglie dal suo contesto naturale, cioè dalla musica. Per questo motivo per me la parola è strettamente legata al suono”.

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2021 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.