Manuel Agnelli, il "Tora! Tora!" 20 anni dopo: "Oggi la merda ha trionfato alla grande"

Il 10 giugno del 2001 nasceva il "Lollapalooza italiano", da un'idea di Manuel Agnelli e organizzato dalla Mescal: ne abbiamo parlato con il leader degli Afterhours e con Valerio Soave.
Manuel Agnelli, il "Tora! Tora!" 20 anni dopo: "Oggi la merda ha trionfato alla grande"

Il titolo era quello di un famoso film di guerra americano, il concetto quello del Lollapalooza americano: l'11 giugno 2001 a Rimini si svolgeva la prima data del Tora! Tora!, il festival ideato Manuel Agnelli e organizzato dalla Mescal.

Un festival che durò 5 anni e certificò l'esistenza e il seguito di una scena rock che allora veniva largamente ignorata dai media, nonostante il pubblico che attirava normalmente dal vivo. Alla prima data, sulla spiaggia della città romagnola, si presentarono in 10.000; due anni più tardi, a Fossacesia le persone erano 40.000.

Il Tora! Tora! coinvolse, solo nella prima data, Marlene Kuntz, Subsonica, 99 Posse, Almamegretta, Massimo Volume, Africa Unite, Modena City Ramblers, Verdena. "Una scena ignorata, che non aveva visibilità e che andava promossa", ricorda oggi Agnelli, con cui abbiamo conversato nel video che vedete sotto. "Se avevi il supporto di certe testate di settore, riuscivi a suonare nei locali, ma fare il salto verso i media mainstream era impossibile", ricorda Valerio Soave di Mescal. "L'unica strada era creare un evento: abbiamo cercato di unire le forze, contattando le agenzie, ma nessuno se la sentì di rischiare. Ci siamo guardati io e Manuel e ho deciso che Mescal dovesse rischiare". Secondo Agnelli "Non funzionò, perché a parlare di quella scena continuarono ad essere gli stessi", dice Agnelli. Soave pensa che sia rimasto nella memoria degli artisti e del pubblico, riuscendo comunque sdoganare un certo tipo di musica e artisti.

Durò fino al 2005: "Era diventato faticoso e antieconomico", commenta Agnelli. "Ogni data del Tora! Tora! Costava circa 180mila euro, bisognava fare 5 o 6 date annuali costruendo dei villaggi di musica dal niente, in spazi solitamente nonadibiti alla musica, con tutto quello che comporta in termini di logistica e relazioni con le amministrazioni", spiega Soave.. La prima data, per dire, si svolse sulla battiga di Rimini e la marea creò non pochi problemi, ricorda Manuela Longhi che ci lavorò per la Mescal.

"Alla fine Il mio ruolo era diventato scomodo anche per me, venni accusato di cercare troppa visibilità e lasciai perdere", ricorda Agnelli, sulla fine dell'esperienza. Lo scopo del festival era sì di dare visibilità, ma anche e soprattutto anche a nomi minori - con una band maggiore che poteva suonare il pomeriggio alle 5 una data e in chiusura un'altra.
Una lezione, quella della visibilità che si riverbera su tutta la scena, che Agnelli replicò qualche anno dopo  nel 2009 andando a Sanremo con gli Afterhours portando il progetto "l paese è reale'": alla canzone in gara venne legato non un disco della band ma una compilation di nomi della scena: "il nostro pezzo non c'era neanche", nota Agnelli.

"Mi piace pensare, romanticamente, che la gente si sia rotta i coglioni di ascoltare musica di merda", disse in un'intervista al tempo: "Oggi la merda ha trionfato alla grande, la qualità delle produzioni si è abbassata. Al tempo c'erano scene diverse che collaboravano, anche adesso ci sono robe ottime al di là di pippe ed esercizi di stile, ma la visibilità che si prendono è quella della rete perché i media continuano ad ignorarle", conclude.

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