Angus Young non ha mai pensato che gli AC/DC si potessero sciogliere

Nonostante le grosse difficoltà degli scorsi anni il chitarrista della band australiana ha sempre pensato di andare avanti
Angus Young non ha mai pensato che gli AC/DC si potessero sciogliere

Il chitarrista degli AC/DC Angus Young intervistato da Billy Sloan di BBC Radio Scotland ha parlato della sua band, che lo scorso mese di novembre ha pubblicato l'album "Power Up" (leggi qui la recensione), a sei anni di distanza dal precedente "Rock Or Bust" (leggi qui la recensione). "Power Up" è stato inciso dopo la reunion della formazione australiana composta da Brian Johnson (voce), Phil Rudd (batteria), Cliff Williams (basso), Angus (chitarra) e Stevie Young (chitarra).

Il gruppo nel 2016 dovette fare fronte alle defezioni di Johnson e Williams a causa di importanti problemi di salute, mentre Rudd venne abbandonato nel 2015 poiché alle prese con serie questioni legali.

Sloan ha chiesto al 66enne Angus se gli fosse mai passato per la testa che gli AC/DC fossero giunti alla fine della loro storia, specialmente quando sembrava che Johnson, Williams e Rudd non sarebbero mai più tornati nel gruppo, Angus ha risposto convinto: "No, non l'ho mai pensato, perché ho sempre saputo che ci sarebbe stato qualcosa da fare con gli AC/DC. Per quanto mi riguarda, ci sono dall'inizio, e ho sempre saputo che ci sarebbe stato qualcosa, che fosse un contratto discografico, il mettere insieme brani o altro materiale da pubblicare, roba dal vivo o anche video o film, cose del genere. Quindi ho sempre saputo che ci sarebbe stato qualcosa da fare con gli AC/DC."

Angus ha poi spiegato la decisione degli AC/DC di continuare ad andare in tour e registrare musica anche dopo la morte del fratello, il chitarrista ritmico e membro fondatore della band Malcolm Young, morto nel 2017 dopo che una demenza lo aveva costretto a ritirarsi dal gruppo. "Era il suo modo di fare le cose. Lui diceva sempre di continuare, di andare avanti. Quando si è ammalato la prima volta, è stato molto aiutato nel tour di "Black Ice" (album pubblicato dalla band nel 2008, ndr), prendeva delle medicine che lo aiutavano. Però era ancora presente. Proponeva anche delle nuove idee. Ogni volta che stavo con lui, diceva sempre, 'Continuiamo ad andare avanti finché ce la posso fare.' Io ho sempre preso da lui. Anche quando era in ospedale, era lo stesso, diceva, 'Voglio stare qui. Voglio stare con te'. Diceva sempre, 'Tieni la testa bassa e continua a suonare'".

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