Paul Weller: "Spotify per gli artisti è una merda"

Il musicista inglese si schiera contro il modello di pagamento della piattaforma streaming svedese.
Paul Weller: "Spotify per gli artisti è una merda"

Paul Weller ha dichiarato che non supporterà mai Spotify a causa del suo modello di pagamento degli artisti. In una intervista rilasciata al magazine Mojo il 'Modfather' ha detto che ben comprende perché i fan si iscrivano alla piattaforma, ma che è una cosa "vergognosa" per gli artisti, che considera derubati dai bassi tassi di pagamento per lo streaming delle loro canzoni.

Il 62enne musicista britannico ha detto: “Non sono per Spotify in alcun modo. E' per il cliente. Pagate le vostre nove sterline ogni mese e ascoltate quello che volete. Ma per l'artista è una merda. È vergognoso. Spotify mi ha pagato tre milioni di stream per "On Sunset" (il suo ultimo album, pubblicato nell'estate 2020, ndr). Per questo ho guadagnato novemilacinquecento sterline. Va bene, sono novemila, ma non sono 3 milioni di sterline, vero? Qualunque stronzo abbia pensato che la musica dovesse essere gratuita era un mago del marketing perché quel genio non tornerà nella bottiglia".

I commenti di Paul Weller sono solo gli ultimi che si aggiungono a un dibattito sull'equità della retribuzione agli artisti da parte dei giganti dello streaming. All'inizio di questo mese, come riporta l'NME, Nadine Shah, Tim Burgess, Ed O'Brien dei Radiohead e altri si sono espressi sulla questione, mentre i parlamentari nel Regno Unito, con un'inchiesta, cercano di trovare una soluzione esaminando l'impatto economico che lo streaming musicale sta avendo su artisti, etichette discografiche e l'industria musicale in generale.

Parlando con il quotidiano The Guardian, la cantautrice Nadine Shah ha detto che gli artisti devono ricevere una quota maggiore dei ricavi dello streaming se si desidera un modello più giusto e corretto.

"Le tre etichette principali si vantano di fare profitti record mentre migliaia di musicisti non vedono praticamente nulla. Abbiamo bisogno di un sistema più equo. Abbiamo bisogno di maggiore trasparenza. Vorrei che tutti gli artisti unissero insieme il loro potere e scioperassero, ma molti di noi hanno paura di perdere il favore delle major e delle piattaforme di streaming. Sicuramente possiamo trovare un modo per fare sì che lo streaming funzioni per tutti.".

Sempre parlando con The Guardian anche l'ex membro degli ABBA Bjorn Ulvaeus ha circostanziato il proprio punto di vista sulla spinosa questione che oltremodo penalizza gli artisti proponendo alcune possibili soluzioni.

Apple Music dal canto suo ha recentemente comunicato agli artisti che ora paga il doppio di Spotify per lo streaming.

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