Howard dei Take That: "Le canzoni sono merde". E l'ex One Direction...

Polvere di boy band. Uno dei cinque componenti del gruppo che lanciò Robbie Williams rinnega il passato. E Niall Horan non parla bene della sua esperienza con gli One Direction.
Howard dei Take That: "Le canzoni sono merde". E l'ex One Direction...

Polvere di boy band. Da un lato i Take That, dall'altro gli One Direction, due dei gruppi britannici che nel corso degli ultimi trent'anni hanno conquistato le classifiche mondiali, vendendo 45 milioni di copie (i primi) e 36 milioni (i secondi). Al centro, due componenti delle band. Che non ne parlano benissimo.

Ai microfoni del podcast "Events That Made Me", parlando delle sue canzoni preferite del periodo d'oro della band che lanciò Robbie Williams, Howard Donald - oggi 52enne - ha risposto in modo molto "tranchant":

"Non mi piace nessuna di quelle canzoni, sono tutte merde. Generalmente ascolto un sacco di musica elettronica, per lo più dance. Ho 15 box di vinili con tutta la dance music degli Anni '80 e '90. Passo da Beck ai Chemical Brothers, passando per i Kraftwerk, Human League, Gary Numan".

Parlando ancora degli anni d'oro dei Take That, che cominciarono a scalare le classifiche all'inizio degli Anni '90 con hit come "Pray", "Relight my fire", "Babe", "Everything changes", proseguendo poi con "Back for good" e "Never forget", prima dello stop che dal 1996 al 2005 tenne il gruppo praticamente congelato (Robbie Williams era uscito già nel '95), il cantante ha detto:

"Non vedevamo mai ragazzi ai nostri show. Solo quando li portavano le ragazze. E poi alzavano le braccia. ".

Niall Horan, che aveva 16 anni quando Simon Cowell, discografico di lungo corso dietro al successo del format di "X Factor", decise di prendere cinque cantanti che nel 2010 si erano presentati singolarmente alle audizioni del talent e di metterli insieme formando un gruppo, gli One Direction, è tornato a parlare dei sei anni trascorsi in studio e sui palchi con Harry Styles, Liam Payne, Zayn Malik e Louis Tomlinson nel podcast "People, Just People". Rispondendo alla domanda "In quei cinque anni, ti sei mai sentito prigioniero?", il cantante (oggi 27enne) ha risposto:

"Sì. Avevamo 17, 18, 19 anni. Ho fatto i conti con quella cosa. Il pensiero di chiudere le tende della stanza d'albergo era una follia per me. Dicevo: 'Perché non ci fate uscire? Vogliamo solo fare una passeggiata!'. Ma non puoi entrare nel cervello di un fan. Ora lo capisco, ma all'epoca pensavo: 'Avete la nostra età. Ci fate uscire per camminare per strada? Comprendeteci".

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