Howard Jones e il synth-pop degli anni Ottanta

Howard Jones e il synth-pop degli anni Ottanta

Nella prima parte degli anni Ottanta uno dei musicisti che riscosse maggior successo in Gran Bretagna - tanto da essere chiamato ad esibirsi nel celeberrimo Live Aid allo stadio di Wembley a Londra il 13 luglio 1985 - fu il tastierista e cantante Howard Jones, che si rivelò come uno dei migliori esponenti del synth-pop britannico in auge in quel periodo.

Il debutto discografico di Howard Jones, "Human's Lib", è datato marzo 1984. L'esordio è di quelli che migliori non potrebbero essere, finisce infatti direttamente al primo posto della classifica britannica di vendita. A fare da apripista al successo del disco sono i singoli "New Song" e "What is love?", pubblicati in precedenza, che, nell'autunno del 1983 raggiunsero, rispettivamente, il terzo e il secondo posto della chart in Gran Bretagna. Particolare da non sottovalutare: i due brani si fecero largo anche nelle classifiche statunitensi.

Non solo i primi due singoli di "Human's Lib" ebbero grande riscontro presso il pubblico, ma anche "Hide and Seek" (posizione numero dodici in classifica, e brano che suonò sul palco del Live Aid) e "Pearl in the Shell" (posizione numero sette). In quel 1984 Howard Jones ha il tocco magico, durante l'estate pubblica un nuovo singolo, "Like to Get to Know You Well" (non presente nell'album). La canzone lo riporterà nella top ten della chart britannica, al quarto posto, e riscuoterà un buon successo in tutto il mondo.

A un anno di distanza dal suo debutto, nel marzo del 1985, il musicista inglese pubblica il suo secondo album, "Dream into Action". Il disco debutta al secondo posto della chart inglese (e al decimo posto in quella a stelle e strisce), mentre il primo singolo estratto dal disco, "Things Can Only Get Better", proseguendo nella striscia vincente, si issa fino al sesto posto della classifica. Identica sorte accompagna il secondo singolo, "Look Mama", che coglie la decima posizione.

Da quell'aprile 1985 Howard Jones non riuscirà mai più ad entrare nelle prime dieci posizioni della classifica di vendita britannica. In "Dream into Action" – che, detto per inciso, fu il suo album di maggiore successo - è inclusa anche un'altra delle sue canzoni più note, "No One Is to Blame". Di questo brano, oltre a quella presente nell'album, ne venne incisa una seconda versione con la produzione e i cori di Phil Collins che, negli Stati Uniti, raggiunse il quarto posto della classifica.

Il terzo album del musicista nato a Southampton, "One to One", uscì nell'ottobre 1986 e rilevò un calo di popolarità del pubblico inglese nei confronti delle sue canzoni. Il disco raggiunse comunque un non disprezzabile decimo posto in classifica. A conferma del suo maggiore feeling con l'audience americana, il primo singolo tratto da "One to One", "You Know I Love You... Don't You?", ebbe migliore fortuna negli Stati Uniti, dove fu numero diciassette della classifica, mentre in Gran Bretagna si fermò al numero quarantatre.

Da questo momento in poi la sua stella in patria declinerà, rimarrà invece vivo il feeling con il pubblico americano anche dopo la pubblicazione del suo quarto album "Cross That Line" nel 1989. Infatti, i due singoli "Everlasting Love" e "The Prisoner", riuscirono ad entrare nelle classifiche di vendita negli Stati Uniti.

Nella giornata di oggi Howard Jones compie sessantasei anni, è tuttora in piena attività ed è ancora legato alle sonorità elettroniche, da sempre suo marchio di fabbrica. Il suo ultimo album, "Transform", è stato pubblicato nel maggio del 2019.

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