Purple Disco Machine: fenomenologia di un successo

La sua hit in Italia ha avuto un successo che altrove non ha avuto. Perché? Cosa si nasconde dietro al boom? Parla il dj tedesco, che ora sogna di fare il bis con un nuovo singolo.
Purple Disco Machine: fenomenologia di un successo
Credits: Dennis Dirksen

La sua faccia non vi dirà nulla. E probabilmente nemmeno il suo nome d'arte: Purple Disco Machine, che omaggia da un lato Prince e dall'altro i Miami Sound Machine, il gruppo che lanciò Gloria Estefan. Sembra quello di una band, ma dietro c'è una sola persona: il 40enne dj e produttore tedesco Tino Piontek Eppure la sua canzone l'avete ascoltata ovunque, negli scorsi mesi.

"Hypnotized", con la voce di Sophie Scott, frontwoman degli emergenti britannici Sophie and the Giants, in Italia ha avuto un successo che altrove non ha avuto. Complice non solo il contributo delle radio, che hanno passato a manetta il pezzo, ma anche la pubblicità martellante della campagna Sky Wifi con Jude Law. Il singolo ha venduto di più nel nostro paese (triplo Disco di platino per l'equivalente di 210 mila copie vendute) che in quello di Tino Piontek (200 mila copie ad oggi). "Ho iniziato a lavorare alla canzone nell'estate del 2019: in un giorno ho registrato una demo che durava più o meno un minuto. L'ho caricata su Instagram per testare le reazioni, mi gasavano quelle vibes anni '80. Ma serviva qualcuno che cantasse il ritornello. Sophie l'ho scoperta per caso: un'artista giovane, di talento, che arriva dal mondo indie ma non si vergogna a fare pop. Dopo tre settimane mi ha rimandato la demo con la sua voce. Il mio manager ha detto: 'È una hit'. Avevo intenzione di fare degli aggiustamenti, poi ho capito che funzionava perché era imperfettamente perfetta. Non è il classico brano extrapop patinato", racconta il dj. Che ora sogna di fare il bis con il nuovo singolo, "Fireworks".


Il singolo è arrivato in radio lo scorso venerdì. Stavolta al fianco di Tino Piontek non ci sono i Sophie and the Giants, ma un altro emergente: è il londinese Moss Kena. Nel brano c'è anche lo zampino dei Knocks, duo di musica elettronica americano composto da Ben Ruttner e James Patterson (nel 2013 furono accusati di aver fotografato di nascosto i Daft Punk senza caschi negli uffici della loro casa discografica e di aver pubblicato le foto sui social).

Il brano si infila perfettamente nel revival della disco music che negli ultimi mesi, complice il successo di progetti come "Future nostalgia" di Dua Lipa o "Róisín Machine" di Róisín Murphy, sembra essere diventata la nuova tendenza del pop internazionale: "Ci siamo resi conto che la disco è tornata. Ma in realtà non se ne è mai davvero andata. Negli anni ha influenzato tantissimi altri generi, dall'hip hop all'r&b e continua ancora a far ballare le persone", dice Piontek, che è nato e cresciuto a Dresda prima che il crollo del muro di Berlino portasse alla riunificazione della Germania e si è appassionato alla musica grazie a suo padre, collezionista di dischi.

Negli Anni '80 i sintetizzatori al servizio del pop e del rock permisero a band come i New Order o i Pet Shop Boys di conquistare le hit parade.

Giorgio Moroder era già star. Piontek ne riprende i celebri baffetti folti: "Ho sempre prodotto musica per altre persone. Ma dopo 'Hypnotized' le richieste sono aumentate. Non so a chi dare i resti. Ho fatto anche alcune ghost productions, produzioni in cui il mio nome scompare tra i crediti". Tra le altre cose, ha prodotto anche un remix di "Don't start now" di Dua Lipa e "Rain on me" di Lady Gaga e Ariana Grande. "Le ho rese perfette per il mondo dei club", dice. Ora, però, le sale sono chiuse: "Lo so bene. Che tristezza vivere il successo di 'Hypnotized' chiuso dentro casa, senza la possibilità di suonare il brano dal vivo sui palchi dei grandi festival. Le esibizioni in streaming? Non scherziamo: la musica è tutta un'altra cosa".

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