I peggiori Halftime Show del Superbowl

Dal 1990, l'intervallo della finale del football americano è un mini-concerto. E fa discutere: abbiamo scelto i più brutti
I peggiori Halftime Show del Superbowl

Oggi è uno degli eventi musicali più attesi e discussi dell'anno: è l'halftime show del superbowl, il miniconcerto nell'intervallo della finale dell'NFL, il campionato di football americano. È una tradizione relativamente recente: dal '67 - anno del primo Superbowl - fino all’89 quello spazio era occupato prevalentemente da uno show di marching bands universitarie.

 Ma nel 1990, assieme ad un coro di bambini organizzato dalla Disney, si esibisce un gruppo: i New Kids on the Block. Due anni dopo, nel 1993 arriva Michael Jackson: è il primo di una lista di giganti che hanno reso quello spazio non solo l'evento musicale più visto dell'anno, ma anche il più spettacolare. Negli anni '90 si alternano cantanti country, star della musica latina (Gloria Estefan) e della musica black (Diana Ross), e progressivamente l'asticella si alza sempre di più.

Non sempre funziona, perché negli anni abbiamo visto grandi show, ma anche epic fail, dalla "Wardrobe malfunction" di Janet Jackson a trash che più trash non si può, ad artisti che, semplicemente non erano adatti per quel palco.
In attesa di quello di questa notte (toccherà a The Weeknd) Abbiamo scelto i 5 peggiori halftime show. In quest'altro articolo, invece, i 5 halftime show più riusciti.

The Black Eyed Peas (2011)

Dopo una sequenza di show rock (Paul McCartney, Rolling Stones, Prince, Bruce Springsteen, Tom Petty, Who) si torna al pop: ma questo è una delle cose più brutte e trash che vi possa capitare di vedere. Non saprei da dove cominciare: le voci che vanno ognuna per conto proprio, Fergie che inizia con il microfono spento, i costumi illuminati del gruppo e dei figuranti... Anzi no: il premio va alla rilettura di "Sweet child o' mine" con Slash: Fergie che ugola e imita il modo di ballare di Axl Rose è una delle peggiori cover di tutti i tempi.

Coldplay (2016)

Certi artisti semplicemente non sono adatti a quel tipo di situazione. Sia chiaro un grande amore per i Coldplay: hanno un repertorio pazzesco, quando parte "Viva la vida" come fai a non metterti a tenere il tempo? Ma Chris Martin senza i mega effetti speciali che la band ha dal vivo fa fatica a tenere quel palco. La differenza è evidente quando arrivano Bruno Mars e Beyonce - chiamati perché si pensava che la band da sola non sarebbe stata abbastanza. I due si divorano la scena, mentre quando Martin è di nuovo da solo e si siede al piano, ha di nuovo bisogno di aiuto: parte un montaggio con la voce di Springsteen e immagini di repertorio dei Superbowl passati. Certo: la versione di "Fix you" (che canzone...) è bella, con citazioni di U2 e Prince. Ma tutto l'insieme è un grande boh.

Janet Jackson (2004)

Probabilmente il più famoso, per la "wardrobe malfunction". Durante la perfomance con Justin Timberlake - già molto esplicità  si scopre il seno di Janet Jackson, inquadrato in diretta mondiale e visto da centinaia di migliaia di persone. Apriti cielo: polemiche a non finire, la Jackson che rischia la carriera. Dall'anno dopo, per diverso tempo, lo show va in leggera differita e vengono scelte solo rock band.
Lo show di per sé non è granchè, e verra ricordato solo per questo. Il pop tornerà con i Black Eyed Peas, e le polemiche nel 2012 con Madonna - quando la sua ospite M.I.A. mostra il dito medio: la NFL si scuserà e la cantante dovrà patteggiare un risarcimento.

Maroon 5 e Travis Scott (2019)

Nel 2019 si fatica a trovare un nome importante: siamo nel bel mezzo della polemica tra giocatori e lega, accusata di razzismo. Colin Kaepernick ha iniziato ad inginocchiarsi durante l'inno americano per protestare contro le violenze della polizia sugli afroamericani e di fatto viene boicottato ed espulso dalla NFL: non troverà più un ingaggio.
Così si ricorre ai Maroon 5, aiutati dal cartone Sponge Bob (davvero) e Travis Scott: la beffa nella beffa, un artista di colore chiamato a fare da supporto ad una band bianca, nel bel mezzo di una polemica sul razzismo. Gli artisti vennero criticati sia per avere accettato l'ingaggio della NFL in questa fase, sia per lo show, decisamente sottotono.

The Blues Brothers, ZZ Top, James Brown (1997)

Gli halftime show hanno spesso avuto un tema: nel 1997 è una celebrazione dei Blues Brothers. È sostanzialmente uno spot per il sequel "Blues Brothers 2000", che uscirà l'anno dopo.
Lo show si apre con un finto report della fuga di Elwood Blues dal carcere. Poi arrivano loro: Dan Akroyd è chiaramente in playback, mente Belushi è sostituito da Jim Belushi e John Goodman. James Brown canta su una specie di montacarichi che si alza e si abbassa. Poi arrivano gli ZZ Top, che con i Blues Brothers c'entrano poco e nulla, mentre sul campo si svolge un corteo di motociclisti che sgasano a tempo su "Gimme some lovin'", e il livello di imbarazzo aumenta ancora. Durante le prove morì una stuntwoman, durante un passaggio di bungee jumping poi rimosso.

 

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