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I dischi che hanno cambiato la vita di Billy Gibbons

Il chitarrista degli ZZ Top ha espresso le sue preferenze.
I dischi che hanno cambiato la vita di Billy Gibbons

Canta e suona la chitarra, affonda le sue radici nel blues, è texano, si esibisce dal vivo con un copricapo in testa e degli occhiali da sole.

lo avete sicuramente già individuato, ma per avere la definitiva conferma un ultimo indizio, il più indicativo: ha la barba più lunga del reame. Certo, è Billy Gibbons, il frontman dei ZZ Top, che oggi compie 71 anni. La folgorazione sulla via della musica la ebbe da ragazzino, quando a Natale gli venne regalata una Gibson Melodymaker, una versione economica della Les Paul Junior. La prima canzone che Billy imparò a suonare fu "What I'd Say" di Ray Charles. "Avevo appena compiuto 13 anni", ricorda. "La collegai, alzai il volume e alla fine del pomeriggio avevo imparato la prima parte." Quasi sessanta anni dopo non ha ancora tolto le dita dalla chitarra, e questi a seguire sono alcuni dischi che gli hanno cambiato la vita.

"The Psychedelic Sounds Of The 13th Floor Elevators", il disco d'esordio del gruppo rock psichedelico texano dei 13th Floor Elevators guidato da Roky Erickson pubblicato nell'ottobre del 1966. Dice Gibbons: "Whoa! Quello letteralmente ti sconvolge. Ti altera i neuroni quando lo ascolti. Roky Erickson non prese in considerazione di aderire a un limite o a un formato tradizionale. Gli Elevators si autoproclamarono pionieri di un viaggio psichedelico che sembra avere un impatto duraturo oltre il presente."

"Fresh Cream" dei Cream. Anche questo un disco d'esordio, anche questo uscito nel 1966. L'opera prima del trio composto da Eric Clapton, Jack Bruce e Ginger Baker. "Un trio che suona come un treno merci. Totalmente a base di blues ma senza vincoli particolari che rende la loro offerta infinitamente rinfrescante e innovativa. I Cream hanno esplorato i confini che tre musicisti potevano raggiungere e hanno avuto una profonda influenza sugli ZZ Top." La band composta da Gibbons con il batterista Frank Beard e il bassista Dusty Hill si è formata nel 1969.

Un altro album che Gibbons ritiene fondamentale è "Are You Experienced?", il primo disco della Jimi Hendrix Experience pubblicato nel 1967. "Alla domanda posta dal titolo viene data immediata risposta una volta che la puntina riproduce il disco. Prima di ciò non esisteva nulla di simile e il risultato fu un'esplosione sonora per quasi tutti quelli che in quel momento suonavano in una band. Ha praticamente aperto la porta verso un'altra dimensione."

Tra le band che il frontman della band texana non poteva non citare ci sono i Rolling Stones. Nello specifico quelli di "Their Satanic Majesties Request", anno di grazia 1967. Ecco cosa ne pensa: "Questo è un album pazzo che alcuni dicono sia stata la risposta degli Stones a "Sgt. Pepper's" ma quale era la domanda? È un tour de force sonoro che 50 anni dopo sottolinea quali maestri dello studio fossero. "2000 Light Years From Home" è un intero film di fantascienza che richiede solo alcune immagini. È un apriporta."

Fondamentale e illuminante per Billy Gibbons è stato l'ascolto di "Muddy Waters at Newport", esibizione dal vivo del 1960 di uno dei grandi padri del blues con una band d'eccezione: "È qui che abbiamo sentito "Hoochie Coochie Man" e "Got My Mojo Workin'" quando stavamo iniziando. La band, con Otis Span, Francis Clay e James Cotton. Non poteva esserci di meglio e serve come la migliore introduzione al blues che si possa desiderare. Cambia la vita ad ogni livello."

Blues, sempre blues, fortissimamente blues. Billy porta ad esempio un'altra performance dal vivo. Questo è il concerto di B.B. King la sera del 21 novembre 1964 al Regal Theatre di Chicago. Questo è "Live At The Regal". "Potrebbe essere una delle migliori esibizioni dal vivo mai registrate. B.B. era all'apice del suo potere come cantante. Questo sottolinea che B.B. era, in effetti, il re del blues."

Non solo il blues, ma anche il soul, nella educazione musicale del ragazzo Billy. Anche "Complete and Unbelievable: The Otis Redding Dictionary of Soul" del 1966. "Wow! Con l'accompagnamento sempre appropriato di Steve Cropper con la Telecaster e, naturalmente, l'incredibile attacco vocale di Otis. Otis imita effettivamente le parti dei fiati in "Sad Song", questo è il significato dei "Fa-Fa-Fa" e, naturalmente, la costruzione di "Try A Little Tenderness" è il classico che porta il dramma in una canzone. Grande cantante, grande band, grandi canzoni."

Tra i fondamentali segnalati da Gibbons anche "Truth" del Jeff Beck Group. Primo album di una band che oltre al geniale chitarrista britannico annoverava in formazione alla voce Rod Stewart, al basso Ron Wood e alla batteria Aynsley Dunbar. Collaborarono inoltre al disco anche Keith Moon, Jimmy Page, John Paul Jones, Nicky Hopkins e Micky Waller. "Alcuni dicono che questo è il ground zero per l'heavy metal e sicuramente ha avuto un'enorme influenza su un numero di musicisti così alto che è difficile tenerne il conto. Il compagno di Jeff negli Yardbirds, Jimmy Page, ricordo che se ne prese un po' per i Led Zeppelin. La prima volta che l'ho ascoltato mi è sembrato qualcosa di veramente rivelatore. Blues, rock, psichedelia, pop fusion, metal... c'è tutto."

Forse a sorpresa Billy Gibbons cita tra gli album che più l'hanno colpito, "Some Great Reward". Il quarto disco dei Depeche Mode uscito nel 1984, da lui musicalmente e anagraficamente un poco distanti. "È la casa di "Master and Servant" e di "People are People". Sono sempre impressionato dal modo in cui fondono una visione cupa del mondo con la sintonia e trasformano tutto in ottima musica pop. Questa è alchimia!".

Dopo i Depeche Mode Billy Gibbons segnala un altro album fuori dalla sua giurisdizione: "The Land of Rape and Honey". La terza prova in studio della band alt metal statunitense dei Ministry pubblicata nel 1988. "Al Jorgensen è un ragazzo il cui impegno è totale e questo è l'album in cui ha davvero trovato il suo equilibrio. Apre la strada alle possibilità offerte dal suo approccio industriale intenso e oscuro. La malvagia applicazione dell'elettronica in quell'escursione è la più sostanziale. Cosa posso dire? Sono un fan."

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