Quando Sinead O'Connor strappò la fotografia del Papa in diretta televisiva

La musicista irlandese è l'unica artista che si è rifiutata di ritirare un Grammy Awards.
Quando Sinead O'Connor strappò la fotografia del Papa in diretta televisiva

Sinead O'Connnor fece centro al primo colpo. Non aveva ancora 21 anni (li avrebbe compiuti solo l'8 dicembre, a proposito, auguri!) quando, nell'autunno 1987 pubblicò il suo album d'esordio "The Lion and the Cobra". Il titolo dell'album era stato ispirato dal Salmo 91:13 che recita, "calpesterai il leone e l'aspide", e il brano "Never Get Old" si apre con un'altra musicista irlandese, Enya, che legge in gaelico quel Salmo. I singoli "Troy" e "Mandinka" ebbero un buon riscontro nelle classifiche di vendita. Sinead non passò inosservata per più di un motivo: la giovane età, la forte personalità, il look (era completamente rasata) e, sopra a tutto, la grande voce.

Con il secondo album, "I Do Not Want What I Haven't Got", pubblicato nella primavera del 1990, Sinead O'Connor si afferma come nuova stella nel firmamento della musica mondiale. Rispondendo alla regola che sono le grandi canzoni a fare i grandi dischi, in questo disco ce ne è presente una enorme: "Nothing Compares 2 U". Il brano venne composto da Prince nel 1985 per i Family ma passò inosservato, nella intensa versione della musicista irlandese divenne un clamoroso successo.

"I Do Not Want What I Haven't Got" si aggiudicò nel 1991 il prestigioso Grammy Award quale migliore album di musica alternativa.

Sinead O'Connor avrebbe dovuto quindi partecipare alla cerimonia di premiazione ed eseguire, durante la serata, "Nothing Compares 2 U", ma, unico caso nella storia dei Grammy, si rifiutò di ritirare il premio non riconoscendosi nei valori dell'industria musicale, motivando la sua scelta con queste parole: "Come artisti, credo che la nostra funzione sia di esprimere i sentimenti della razza umana, dire sempre la verità e non tenerla mai nascosta anche se operiamo in un mondo a cui non piace il suono della verità. Credo che il nostro scopo sia quello di ispirare e, in qualche modo, guidare e guarire la razza umana, di cui siamo tutti ugualmente membri. Loro riconoscono principalmente il lato commerciale dell'arte. Rispettano principalmente il guadagno materiale poiché questo è il motivo principale della loro esistenza. E hanno creato un grande rispetto tra gli artisti per il guadagno materiale, onorandoci ed esaltandoci quando lo raggiungiamo, ignorando, per la maggior parte, quelli di noi che non lo hanno fatto.".

Nell'autunno del 1992, al vertice del proprio successo, la allora 25enne musicista di Dublino, pubblica l'album di cover, la maggior parte di genere jazz, "Am I Not Your Girl?". Qualche giorno più tardi, il 3 ottobre 1992, partecipa alla trasmissione televisiva statunitense Saturday Night Live e si renderà protagonista di una performance che ancora oggi, a quasi trenta anni di distanza, viene ricordata come una delle più oltraggiose mai avvenute in una diretta televisiva negli Stati Uniti. Sinead O'Connor guardando fissa in camera quella sera propose una intensa e toccante versione a cappella del brano contro il razzismo composto da Bob Marley "War", cambiando le parole per protestare contro gli abusi sessuali perpetrati sui bambini all'interno della Chiesa cattolica. L'esibizione è passata alla storia perché la chiuse mostrando alla telecamera una fotografia di Papa Giovanni Paolo II nel momento in cui pronunciava la parola 'male', strappandola in pezzi poi lanciati a terra dicendo: "Combatti il vero nemico".

I produttori dello show televisivo, chiaramente, non erano a conoscenza di quanto Sinead aveva in proposito di fare, durante le prove lei aveva mostrato loro l'immagine di un bambino rifugiato. La O'Connor ha spesso spiegato come trovò l'ispirazione per quel gesto. Ecco cosa rivelò a Hot Press: "Quando i Boomtown Rats andarono al numero uno in Inghilterra con "Rat Trap", Geldof a 'Top of the Pops' (noto programma televisivo musicale britannico, ndr) strappò una foto di John Travolta e Olivia Newton-John, che erano stati in precedenza numero uno per settimane e settimane. Pensai, 'Sì, cazzo! E se qualcuno strappasse una foto del papa?' Una metà di me stessa si disse, 'Gesù, mi piacerebbe vedere cosa accadrebbe'".

In una intervista concessa alla rivista Time dichiarò: "Non è l'uomo, ovviamente, è l'ufficio e il simbolo dell'organizzazione che rappresenta.

In Irlanda, vediamo che la nostra gente sta manifestando la più alta incidenza in Europa di abusi sui minori. Questo è il risultato diretto del fatto che non sono in contatto con la loro storia di irlandesi e del fatto che nelle scuole i preti per anni hanno picchiato a morte i bambini e ne hanno abusato sessualmente. Questo è l'esempio che è stato dato al popolo irlandese. Sono stati controllati dalla chiesa, le stesse persone che hanno autorizzato ciò che gli è stato fatto, che hanno dato il permesso per ciò che gli è stato fatto." Essendo cresciuta in una famiglia molto religiosa e legata alla chiesa cattolica, la O'Connor ha inoltre dettagliato il suo rapporto con la religione e con gli abusi da lei stessa subiti da ragazzina da chi avrebbe teoricamente dovuto proteggerla: “Sessuale e fisico. Psicologico. Spirituale. Emotivo. Verbale. Andavo a scuola ogni giorno ricoperta di lividi sul viso. Nessuno ha mai detto una dannata parola o fatto niente. Naturalmente ero molto arrabbiata per questa cosa e ho dovuto scoprire perché è successo. La cosa che mi ha aiutato maggiormente è stata il gruppo dei 12 passi, i figli adulti degli alcolisti e delle famiglie disfunzionali. Mia madre dipendeva dal Valium. Ciò che è accaduto a me è il risultato diretto di quello che è accaduto a mia madre e di quello che le è accaduto a casa e a scuola.".

La dimostrazione di Sinead O'Connor ebbe, come si può ben immaginare, una vasta eco in tutto il mondo e fu, a seconda dei propri credo personali, condannata per la sua infamia oppure celebrata per il coraggio mostrato. Per meglio spiegare il messaggio che intendeva propagandare inviò una lettera alle principali testate giornalistiche: "L'unico motivo per cui ho aperto bocca per cantare è stato per raccontare la mia storia e farla ascoltare. La mia storia è la storia di innumerevoli milioni di bambini le cui famiglie e nazioni sono state lacerate nel nome di Gesù Cristo". Al tempo del suo passaggio al Saturday Night Live molte persone faticarono a comprendere il senso del suo intervento, dieci anni più tardi, riflettendo ha dichiarato: "È molto comprensibile che il popolo americano non sapesse di cosa stessi parlando, ma al di fuori dell'America, le persone lo sapevano e fu abbastanza supportato e penso molto ben compreso".

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