Ariete: "Scartata da X Factor, poi la rivincita: ma non chiamatemi fenomeno"

18 anni appena compiuti, Arianna Del Giaccio si presentò ai provini lo scorso anno. Sfera Ebbasta non la portò ai live. Ma la cantautrice non si è data per vinta. Qui si racconta a Rockol (e suona, anche).
Ariete: "Scartata da X Factor, poi la rivincita: ma non chiamatemi fenomeno"
Credits: Ilaria Magliochetti Lombi

Ariete non urla, non sgomita, non vuole esserci a tutti i costi. Se ne sta lì in un angolino a sussurrare le sue canzoni, nelle quali racconta i suoi piccoli problemi di cuore, le sue paure, le relazioni tossiche e le sue dipendenze. "Quando ho iniziato a pubblicare i miei primi pezzi in rete lo facevo senza aspettarmi chissà quale grande feedback", racconta. Invece il nome della cantautrice laziale, 18 anni appena compiuti e festeggiati con l'omonimo Ep (nel video che trovate più sotto suona per Rockol "Mille guerre" chitarra e voce), nata e cresciuta a Anzio, località balneare a sud di Roma, ha iniziato a circolare parecchio tra i seguaci della nuova scena, quella del giro "indie" per intenderci, anche in seguito all'ingresso di Arianna Del Giaccio - questo il suo vero nome - nel roster di Bomba Dischi, l'etichetta già dietro al successo di Calcutta, Franco126, Carl Brave e Giorgio Poi: "Il mondo della musica è bello tosto, basta poco per buttarti giù.

E il talento spesso non basta: bisogna avere fortuna, anche".

Lo scorso anno Arianna si presentò ai casting di X Factor. Dopo aver superato le prime fasi di selezione, ai bootcamp fece ascoltare alla giuria composta da Sfera Ebbasta, Mara Maionchi, Malika Ayane e Samuel Romano la sua cover di "Irene" dei Pinguini Tattici Nucleari. Sperava di riuscire ad arrivare all'ultima fase, quella degli Home Visit, e magari conquistare anche uno dei tre posti disponibili per partecipare al talent di SkyUno nella categoria delle Under Donna capitanata proprio dal trapper di Cinisello Balsamo. Invece il suo percorso si fermò lì. Ma la cantautrice non si è data per vinta. Ha iniziato a pubblicare i suoi singoli in rete, da indipendente (ascoltate "Quel bar"), catturando l'attenzione dell'etichetta romana: "Mi iscrissi ai casting poco prima che chiudessero, giusto per provarci: 'Vabbè, lo faccio', pensai. Non mi aspettavo niente. A ripensarci, però, oggi il provino per X Factor non lo rifarei", dice, "non avevo ancora le idee chiare sul mio percorso e quindi non è stata nemmeno utile come rampa di lancio. Ho capito che lì mi sentirei un pesce fuor d'acqua: il talent non è una tappa imprescindibile per la costruzione di una carriera".

Nonostante la tenera età, Ariete ha le idee chiare. E una bella attitudine: "La provincia è stata una palestra di vita". Le sue canzoni d'amore sono dedicate a una ragazza: "Racconto i miei sentimenti in modo sincero e genuino, senza filtri. Mi ispiro a Girl In Red, cantautrice norvegese simbolo della nuova scena indie pop: anche lei nelle sue canzoni si rivolge ad una ragazza e lo fa senza giri di parole. Che c'è di male? Durante un'ospitata in radio in cui ho cantato un pezzo alcuni utenti hanno commentato: 'Ma chi è 'sta lesbica?'. Mi ha fatto male Trovo assurdo che nell'Italia del 2020 ci sia ancora così tanta omofobia".

Sulle piattaforme fa numeri ancora modesti: in fondo, ha alle spalle appena due Ep (prima di "18 anni" a maggio era uscito "Spazio") e una manciata di singoli. "Sul web girano tanti fenomeni: ma quanti poi riescono a fondare davvero? A volte dopo il boom di una canzone si finisce nel dimenticatoio. Io preferisco fare le cose con gradualità. E non punto a macinare chissà che numeri sulle piattaforme, ora. Per me è più importante instaurare un rapporto confidenziale con chi mi segue, cercando di trasformare le visualizzazioni e gli ascolti in streaming in biglietti staccati all'ingresso dei concerti. Quando sarà possibile tornare a fare concerti". 

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