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Come te nessuno mai, Little Richard

Architetto del rock'n'roll? Stando a quanto dicono alcuni illustri musicisti sembrerebbe proprio di sì. Unico e poco imitabile, Little Richard.
Come te nessuno mai, Little Richard

Lo scorso 9 maggio è venuto a mancareRichard Wayne Penniman in arte Little Richard.

Era nato il 5 dicembre 1932 ed è stata, negli anni Cinquanta, una figura fondamentale per lo sviluppo del rock'n'roll. Ha influenzato e ispirato – con le sue canzoni, il suo suono, il suo stile vocale, la sua attitudine - numerosi musicisti (non solo dell'area prettamente rock'n'roll) che a loro volta hanno influenzato e ispirato altri musicisti permettendo alla musica di svilupparsi ed espandersi per giungere sino ai nostri giorni così come la conosciamo. Tutti gli alberi che abbiamo la fortuna di vedere in un parco hanno avuto bisogno di un seme per crescere rigogliosi; il Piccolo Richard, per la musica, è stato uno di quei semi. A seguire, quale omaggio, riportiamo le dichiarazioni di alcuni grandi della musica su Little Richard.

Nell'annuario del liceo un giovane Bob Dylan riporta l'ambizione della sua vita: "To join Little Richard". Ogni ulteriore parola è superflua.

Per Rod Stewart tutto ebbe inizio con Little Richard: "Il primo disco rock'n'roll che ho ascoltato è stato "The Girl Can't Help It" di Little Richard".

Il frontman dei Motorhead Lemmy Kilmister dichiarò: "Elvis ha ispirato le mie basette, ma Little Richard mi ha ispirato per la voce. Lui aveva la voce rock'n'roll più pura e gioiosa".

Anche Van Morrison era un grande ammiratore di Little Richard: "La prima canzone di Little Richard che ho ascoltato è stata "Tutti Frutti". No, era quella del film 'The Girl Can't Help It'. Little Richard faceva rhythm and blues, ma con i fiati. Era diverso da Elvis Presley e quindi l'ho preferito. Perché dovrebbe piacerti Elvis se puoi avere roba buona?"

"Il momento più emozionante della mia vita è stato quando sono salito sullo stesso palco con Little Richard", così parlò Keith Richards.

Jimi Hendrix una volta confessò il suo reale intento: "Voglio fare con la mia chitarra quello che Little Richard fa con la sua voce".

Come Bob Dylan, anche Paul Simon, ai tempi della scuola superiore, aveva un unico desiderio: "Quando ero al liceo volevo essere come Little Richard".

Un lapidario Elton John non ha alcun dubbio al riguardo: "I dischi di Little Richard erano i migliori dischi di Rock'n'Roll".

Pochi i dubbi anche per il tastierista dei Deep Purple Jon Lord: "Non ci sarebbero stati i Deep Purple se non ci fosse stato Little Richard".

Chiaro e limpido il pensiero di David Bowie sull'importanza rivestita da Little Richard nei suoi confronti: "Dopo avere ascoltato un disco di Little Richard, ho comprato un sassofono e sono entrato nel mondo della musica. Little Richard è stata la mia ispirazione".

Uno che di frontman se ne intende è Mick Jagger: "Avevo sentito dire così tanto delle reazioni del pubblico che pensavo ci fosse qualche esagerazione. Ma era tutto vero. Trascinava l'intera platea alla totale follia. Non c'è una sola frase per descrivere la sua presa sul pubblico. Non potevo credere al potere che aveva Little Richard sul palco. Era incredibile. Chuck Berry è il mio preferito, insieme a Bo Diddley, ma nessuno sul palco può battere lo show di Little Richard. Little Richard è il creatore e mio primo idolo".

Il 69enne Rob Halford dei Judas Priest ha un ricordo legato all'infanzia: "Quando ero bambino, mia zia portò un vecchio giradischi che non voleva più e lì c'erano alcuni singoli ed erano di Bill Haley & The Comets, Elvis Presley e Little Richard. La prima canzone che davvero mi colpì era di Little Richard, "Good Golly, Miss Molly". Da bambino, non sapevo cosa fosse, non avevo mai sentito quel tipo di musica prima, era elettrica, istantanea, solo la sua voce (...) È una grande canzone, sono le radici del rock'n'roll, è da dove nasce tutto".

Un altro rocker di lungo corso, Sammy Hagar, ha da dire una cosa: "Quando ho sentito la sua voce, sono rimasto senza parole. Adoro il modo in cui canta Little Richard. (...) È da qui che è iniziata l'intera faccenda. Ha un sacco di grandi canzoni, e anche giovane come ero quando l'ho sentito per la prima volta, mi sono detto, 'Cazzo, questa è una figata!'. Penso di averlo preso dalla collezione di dischi di mia sorella. È stato uno di quei momenti in cui metti qualcosa e diventi matto. Non c'è mai stato niente come Little Richard".

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