Steve Lukather e i Toto: 'Ecco perché ci odiano'

Il chitarrista della band di 'Hold the Line': 'E' per via del nostro coraggio'
Steve Lukather e i Toto: 'Ecco perché ci odiano'

Perché i Toto, che - a prescindere dai gusti personali - sono in pista con successo dal 1976, continuano a essere snobbati da parte di una consistente fetta di addetti ai lavori tanto da non figurare ancora nella Rock and Roll Hall of Fame, istituzione che ha accolto nel proprio pantheon figure anche meno rilevanti della band di "Hold the Line". Il chitarrista e leader della formazione losangelina Steve Lukather un'idea ce l'ha, e anche molto precisa, come emerso nel corso di un'intervista rilasciata dall'artista a Misplaced Straws.

"Perché loro odiano il nostro fegato, e lo odiano dal 1978", ha precisato Lukather: "La cosa buffa è che per la prima volta in 43 anni di carriera sono stato chiamato da Rolling Stone [l'edizione americana] per un'intervista. Quando è successo ho chiesto al mio ufficio stampa se si trattasse di una trappola. Perché Rolling Stone mi tirò addosso un sacco di merda quando militai nel gruppo di Ringo Starr. Ero nella band di Ringo e mi coprirono di merda. Poi un altro pagliaccio del cazzo scrisse [nel 2018] delle stronzate orribili su 'Africa', una canzone che - per inciso - è stata scritta nel 1981. E' del 1981 ma è ancora ovunque".

"E' come l'herpes", ha continuato Lukather: "Salta fuori quando meno te l'aspetti, ma allo stesso tempo è una pepita d'oro. Ma è la pepita d'oro del diavolo, che ora pende sulle nostre teste. E' come se la gente pensasse che il nostro valore sia limitato ad 'Africa' solo perché la conosce. Attenzione, però, perché abbiamo scritto molta altra roba".

A indispettire Lukather fu l'articolo di Rob Sheffield "How Toto’s ‘Africa’ Became the New ‘Don’t Stop Believin'", dove il brano venne definito "canzone ridicola per definizione, un'ode anni Ottanta all'Africa di un gruppo di giovani rocker di L.A. che non avevano mai messo piede in quel posto", corredato - come se non bastasse - da "un video incredibilmente razzista, indegno anche dei miserevoli standard degli anni Ottanta".

Diventato negli anni un vero e proprio standard mainstream rock, seppure ascrivibile ormai all'ambito "classic", "Africa" ha conosciuto una seconda giovinezza proprio nel 2018, quando i Weezer - cedendo a una campagna social avviata dai proprio fan - ne hanno realizzato una cover:

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