Franco Battiato a 45 giri: Astra (1978)

La storia dei 45 giri degli anni Sessanta e Settanta del musicista siciliano
Franco Battiato a 45 giri: Astra (1978)

1978 – Astra: ADIEU / SAN MARCO (45 giri, Elektra)

Gli anni sono passati, Franco si è misurato con l'elettronica e con la musica contemporanea.

Ma il nostro è un musicista troppo curioso e aperto per accontentarsi di rimanere chiuso nel solo ruolo del compositore “serio”. Mentre lavora al severissimo “Juke box” (1978) trova quindi modo di supervisionare un singolo di Ombretta Colli ("Pop star"/"La solfa del destino") e, soprattutto, scrive (insieme al suo nuovo braccio destro: il violinista Giusto Pio) gli arrangiamenti per lo spettacolo di Giorgio Gaber "Polli d'allevamento", che viene poi pubblicato su doppio LP. Stimolato da queste esperienze Battiato trova anche il tempo di concepire l'uscita di uno strambo singolo. Sembra infatti arrivato per lui il momento di pensare a qualcosa che possa ricominciare a lambire territori più pop. .


Per questo esperimento sceglie però di non usare il suo nome, si inventa bensì due pseudonimi, uno per sé, Albert Kui, e uno per il progetto: Astra, condiviso con Giusto Pio. A produrre il singolo si fa avanti l'etichetta americana Elektra Records, distribuita in Italia dalla Wea (gruppo Warner). 
In copertina è fotografatoil figlio di Giusto Pio, Stefano, vestito con un completo verde, espadrillas viola e una spilla gialla con l'immagine del Budda. Il giovane è seduto su uno scrittoio con in grembo una custodia per violino, davanti alle scenografie di un'opera in quel periodo in scena alla Scala di Milano.
Siccome i due protagonisti sono ben decisi a non apparire pubblicamente, Stefano Pio si vede costretto ad alcuni playback in trasmissioni televisive per la promozione del singolo.


"Adieu". Il brano è basato su un veloce moto perpetuo di violino quasi immediatamente raggiunto un secondo violino sovrainciso.

Dopo poco giunge un terzo violino che disegna una linea melodica e che introduce il ritmo dettato da basso e batteria. Il terzo violino nel frattempo ha cominciato a esporre il tema principale del brano, prima sulle note alte e poi su quelle più basse. A 1:00 la voce di Battiato fa la sua comparsa sovrapponendosi ai violini. Il testo è in lingua francese, con immagini che a volte non hanno nessuna attinenza l'una con l'altra. Una serie di parole che servono più a creare flash mentali che a raccontare una storia, in breve il primo testo “a collage” del nostro: “Vecchi hotel / di periferia / come il miele / sul muro a cantare / vita su strade deserte. / Buono se lo è, / il treno dell'addio / mia nonna / somma arcobaleni / il giardino del paradiso superbo. / Il mio mestiere / fare il musicista / flusso di ferro / come i percorsi / di bianco e blu / suono il violino come Einstein”.
A 1:30 la melodia principale viene armonizzata da un organo Hammond e poi da un pianoforte. A 2:00 fa la sua ri-ricomparsa anche il sintetizzatore EMS e poi, a 2:29, torna la voce. La citazione di Einstein nel testo e la coda, che da 2:59 vede il sintetizzatore sul proscenio, anticipano di un paio di anni il finale di "Passaggi a livello", da “Patriots”. 
La melodia di "Adieu" verrà ripresa nel brano "Canterai se canterò", inciso da Catherine Spaak per il lato B del singolo "Pasticcio" (1979). Un ulteriore uso di questa melodia è riscontrabile in "Una storia inventata", canzone interpretata da Milva nel suo album “Svegliando l'amante che dorme” (1989).

 

"San Marco". Inizia con un lieve adagio per pianoforte e violino. Poco dopo entra la voce, con un testo ancora una volta in francese che racconta di suggestioni veneziane: “Il giovane / la pelle bianca / la sciarpa marrone / una domenica mattina in Piazza San Marco. / Era il risveglio di un giovedì sconosciuto, / la fantasia delle sere passate in compagnia. / Il giovane, pieno di libri come un filosofo, / il corpo così bello che avrebbe dovuto andare nudo. / Era il risveglio di un giovedì sconosciuto, / il loro ricordo / L'ultimo valzer di un cappotto marrone. / Buona fortuna, / arrivederci ai vini e alle promesse!”.
La ritmica è qui realizzata con colpi sulla cassa di risonanza del pianoforte. A 1:14 un violino si anima e si lancia in una parte più vivace mentre un altro continua la sua larga esposizione del tema. A 1:50 torna la voce di Battiato che qui utilizza un megafono, come in futuro farà su "Bandiera bianca".

Fabio Zuffanti

Il testo è tratto da "Franco Battiato: Tutti i dischi e tutte le canzoni, dal 1965 al 2019" di Fabio Zuffanti, pubblicato da Arcana, per gentile concessione dell'autore e dell'editore. (C) 2020 Lit edizioni s.a.s.

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