Genesis, la storia di "Squonk"

"A trick of the tail", il settimo album in studio dei Genesis, il primo senza Peter Gabriel, è uscito il 13 febbraio del 1976, 45 anni fa. Lo ripercorriamo canzone per canzone.
Genesis, la storia di "Squonk"

Batteria dura e note cupe di bassi a pedale scandiscono il ritmo su cui Mike spara il suo riff di chitarra ritmica elettrica (con un
piccolo trucco: le corde Mi sono accordate in Re), subito doppiata da Steve e dalle tastiere di Tony.

Su questa struttura (e rifiniture di sintetizzatore) si arrampica una melodia vocale tutt’altro che semplice. Le strofe comprendono anche un inciso con gradevoli scale di basso elettrico, seguito da un breve botta e risposta fra i riff di chitarra ritmica (rifiniti da Steve, che usa anche l’effetto tremolo) e i raccordi delle tastiere.
Dopo la ripetizione di tutta la struttura, sopraggiunge una variazione più melodica, con gli arpeggi di Steve e una differente
melodia del canto di Phil, seguita da una fase di attesa con basso pulsante e batteria e cambi di accordi all’organo. Questo precede l’ultimo ripiego del brano, che sfuma su scale di basso e una linea melodica di lead guitar.


Ma come nasce questa canzone? Rutherford: “Avevo il riff, ma non ero convinto che fosse abbastanza buono. Quando lo proposi agli altri, però, mi dissero tutti che valeva la pena provarla, ed effettivamente prese forma in sala prove con l’aiuto di Tony, che scrisse la parte centrale, quella più soft. Questo dimostra come il gruppo mi aiuti come compositore: non sapevo cosa fare del mio riff perché non lo vedevo come lo sentivano loro”.
Collins: “Entrai in studio e Mike aveva scritto questa melodia piuttosto goffa.

Poi improvvisamente me ne venni fuori con la frase ‘like father, like son’ in una vocalità quasi bluesy. Una cosa improvvisata che fu però abbastanza da farci fermare il nastro e ricominciare, perché stava prendendo corpo. Improvvisamente, tutti percepimmo che dalla sala di controllo si stava sprigionando un’energia”.
Banks: “Io e Mike avevamo sentito una canzone in radio durante un viaggio in auto in Germania, di cui ci piacque in particolare il suono di batteria. Più tardi scoprimmo che si trattava di 'Kashmir' dei Led Zeppelin. La facemmo ascoltare a Phil chiedendogli di provare quel sound. Non riuscimmo a ottenerlo, ma almeno ne riproducemmo l’incedere lento e maestoso”.


Mike è anche autore del testo, ispirato a un animale che non ha scampo: rattristato dalla sua bruttezza piange di continuo, rendendo facile la vita dei cacciatori che possono raggiungerlo semplicemente seguendo le tracce lasciate dalle sue lacrime. Quando viene catturato, si dissolve in una pozza di lacrime.
Rutherford: “Passo molto tempo nelle librerie e mi piacciono molto le storie sulla mitologia, che a volte mi danno spunti per i testi. Un giorno mi sono imbattuto in questo animale. Ne ho espanso la storia ma senza cambiarne il nome, perché era un titolo perfetto per la canzone”.


Suonata dal vivo integralmente per quattro tour consecutivi: 1976, 1977, 1978 e 1980. Nel "Duke tour", però, il brano viene eseguito singolarmente solo nella prima branca teatrale inglese (nel prosieguo è collegato alla prima parte di "Dancing With The Moonlit Knight"). Dopo due tour di pausa, un paio di strofe di "Squonk" tornano in scaletta nella prima parte del "Mama tour", fino al dicembre 1983, all’interno del medley di "Eleventh Earl Of Mar".

Mario Giammetti


Il testo è tratto da "Genesis - Tutti gli album tutte le canzoni" di Mario Giammetti, pubblicato da Il Castello, per gentile concessione dell'editore.

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