Bruno Lauzi, il piccolo grande uomo della canzone italiana

Il musicista compositore paroliere traduttore scrittore cabarettista è mancato 14 anni fa.
Bruno Lauzi, il piccolo grande uomo della canzone italiana

Il 24 ottobre 2006 all'età di 69 anni moriva Bruno Lauzi. Né prima né dopo la sua morte crediamo abbia ottenuto i riconoscimenti che meritava. Musicista compositore paroliere traduttore scrittore cabarettista, forse ha commesso l'errore di non darsi mai abbastanza importanza, e così non gliene hanno data abbastanza nemmeno gli altri. Ma la sua impronta sulla musica italiana non è meno profonda, anzi, di quella lasciata da colleghi più celebrati e più ricordati, in vita e in morte. Avremmo potuto scegliere molti modi per onorarlo, e probabilmente quello che abbiamo scelto non è quello che lui avrebbe preferito; ma in fondo è giusto che, soprattutto a chi non l'ha conosciuto, raccontiamo chi è stato attraverso le sue canzoni più note, quelle che sono state in classifica nel corso di quarant'anni e più di carriera.

Il musicista genovese, ma era nato all'Asmara (Etiopia), si mise in luce con il suo quarto 45 giri "Ritornerai/Fa' come ti pare". Il disco pubblicato nel novembre 1963 entrò in classifica l'anno successivo, nel 1964, raggiungendo la sedicesima posizione. Venne poi incluso nel suo secondo album, uscito nel 1965, "Ti ruberò".

Nel 1965 Lauzi partecipa al festival di Sanremo con la canzone "Il tuo amore". In quella edizione le canzoni degli interpreti di casa nostra dovevano essere eseguite anche da un interprete straniero, Lauzi era accoppiato al cantante statunitense Kenny Rankin che venne chiamato all'ultimo momento a sostituire Dionne Warwick. Per la cronaca quella edizione della manifestazione ligure venne vinta da Bobby Solo in coppia con la band dei New Christy Minstrels con "Se piangi se ridi". "Il tuo amore" non riuscì a qualificarsi per la serata finale, ma raggiunse il ventunesimo posto nella classifica di vendita italiana. Anche questo brano, come "Ritornerai", è inserito nel secondo album "Ti ruberò".

Nel 1970 inizia a collaborare con Mogol e Lucio Battisti. Il primo frutto della nuova unione è "Mary oh Mary", brano che raggiunge la ventitreesima posizione in classifica. La canzone è inserita nel suo sesto album, del 1970, "Bruno Lauzi". Nel disco vi suonano Franz Di Cioccio alla batteria, Damiano Dattoli al basso, Flavio Premoli alle tastiere, Mario Lavezzi alla chitarra e Andrea Sacchi alla chitarra.

L'anno successivo Bruno Lauzi conosce per la prima e unica volta in carriera il primo posto della classifica con un altro brano della premiata coppia Mogol/Battisti, "Amore caro amore bello" che darà il titolo anche al suo settimo album pubblicato nel settembre del 1971.

Nel 1972 torna in classifica con un altro brano firmato Mogol/Battisti, "L'aquila", che porta Bruno Lauzi fino al quindicesimo posto della chart di casa nostra.

Nel 1975 con la canzone di Paolo Conte "Genova per noi", che aveva come lato B "Vicoli", giunge all'undicesima posizione. L'anno precedente Lauzi aveva già pubblicato un altro brano del cantautore astigiano, "Onda su onda".

Nel 1976 Bruno Lauzi torna nella top ten della classifica, al quarto posto con "La tartaruga", canzone di cui scrive il testo su musica di Pippo Baudo e arrangiamento del maestro Pippo Caruso. Il brano, destinato a un pubblico di bambini, era la sigla dell'anteprima del programma televisivo condotto dal presentatore siciliano 'Un colpo di fortuna'.

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