Cesare Cremonini: "Anche nei piccoli locali mi sono sempre sentito come a San Siro"

La seconda parte della videointervista esclusiva di Rockol
Cesare Cremonini: "Anche nei piccoli locali mi sono sempre sentito come a San Siro"

Rockol ha incontrato faccia a faccia Cesare Cremonini, per farsi raccontare i suoi primi vent'anni di carriera nella musica e i suoi progetti per i prossimi vent'anni.


Il tuo tour 2020 è stato rimandato. Che succederà nel mondo dei concerti dal vivo?

E’ un momento difficile, lo sappiamo. Credo che sia necessario cercare di comprendere le difficoltà di ogni parte coinvolta: le agenzie, gli artisti, il pubblico. 

Rispetto ai live, pensi che i concerti in streaming possano avere un futuro?

Non posso parlare per una generazione nuova, che ha con il digitale un rapporto così diverso da quello che ho io. Per quanto mi riguarda, la mia risposta è no.

Dei tuoi concerti, qual è quello che ricordi in particolare?

La mia carriera live è stata diversa e variegata. Sono passato dai palasport gremiti, con i Lunapop, ai piccoli locali dei miei primi concerti da solista, che sono stati la gavetta che prima non avevo fatto. E’ stata una ricostruzione lenta, che però mi ha riportato prima di nuovo nei palasport e poi finalmente negli stadi, che erano il sogno della mia vita. Ma in ogni concerto, anche quelli nei piccoli locali, io mi sono sempre sentito come se fossi a San Siro.

Social network: che succede? Dove stiamo andando?

I social sono interessanti, sono utili perché facilitano lo scambio di informazioni. Ma la scrittura è un processo delicato che non va interrotto, e in queste fasi dai social network mi distacco. Se vuoi un mio parere forse un po’ drastico, penso che i social dovrebbero essere, se non proibiti, almeno molto controllati, per quanto riguarda la possibilità di usarli da parte dei minorenni.

I testi delle canzoni devono essere “politicamente corretti”? Ed è ragionevole pensare di censurarli nel caso non lo fossero?

Le parole sono importanti, e vanno comprese nel loro significato. Se vedo qualcosa di peggio della censura, è l’autocensura. Che è un atteggiamento che cerco di evitare.

Chi sono secondo te i più grandi artisti della canzone italiana? E chi sono le più grandi star della canzone italiana?

Alla prima domanda rispondo Lucio Battisti e Lucio Dalla. Alla seconda Vasco Rossi e Jovanotti.

E Cesare Cremonini dove sta?

Cremonini sta, o almeno cerca di stare, fra i musicisti come Ennio Morricone, Piero Piccioni, Piero Umiliani, Nino Rota, e Vasco Rossi. Lucio Dalla e Jovanotti; questi sono i nomi che mi hanno più influenzato. E’ una sfida difficile, ma le sfide difficili sono quelle che preferisco.

Quanti nemici ti sei fatto in questi vent’anni di professione?

Eh, non lo so. Il campo da gioco è piccolo, la competizione è forte, e spesso il rispetto reciproco viene a mancare. “Nemici” forse è una parola troppo forte. Ma l’ostilità di alcune persone indubbiamente la avverto.

A vent’anni dall’inizio, come vedi il tuo arco di produzione artistica?

Io vedo il mio come il percorso di qualcuno che ricerca. Lo dimostra, credo, la mia discografia, che è estremamente varia. Solo sul tragitto lungo penso – e spero -  che si riuscirà a capire che il mio percorso ha avuto uno sviluppo coerente.

 

La prima parte dell'intervista a Cesare Cremonini è stata pubblicata qui.
 

"Anche nei piccoli locali mi sono sempre sentito come fossi a San Siro" - L'intervista esclusiva, seconda parte
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