Cesare Cremonini: "Ho ricostruito il mio futuro prima ancora di viverlo"

La prima parte della videointervista esclusiva di Rockol
Cesare Cremonini: "Ho ricostruito il mio futuro prima ancora di viverlo"

Rockol ha incontrato faccia a faccia Cesare Cremonini, per farsi raccontare i suoi primi vent'anni di carriera nella musica e i suoi progetti per i prossimi vent'anni.

Sei in un momento di spartiacque per la tua vita e per la tua carriera: è così?

Lo è, e coincide anche con un momento di spartiacque anche per la nostra storia; la pausa che ci è stata imposta dal lockdown mi ha spinto a riflettere molto. In questo anno in cui ho compiuto vent’anni di carriera e quarant’anni di vita ho resettato, ho abbandonato molte cose del mio passato, ho – anche dolorosamente – cambiato la mia famiglia professionale. Ho ricostruito il mio futuro prima ancora di viverlo. E siamo qui anche per parlare di questo.

Ti porto allora in un giorno della tarda primavera del 1999, al Teatro Nuovo di San Marino; io c’ero, ed ero il presidente della giuria che scelse i Lunapop come miglior concorrente giovane in gara quell’anno. 

Quello che mi viene in mente quando penso al Festival di San Marino del 1999 è il viaggio – sia quello di andata sia quello di ritorno. Da Bologna andammo a San Marino con la mia prima automobile, percorrendo la A14 con lo spirito di chi va in vacanza, con gli strumenti musicali che uscivano dal tettuccio della mia 500. Ricordo gli incontri in camerino con Carmen Consoli, gli Stadio, le star della musica pop italiana dell’epoca.

E quando arrivò il grande successo del vostro primo (e unico) album?

Ricordo che pensai: ‘Adesso sono cazzi’. Mi rendevo conto di aver di fronte una forte responsabilità per il futuro. Adesso capisco meglio cos’è per me il successo: ed è sapere di poter lasciare un segno nel mondo in cui si svolge l tuo lavoro.

In una delle tue ultime canzoni dici “non leccarmi il culo”. L’adulazione come la vivi? E come vivi le critiche?

L’adulazione è un problema, così come lo è la cattiveria gratuita. Personalmente ho sempre dato importanza ai giudizi di pochissime persone, ma mi sono accorto che il critico più feroce di quello che faccio sono io. 

Un po’ ti dispiace, da musicista, che quando si parla delle canzoni dei cantautori si finisca col parlare più delle parole che della musica?

La lingua italiana è un valore forte, e un passato ingombrante. Questo ci condiziona, perché sui testi delle canzoni italiane siamo più severi rispetto ai testi delle canzoni anglosassoni. E comunque considerare separatamente il testo e la musica di una canzone è sbagliato, perché la canzone è un tutt’uno.

Hai detto in un’intervista a Rockol: “La musica sta cambiando perché sta cambiando il modo in cui la stiamo ascoltando”. E’ una deriva alla quale dobbiamo rassegnarci, o alla quale dovremmo cercare di opporci?

Oggi lo streaming nutre la discografia, che riesce a fare ancora dei numeri grazie alle canzoni popcorn, le canzoni chewing gum. Però l’artista che scrive grandi canzoni è ancora fondamentale per la discografia, ed è attraverso la coerenza che ci si costruisce una carriera, anche nella prospettiva dei live.

Oggi tu sei in sostanza il produttore indipendente di te stesso.

In realtà lo sono sempre stato: fin dal primo mio disco da solista sono sempre stato in licenza con una multinazionale, che mi offriva servizi di distribuzione e promozione; con il mio produttore eravamo soci, e interlocutori dell’etichetta, non dipendenti. E’ stato per me un grande vantaggio, del quale non posso che essere grato a chi mi ha gestito e che mi ha sempre difeso la mia libertà artistica. Da pochi giorni ho firmato il mio futuro, per tre album, con la Universal, ma garantendomi la mia autonomia produttiva. Io mi considero un artigiano, ecco.

Per il tuo prossimo futuro dobbiamo aspettarci un anno di maggese o c’è già un nuovo raccolto in arrivo?

In questo momento sento l’esigenza di seminare per far germogliare cose nuove e importanti. Non ho urgenze, ma nemmeno penso di stare fermo a lungo.

 

La seconda parte dell'intervista sarà pubblicata giovedì 15 alle ore 10.00.

 

"Anche nei piccoli locali mi sono sempre sentito come fossi a San Siro" - L'intervista esclusiva, seconda parte
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