The Andre: la recensione del suo libro "Io è un altro"

Il "misterioso" cantautore si racconta (a modo suo)
The Andre: la recensione del suo libro "Io è un altro"

La vita del recensore di libri di argomento musicale non è tutta rose e fiori - soprattutto se sei uno di quei recensori (a volte mi pare di essere l'unico) che i libri che recensisce li legge per intero, e non si limita a ricopiare, magari, ma non sempre, rimaneggiandolo un po', il comunicato stampa che li accompagna.
Una delle esperienze meno gratificanti è recensire (e quindi aver letto prima di recensire) uno dei tanti, troppi libri che portano in copertina, come nome dell'autore, quello di un personaggio della scena musicale.


Nella stragrande maggioranza dei casi, quei libri sono - come dire? - inutili (ed è un complimento).
Sarebbe ingeneroso farne i nomi e i titoli, quindi me ne astengo - come mi sono astenuto, per bontà d'animo, dal recensirli.
Sono inutili quando sono troppo didascalici; nel senso che raccontano, solitamente in toni autoelogiativi - autoelogiativi se l'autore del libro è davvero quello che la copertina sostiene che l'abbia scritto, cosa che in molti casi non avviene, perché la stesura è stata affidata a un "negro" (scusate la parola per nulla politically correct, ma in editoria si è sempre detto così; diciamo allora un ghost writer, che è in inglese e fa fino) - la vita e la carriera del protagonista.
Sono inutili quando cercano di far credere che l'autore sia una persona di grande profondità intellettuale, ed esplorano tematiche come la Musica (scritto con la maiuscola) o la Vita (scritto sempre con la maiuscola) o altri Grandi Argomenti, rivelandosi ahimé dei pipponi senza costrutto (sia che li abbia scritti l'autore ufficiale, sia che li abbia scritti un ghost writer).
Sono insomma libri destinati ai fan, che di solito sono di bocca buona, e pubblicati nella speranza che i fan li acquistino (che poi li leggano anche non importa, basta che abbiano speso i soldi del prezzo di copertina).


Tutte queste malinconiche considerazioni mi si sono affollate alla mente ricevendo il libro di cui scrivo qui, e che aveva tutta l'aria di far parte della categoria sopra descritta.
Così, quando ho iniziato doverosamente a leggerlo, le mie aspettative erano, diciamolo, non particolarmente alte.
E invece! (il punto esclamativo non lo uso quasi mai, ma qui ci vuole), e invece questo piccolo libro di 120 pagine è molto ben scritto, molto spiritoso, molto divertente. Riepiloga l'itinerario percorso fin qui nell'industria musicale da un giovanotto che partendo da una grande idea (ricantare con la voce di De André le canzoni della trap) è approdato a una carriera personale da cantautore (scusate la parola desueta) personale e originale. E lo fa con un linguaggio colto ma non spocchioso, con un'attitudine autoironica, con una lucidità da persona matura che mi hanno prima sorpreso poi convinto.  Del resto, se Bergamonews non mente il ragazzo è laureato in lettere moderne, e da come mette insieme le frasi si direbbe che abbia speso bene gli anni dell'università.
Tanto che l'unica ragione per la quale al voto massimo, cinque stelle, ne manca mezza,  è che avrei voluto che il libro non finisse così presto.
(Prima che malignamente lo pensiate, vi assicuro che non conosco di persona The Andre e che quello che ho appena scritto non è un articolo promozionale).
"Io è un altro" costa solo 14 euro, lo pubblica l'editore People, e se vi fidate un po' di me dovreste leggerlo anche voi.

Franco Zanetti

Dall'archivio di Rockol - The André, "Canzone dell'affitto" in versione #NoFilter
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