Killers: l'indagine sugli abusi sessuali in tour non trova alcuna conferma

Dopo le pesanti accuse di una fonica un pool di legali della band di Las Vegas ha condotto una inchiesta che ha portato a un nulla di fatto.
Killers: l'indagine sugli abusi sessuali in tour non trova alcuna conferma

La settimana scorsa i Killers hanno avviato un'indagine interna per le accuse di cattiva condotta sessuale presentate contro la loro crew in tour. Le accuse, avanzate da un tecnico del suono di nome Chez Cherrie, assunto per lavorare nel tour della band di Las Vegas del 2009, circostanziavano dettagliati comportamenti abusivi e misogini verificatisi in un camerino di Milwaukee.

Gli avvocati della band, studio Reynolds & Associates, condotta una inchiesta sui fatti hanno rivelato il risultato delle loro indagini. Dopo avere intervistato band, touring management, assistenti di produzione, lo staff della venue del concerto di Milwaukee e altro personale passato e presente, il team legale afferma di non aver trovato prove a sostegno delle affermazioni di Cherrie. Stando al racconto della fonica, vi era una ragazza chiusa in un camerino, a disposizione di chiunque volesse abusarne: bastava scrivere il proprio nome su un elenco affisso fuori dalla porta.

L'indagine degli avvocati sostiene che non è stata trovata "alcuna conferma" per quanto riguarda il presunto incidente di Milwaukee. Il team legale dichiara che "Non è stato possibile confermare che ci fosse un elenco collocato su una qualsiasi porta o in qualsiasi spogliatoio. Nelle dichiarazioni fornite, il personale della sede in questione ha osservato che gli spogliatoi non sono, e non sono mai stati, etichettati in ordine alfabetico, e in quel momento gli spogliatoi erano interconnessi e senza porte. È stato anche stabilito dalla crew e dal tour management che all'arrivo in qualsiasi locale gli spogliatoi sono etichettati in modo uniforme con i nomi della band".

Inoltre, la security della venue di Milwaukee ha confermato agli avvocati dei Killers che nessuno "ha accennato a una ragazza ubriaca e nuda nel camerino". Il team del catering del locale "ha anche affermato di aver visitato tutti gli spogliatoi più volte durante il giorno e la sera al fine di rifornire bevande, cibo e riordinare. Hanno dichiarato che in nessun momento hanno visto o sentito parlare di una donna ubriaca o nuda in un camerino, una cosa di tale genere sarebbe stata immediatamente comunicata via radio a tutti i membri della produzione e della security.”

I legali dei Killers hanno trovato "la donna inserita nella lista degli ospiti dello show di Milwaukee" quella che Cherrie ha dichiarato di "credere fermamente che questa ospite femminile fosse ubriaca e nuda in un camerino." Secondo il ricordo di questa donna, lei e un'amica erano nel backstage e "non hanno vissuto, testimoniato o sentito parlare di una violenza sessuale".

L'inchiesta ha rilevato che dai membri della crew del 2009 "a volte veniva usato un linguaggio volgare e che occasionalmente venivano fatte e perpetuate battute grossolane", ma "il comportamento può essere attribuito a una piccola parte della crew e non all'intera produzione.” E continua ancora, "Il Tour Management ha dichiarato di essere diventato sempre più vigile su questo fronte nel corso degli anni fornendo la documentazione che certifica che il linguaggio aggressivo o dispregiativo della crew comporta il ​​licenziamento".

Gli avvocati dei Killers hanno concluso sottolineando che "Questa particolare accusa è stata profondamente inquietante per tutti i membri del team del tour che hanno dichiarato all'unanimità che non avrebbero né ignorato né dimenticato un evento di questa natura". A causa di queste accuse, "I Killers hanno in programma di agire immediatamente per i tour futuri". Chiedono inoltre che se esistono persone che possono fornire ulteriori informazioni su casi come quello descritto nell'accusa di Chez Cherrie di contattarli, verrà rispettata la privacy.

In una dichiarazione affidata ai social network in risposta alla valutazione del pool legale dei Killers, Chez Cherrie ha scritto di avere "sentimenti discordanti ma di essere loro grata che, come organizzazione, abbiano preso sul serio la mia esperienza e si siano mossi a indagare e potenzialmente a fare in modo che ciò non accada mai più". Cherrie ha però aggiunto che "ci sono alcune generiche affermazioni sulle quali non sono d'accordo, ma poiché non sono interessata a fare nomi e ad accusare pubblicamente determinate persone, non sono sicura che ci sia altro da discutere qui".

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