David Bowie voleva incidere una cover di Bruce Springsteen ma poi...
Ci fu una volta in cui David Bowie e Bruce Springsteen, nonostante la grande stima che avevano l'uno dell'altro, la videro in maniera diversa. E' una storia che risale al 1973. Il Boss all'epoca aveva pubblicato un solo album, “Greetings from Asbury Park, N.J.” (leggi qui la nostra recensione), forse era il futuro del rock'n'roll ma non in molti ne erano ancora al corrente. Al contrario di Bowie che, nonostante avesse solo un paio di anni più di Springsteen, aveva alle spalle ben altra carriera e più di un successo, su tutti “Ziggy Stardust” (leggi qui la nostra recensione).
Nel 2016 lo storico produttore di Bowie, Tony Visconti, rivelò al magazine Uncut che il Duca Bianco durante le sessioni di registrazione di “Young Americans” - il nono album del cantautore inglese pubblicato nel marzo 1975 - provò anche la canzone di Springsteen “It’s Hard To Be A Saint In The City”, brano incluso nel disco d'esordio del musicista del New Jersey, forse con l'intenzione di inserirla nella tracklist finale.
La canzone, un giorno, venne suonata alla presenza del suo autore e qualcosa dovette accadere...questa la testimonianza di Visconti: “David lo portò in un'altra stanza per una conversazione privata. Quando Bruce se ne andò fu gentile e ci salutò tutti. Dopo quel giorno io e David non lavorammo più su "Saint", anche se venne finita o ri-registrata con qualcun altro". La versione di “It’s Hard To Be A Saint In The City” di David Bowie avrebbe visto la luce solo nel 1989 quando uscì il box “Sound+Vision”, ma non era la versione del 1973.
Il medesimo episodio venne raccontato anche da Bruce Springsteen, che il 16 gennaio 2016, qualche giorno dopo la morte di Bowie, avvenuta il 10 gennaio, in concerto a Pittsburgh dal palco lo ricordò davanti al pubblico: "Dedichiamo un momento alla scomparsa del nostro buon amico David Bowie. Non molte persone lo sanno, ma ha registrato la nostra musica molto tempo fa, all'inizio del 1973. Mi telefonò e andai a trovarlo a Philly mentre stava registrando “Young Americans”. Fece la cover di “It’s Hard to Be a Saint in the City” e “Growin’ Up”, ed è stato un nostro grande fan. Presi il Greyhound bus fino a Philadelphia... Ad ogni modo, pensiamo a lui". E per ricordarlo riprese il concerto sulle note di "Rebel Rebel".