Canzoni italiane dal 2000 al 2020: “Charlie fa surf” dei Baustelle

Raccontiamo venti canzoni italiane pubblicate nell’ultimo ventennio, attraverso le schede scritte da Vincenzo Rossini.

Canzoni italiane dal 2000 al 2020: “Charlie fa surf” dei Baustelle

“Charlie fa surf” dei Baustelle, da “Amen”, Warner Atlantic, 2008

Pur non essendo certo il primo seminario sulla gioventù dei Baustelle, “Charlie fa surf” innesca un dibattito vibrante al tempo della sua uscita, dovuto in parte anche a un diffuso sentimento di aspettativa mista a diffidenza nei confronti della band, dopo che “La malavita” (2005) aveva sfondato la barriera dell’indie. Per i detrattori che volevano la band destinata ad affondare nel proprio snobismo, la scelta di prendere ispirazione da “Charlie Don’t Surf”, opera di Maurizio Cattelan che raffigura un ragazzino incappucciato, messo al muro e inchiodato con le matite a un banco di scuola, rese praticamente fisiologico, nel momento in cui la canzone cominciò a mitragliare le tv musicali, l’innescarsi di una serie di domande mosse con una certa veemenza, ad esempio: chi è il bersaglio di “Charlie fa surf?” Chi è Charlie? Da che parte sta Bianconi? E altre amenità varie tipicamente destinate a tutti quegli atti artistici capaci di avere un impatto nell’immaginario comune.

Oggi che “Charlie fa surf” è riconosciuto come classico, si conviene sulla sua natura ambigua e duplice, confermata dallo stesso Bianconi. Da un lato è una canzone sull’indole ribelle come gesto di rivolta contro le sovrastrutture, espressa tuttavia in termini che, in bocca al cantante, acquistano un senso posticcio e parodistico (“Come a dire: se Battiato canta ‘amore, amore, amore’ è un conto, se lo canta Mino Reitano è un altro. Col massimo rispetto per entrambi”, lo stesso Bianconi su “Rockit”). Da un altro punto di vista è una requisitoria sul conformismo e l’imbarbarimento degli stessi giovani che Charlie rappresenta, veicolata con una durezza che finora i Baustelle avevano risparmiato verso la categoria.

Le due dimensioni convivono nella forma musicale, costruita su contrasti stridenti. La strofa dà voce a Charlie tra aspirazioni e affettazioni gergali (“Io non voglio crescere / andate a farvi fottere”), mentre il ritornello passa al livello della condanna, tra esortazioni ecumeniche e paternalismi arcaici (“non abbiate pietà / una mazza da baseball / quanto bene gli fa”). Persino l’emopunk pastoso e uniforme della parte ritmica deve convivere con un’anima pseudo-classica mantenuta pulsante da un’arpa, usata in chiave in parte grottesca, come per rievocare l’arcaismo delle istituzioni moralizzatrici, e in parte enfatica, una sottolineatura in fondo tragica di questa crocifissione del povero Charlie, salutata nella coda finale da corni e ottoni come una marcia funebre, alleluia alleluia.

Oggi le obiezioni che furono mosse all’epoca farebbero sorridere: perché il retaggio del dibattito sull’organicità dell’artista di ispirazione novecentesca è superato, perché i Baustelle furono accreditati dalla stessa comunità che sollevava i maggiori dubbi (“Amen” è il primo album di una band a vincere la Targa Tenco per il miglior album) e poiché, semplicemente, siamo in un’era in cui l’istituzione-famiglia giustifica e difende Charlie, anche quando si macchia oggettivamente delle peggiori nefandezze. Eppure gli attuali “maestri del buon senso” assomigliano molto a quel “mondo di grandi e di preti”: come il repertorio classico dei “cattivi nemici” (il metal, il punk) è stato sostituito da altri gerghi (la trap), l’accusa di “vuoto conformista” nei confronti dei ragazzi è sempre un buon pretesto per tirare fuori le mazze da baseball. Ancora più ora che hanno la consistenza impalpabile dell’odio sociale.

(testo: Francesco Bianconi, musica: F. Bianconi, Claudio Brasini / © Universal Music / Warner Chappell)

(Vincenzo Rossini)

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Domani scriveremo di “Vieni a ballare in Puglia” di Caparezza

Abbiamo già pubblicato:

"Il timido ubriaco" di Max Gazzé

"La descrizione di un attimo" dei Tiromancino

"Tutti i miei sbagli" dei Subsonica

"L'ultimo bacio" di Carmen Consoli

"Xdono" di Tiziano Ferro

"Luce (Tramonti a Nord Est)" di Elisa

"Io sono Francesco" di Tricarico

"PadreMadre" di Cesare Cremonini

"Salirò" di Daniele Silvestri

La scheda è tratta, per gentile concessione dell’autore e dell’editore, da “Unadimille – 1000 canzoni italiane dal 2000, raccontate”, edito da Arcana, al quale rimandiamo per le altre 980 schede.

(C) Lit edizioni di Pietro D'Amore s.a.s.

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Dall'archivio di Rockol - raccontano "L'amore e la violenza vol. 2"
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