Jovanotti, nuova musica per "Non voglio cambiare pianeta", il docu-trip su RaiPlay

In arrivo dal 24 aprile sulla piattaforma video il documentario sul viaggio in Sudamerica, tra natura, poesia e una colonna sonora inedita composta in quarantena
Jovanotti, nuova musica per "Non voglio cambiare pianeta", il docu-trip su RaiPlay

Tra gennaio e febbraio il mondo sembrava un posto normale: così Jovanotti, armato di una bicicletta, una GoPro, un iPhone e poco altro, è volato in sudamerica, per 40 giorni e 4000 km. Tutto questo è diventato un racconto, a 22 anni da "Il grande boh!", il libro con cui nel '98  Il cantautore toscano aveva iniziato la sua attività di narratore di viaggio. Segno dei tempi: "Non voglio cambiare pianeta" è un documentario a puntate diffuso su piattaforma video: sarà disponibile dal 24 aprile su RaiPlay. Jovanotti l'ha presentato oggi alla stampa con una videoconferenza, assieme a Fabrizio Salini, amministratore delegato Rai, ed Elena Capparelli, direttore di RaiPlay. "Questo è il primo progetto con Lorenzo, spero ne seguiranno altri: è un innovatore naturale", ha aperto Salini. "Abbiamo iniziato a parlarne a dicembre, quando è venuto ospite all'ultima puntata di VivaRaiPlay", ha spiegato Elena Capparelli. "Poi il tutto si è svolto tra gennaio e Febbraio mentre noi eravamo a Sanremo. È importante anche in questa fase offrire intrattenimento e contenuti diversi. È un racconto di viaggio e abbiamo deciso di pubblicarlo prima possibile in questo periodo in cui non ci possiamo muovere".

Il "docu-trip" consta di 15 puntate +1 di circa 15 minuti l'una, divisi per tappe e per chilometri più il ritorno - non è stato specificato se saranno rese disponibili tutte assieme o pubblicate periodicamente. Prende il titolo da una poesia di Pablo Neruda, "Il pigro": ogni episodio si conclude con la lettura di un classico: Primo Levi, Jorge Luis Borges, Antonio Machado e Luis Sepúlveda, tra gli altri. "Sono tanti anni che faccio questi viaggi anche un po' estremi, è sempre stata una grande passione, anche prima della musica. Arrivata la fine di Jova Beach Party mi sentivo alla fine di una cosa e all'inizio di un nuovo modo di stare dentro il mio lavoro, e la prima cosa che ho pensato è di stare sulla strada, perché è lì che trovo le risposte. Avevo in mente di girare qualcosa, ma senza un obbiettivo. Andando avanti ho capito che la telecamerina era un po' come il pallone di Castaway, a cui raccontavo delle cose e mi sono trovato con 60 ore di girato in una natura meravigliosa. Sono tornato, appena sbarcato a Fiumicino mi hanno misurato la temperatura e ho capito cosa stava succedendo, e ho pensato che c'era una storia che potevamo raccontare in questo periodo di chiusare in casa. Così abbiamo realizzato tutto in fretta in questo periodo di emozioni e sensazioni altalenanti".

"Non voglio cambiare pianeta" è stato prodotto da Soleluna, montato e diretto da Michele Maikid Lugaresi e realizzato con Federico Taddia, contiene musiche originali di Jovanotti, incise nella sua casa di Cortona durante la quarantena, da dove si è svolto in questo periodo il "Jova House Party" in diretta instagram. “Mi sono preso la libertà di dare musica alle immagini Senza regole, senza troppi pensieri. Lasciando spazio agli errori, alle imperfezioni, all’energia del momento. La musica e la bicicletta sono così simili: più ci sei dentro e più ti vedi da fuori, più ti concentri e più la testa prende direzioni inattese”, racconta. Sono presenti cover, rielaborazioni, nuove canzoni e brani strumentali . "La colonna sonora è stata bellissima, perché non avevo il vincolo della canzone. L'ho fatta in maniera quasi psichedelica, commentando le immagini con la musica. Non è stato comunicato se questa colonna sonora avrà una vita a se stante e verrà pubblicata separatamente;"Non credo verrà pubblicata ma i miei fan si divertiranno ad ascoltarla", ha detto in conclusione Lorenzo.

Quanto al futuro della musica e al presente, fatto di dirette e concerti suo social: "È una fase di emergenza, in cui si usano gli strumenti che si hanno a disposizione per rimanere in contatto. Ma pensare ad un futuro di concerti fatti dalla cameretta con la chitarra mi fa tristezza. La musica si vive insieme... Sono curioso di vedere cosa succederà: è tutto molto aperto e da costruire. La musica fa parte del superfluo, ma di un superfluo necessario".

 

 

 

 

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