Frah Quintale: 'Finalmente anche io ho i miei haters, mi fanno volare'

Intervista all’artista bresciano che ha appena sfornato il singolo 'Buio di giorno': 'Ho alterato la voce perché è come se dessi parola alla mia coscienza'
Frah Quintale: 'Finalmente anche io ho i miei haters, mi fanno volare'

“Non ricordo dove sono stato tutto questo tempo.

Ma ora che ho rimesso i piedi a terra giuro non mi sposto”, canta Frah Quintale. Viviamo in un’epoca sospesa in cui lo scorrere dei giorni e delle settimane ha tutto un altro peso. Il rapper e cantautore bresciano, che ha appena pubblicato il singolo “Buio di giorno”, non è mai stato artisticamente schiavo delle lancette. Alla faccia della bulimia di pubblicazioni a cui abbiamo assistito e a cui torneremo ad assistere da parte di altri artisti. Il suo primo disco, “Regardez Moi”, un album culto per tanti aspetti, ha già tre anni. Frah si è preso il suo tempo, quello di cui necessita la musica, ed è tornato per essere tutto ciò che non era prima.

Dove stai affrontando questo periodo di isolamento?
Vivo in studio, a Milano. Casa mia in realtà è proprio qui vicino, ma ho preferito restare a vivere qui per lavorare ai nuovi pezzi. È una sensazione strana, mi ricorda gli inizi, i vecchi tempi, intrappolato in studio.

“Buio di giorno” è figlia di questa situazione?
Lo so che sembra una cosa abbastanza folle visti i temi trattati, ma non è così. L’ho scritta il 2 gennaio. Ero stato a Brescia nel periodo di Natale e mi era salita la malinconia, era un periodo in cui sembrava non funzionare più niente. Sono tornato a Milano e ho scritto questo pezzo con una melodia iper-sognante e matta, influenzato dagli ascolti R&B degli ultimi mesi. La voce è strana, in falsetto, proprio perché volevo fosse una sorta di coscienza a parlare, una “voce x” che mettesse in risalto le parole, il messaggio. Non volevo il mio timbro, non volevo me.

La canzone parla dell’abituarsi a condizioni difficili.
Il buio fa paura a tutti perché non si riescono a distinguere le forme e i colori, si perde il senso dell'orientamento e la certezza di andare nella direzione giusta. Quando ci troviamo in questa condizione, è necessario abituare gli occhi alla mancanza di luce e provare a camminare fidandosi del proprio istinto. Per uno strano effetto, ascoltandola, può davvero fotografare il presente.

Sui social hai risposto con il sorriso a chi critica il brano.
Sì, in un primo momento in parecchi mi hanno scritto: “ma perché canti così?”, “ma questo non sei tu”, eccetera.

Poi piano piano il pezzo è stato capito e sono arrivati feedback molto positivi. In parte è successo anche per “Regardez Moi” nel 2017: quando uscì la canzone “8 miliardi di persone”, nella prima giornata fece solo 800 stream. Poi fu disco d’oro. La musica ha bisogno di tempo. A me spaventa la monotonia, per questo ho la necessità di fare brani diversi, che mi mettano in discussione. A fare un altro “Regardez Moi” ci metterei la metà della fatica che sto impiegando per realizzare questo nuovo album in cui l’obiettivo è offrire un ventaglio più ampio, alzando l’asticella.

Come le hai affrontate le prime critiche?
Ho suscitato reazioni, ho smosso le persone e ho avuto il mio primo assaggio di vero hateraggio. Finalmente. Mi hanno fatto volare quelle critiche. Molti fan sono pigri, vogliono l’artista solo per come lo conoscono. Guarda, è la stessa cosa che successe a me quando da bambino vidi arrivare mia madre a casa, da sempre bionda, con i capelli rossi. Scoppiai a piangere e urlai: “non sei più mia mamma”. Una reazione infantile.

Da ottobre hai pubblicato anche “Farmacia” e “Contento”. C’è un collegamento con il nuovo singolo?
“Farmacia” è stato un esperimento, ho preso la mira. “Contento”, per sonorità e tematiche introspettive, è legato a “Buio di giorno”. Il nuovo disco sarà colorato, vario. Non sarà mai un blocco unico.

Quando uscirà?
Sto chiudendo diversi pezzi. La pandemia ha complicato tutto. Sono molto preoccupato perché nessuno sa quando torneranno i live. Far uscire un disco e non poterlo presentare dal vivo è pesantissimo.

La pandemia che stiamo vivendo ci ha fatto riflettere sul concetto di tempo. Tu sei un artista che non l’ha mai inseguito: sono passati tre anni dal primo lavoro.
Già, un’eternità se si pensa che ci sono colleghi che ne fanno uscire uno all’anno.

Non mi importa seguire i calendari: io scrivo e faccio uscire musica quando sento che è tutto pronto. Non ti nascondo che quando ho avuto quella crisi là, quella che non mi faceva più scrivere come avrei voluto, lo scorso inverno mi sono preso male. Ma la musica è dedizione, sudore, fatica e necessita anche di vita vissuta. Se non vivo delle esperienze, su che cosa potrei mai scrivere? Sembrano banalità, ma per me non lo sono. Metto onestà nella mia musica ed è la moneta che ripaga di più, sul lungo periodo.

https://a6p8a2b3.stackpathcdn.com/kDCPwHazSIj7a3jS2zrE9Bk9uow=/700x0/smart/rockol-img/img/foto/upload/clip-image008.png

Le collaborazioni di questi anni?
Con Giorgio Poi siamo diventati proprio amici, uguale con Bassi Maestro. Per me alla base di una collaborazione ci deve essere qualche cosa di vero. Con Carlo (Carl Brave) abbiamo condiviso il palco del Red Bull SoundClash a Napoli. In tanti mi scrivono: quali feat metterai nel disco? Tutti si aspettano chissà quali nomi, io vorrei solo ci fossero i miei amici.

Con Gué Pequeno nel pezzo “2%” come è andata?
Ho passato un pomeriggio con lui in studio. Fantastico, io sono un suo fan. Voleva che cantassi il ritornello e stop. Gli ho detto la verità: “Gué io il ritornellaro non lo faccio, è una roba che fanno tutti”. Gli ho proposto di lavorare di più sulle voci, doppiandole. Ed è uscito qualche cosa che ha reso giustizia al brano.

(Claudio Cabona)

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2021 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.