Oasis, 26 anni fa il debutto con 'Supersonic'

L'11 aprile del 1994 usciva la canzone che ridefinì per sempre il britpop, e che consegnò agli annali una delle band più importanti della sua generazione...
Oasis, 26 anni fa il debutto con 'Supersonic'

In italiano la chiamiamo serendipità, ma in inglese suona meglio. Il 19 dicembre del 1993 c'è un gruppo di belle speranze chiuso ai Pink Museum Studios di Liverpool per registrare una canzone, "Bring It on Down": prima di dire a chi sta di là dal vetro, in regia, di aprire le tracce, la band - formatasi appena due anni prima a Manchester - inizia a jammare per scaldarsi e sciogliere le dita. Il chitarrista, quello che scrive le canzoni, inizia a canticchiare un motivo sulla base improvvisata dal batterista e dall'altro chitarrista. Ma il tempo vola e gli studi costano, così la session di lavoro ha inizio.

Eppure qualcosa non gira. Passano le ore e quanto finito su nastro per “Bring It on Down” lascia tutti insoddisfatti. Il gruppo posa gli strumenti e ordina qualcosa al take-away cinese lì vicino. Ma non Noel. Lui resta in sala di ripresa con il testa il motivo che aveva cantato durante la jam, a inizio giornata. Ci sviluppa sopra un riff. Quando suo fratello Liam e il resto della band tornano in studio lui ha già scritto una nuova canzone. La fa sentire agli altri, inizia a provarla con loro: è il primo pomeriggio, sono da poco passate le tre. Undici ore dopo, quando ormai è quasi mattina, le luci dello studio si spengono: “Supersonic”, il primo singolo degli Oasis, era stato registrato.

(il videoclip ufficiale della canzone)

“Ero stato un roadie degli Inspiral Carpets per tre anni: cosa pensate che facessi, all'epoca? Che bevessi acqua minerale e mangiassi Twiglets?”, disse il maggiore dei fratelli Gallagher nel 2008 a Spin: “Tutti i primi tre album gli abbiamo scritti sotto l'effetto di droga. Ricordo che una volta, completamente fuori, entrai nella stanza sul retro di uno studio con l'idea di scrivere una canzone in dieci minuti. Ci riuscii. Era 'Supersonic'”.

La canzone esce come singolo l'11 aprile del '94, quattro mesi prima del disco che l'avrebbe inclusa, “Definitely Maybe”: a spedirla sui mercati è la Creation, l'etichetta di Alan McGee – fresca di acquisizione da parte della Sony - che a metà anni Ottanta aveva fatto esplodere Jesus and Mary Chain e Primal Scream. Il marchio di una label di culto, però, non sempre è garanzia di successo commerciale: “Supersonic” non si spinge oltre il trentunesimo posto nelle chart di vendite inglesi. Dato, questo, che letto col sennò di poi è abbastanza divertente: eccezion fatta per “Half the World Away”, registrata negli USA solo qualche mese dopo, mai gli Oasis avrebbero visto un loro singolo andare così male in termini di vendite. Il tempo, però, fu galantuomo.

(la versione del videoclip ufficiale per il mercato americano)

Non solo perché dopotutto “Supersonic”, nel corso degli anni, avrebbe mosso nel corso dei mesi successivi oltre 200mila copie sul mercato domestico. Non solo perché, a conti fatti, quella canzone scritta in dieci minuti e registrata in una manciata di ore finì all'undicesimo posto della US Alternative Chart di Billboard, dall'altra parte dell'oceano. E non solo perché “Supersonic” valse agli Oasis il loro prima passaggio televisivo, a The Word:

Prima ancora di venire inserita da Q nella lista delle 100 migliori canzoni basate sulla chitarra elettrica di sempre e dall'NME nella graduatoria – a metà classifica – dei 50 migliori Indie Anthem di sempre, “Supersonic” segnò un definitivo cambio di passo della neonata scena britpop, nata durante l'esplosione del grunge, in fenomeno – tutto americano – col quale la cool Britannia si sarebbe trovata a combattere negli anni a venire.

E segnò anche la prima epifania di una delle band più rilevanti della fine del secolo scorso, che nel corso della propria carriera riuscì a vendere qualcosa come oltre 75 milioni di copie spedendo sette album su sette nelle classifiche di vendita britanniche. E la cui eredità, cosa forse ancora più importante, è viva ancora ai giorni nostri, un quarto di secolo dopo l'ingresso sulle scene. Anche se – certo - vederla ridotta, oggi come oggi, ad argomento di scazzo perenne via social network tra i due titolari non è il più edificante degli spettacoli...

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