Pearl Jam: perché si chiamano così?

Nell'attesa di "Gigaton", ripercorriamo le versioni più popolari (e bizzarre) sull’origine del nome della band di Eddie Vedder e soci
Pearl Jam: perché si chiamano così?

La domanda sul motivo per cui una band si è data un certo nome è un classico delle conferenze stampa e delle interviste a gruppi ad inizio carriera. L’ultima spiaggia del giornalista musicale in situazioni di noia mortale o vuoto artistico assoluto, insomma. Anni dopo, però, se la band è diventata famosa, quella domanda banale torna in auge, come in un effetto-vintage, e si scopre che le origini del nome sono inevitabilmente avvolte in una coltre di nebbia, leggenda e storie strampalate. E dunque, mentre aspettiamo "Gigaton", il nuovo album in uscita il 27 marzo, ripercoriamo la storia della domanda: perché i Pearl Jam si chiamano così?

Secondo alcune ricostruzioni, si tratterebbe del soprannome di Mookie Blaylock, giocatore professionista di basket (in NBA tra l'89 e il 2002). Ad inizio carriera i Pearl Jam si chiamavano così, "Mookie Blaylock". Respinta la proposta (dalla label? dal manager? da qualche membro del gruppo? ovviamente non è chiaro…), ci si sarebbe orientati sul suo nickname. Un'altra versione vuole che "Ten", il tirolo del primo album, sia un omaggio al numero di maglia del giocatore.

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Una versione alternativa la butta decisamente sui doppi sensi: Pearl Jam significa sperma, e qui non c’è molto altro da aggiungere.
Un’altra ricostruzione – la più nota - punta sulla nonna di Eddie Vedder, vegliarda alquanto brillante e “cool”, che avrebbe annoverato tra le sue ricette più riuscite una marmellata al peyote – leccornia alla quale il nipote il nome avrebbe dato il nome di Pearl’s Jam, la marmellata di Pearl.

Il baseball è la passione di Vedder  - grande fan dei Chicago Cubs, raccontata nel film "Let's play two", in cui i concerti della band si incrociano con la storia vittoria della squadra nella Major League dopo ben 108 anni. Ma è sempre il basket a dominare in queste leggende: Pearl Jam non sarebbero altro che due parole bene accostate per celebrare le iniziali del nome di quello che è forse il più grande coach della storia dell’NBA: PJ come Phil Jackson, allenatore storico dei Chicago Bulls nell'era di Michael Jordan e di Dennis Rodman, amico personale di Eddie.

Infine, una voce autorevole, quella di Jeff Ament, che in un’intervista del 2006 al Rolling Stone americano riconduceva il nome del gruppo a una sua ispirazione iniziale (quella di utilizzare il nome Pearl) maturata poi assistendo ad un concerto di Neil Young che, quella sera, si era lanciato in una jam session…

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