Lizzo è stata citata in giudizio per “Truth Hurts”

Continua la faida legale sulla canzone di successo. I due cantautori Justin e Jeremiah Raisen sostengono che la linea chiave del pezzo provenga da un’altra melodia che avevano scritto insieme alla pop star

La canzone "Truth Hurts" dell'artista pop Lizzo, è stata una delle storie di successo più straordinarie della recente storia della musica: un brano che in due anni ha avuto un exploit planetario, trasformando la cantante americana in una stella della musica.

La paternità di "Truth Hurts", però, è anche diventata una delle controversie più seguite: Lizzo è stata accusata dai due fratelli cantautori, Justin e Jeremiah Raisen, di aver messo la firma su una canzone che deriverebbe in realtà da un altro brano che avevano scritto insieme a lei. Tutto questo senza citarli. Lizzo ha risposto, lo scorso ottobre, facendo causa ai Raisens e ad un altro scrittore che ha affermato di essere stato coinvolto nella traccia originale. La polemica raggiunse l’apice durante i Grammy, che ha visto la pop star fra le artiste più premiate e acclamate. E anche l’iter legale non si è arrestato. I Raisens, venerdì scorso, hanno citato a loro volta in giudizio Lizzo sostenendo che il loro lavoro, in una sessione congiunta di songwriting, sarebbe stato fondamentale per la realizzazione della hit. Senza quella sessione di scrittura congiunta, hanno scritto nella loro denuncia, "Lizzo non avrebbe mai ottenuto il Grammy Award per la migliore esibizione solista pop”. A sostenere la loro tesi ci sarebbero delle registrazioni. Il caso genera sempre grande clamore proprio per il successo della canzone e mette al centro il tema, molto sentito in ambito musicale, delle royalties delle canzoni.

 

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